occhi chiusi, cuore aperto

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La città respira piano, fuori dalla finestra. È passata da un pezzo la mezzanotte, ma Han Jisung è sveglio.
Sdraiato sul letto, guarda il soffitto con gli occhi spalancati, seguendo i giochi di luce che i lampioni disegnano sulle pareti della camera.

Accanto a lui, Felix dorme. È rannicchiato contro di lui, la testa poggiata sulla sua spalla, un braccio che gli cinge la vita con delicatezza. Respira piano, regolare, il petto che si solleva e si abbassa con un ritmo che dovrebbe essere rassicurante.
Dovrebbe.

Ma Jisung non riesce a dormire. Non riesce nemmeno a chiudere gli occhi per più di qualche secondo, perché ogni volta che lo fa... lo vede.
Minho.

È sempre così, ultimamente. Di notte, quando il mondo tace e anche la pelle di Felix non basta più a tenerlo ancorato al presente, il passato ritorna.
E torna forte, come un pugno allo stomaco.

Scivola lentamente via dal letto, cercando di non svegliare Felix. Cammina a piedi nudi sul pavimento freddo e si avvicina alla finestra, spostando leggermente la tenda. La città sotto di lui brilla, viva. Un’eco lontana dei loro momenti più belli.

Lì sotto, un tempo, c’erano lui e Minho.
Si davano appuntamento sui tetti, in cima agli edifici più alti, lontani da tutto e da tutti.

Jisung chiude gli occhi e un’immagine gli si stampa dietro le palpebre:
Minho seduto con le gambe penzoloni sul bordo di un tetto, le mani appoggiate all'indietro, il vento che gli spettina i capelli. Si gira e sorride. Quel sorriso. Quel modo di guardarlo. Come se bastasse uno sguardo per sentirsi a casa.

E poi… poi ha sbagliato.
Si sono detti cose sbagliate nel momento peggiore. Hanno lasciato che il silenzio crescesse troppo. Che le distanze diventassero vere.
E ora Minho non c’è più.

Jisung apre di nuovo gli occhi. Non sa se è la colpa o solo la nostalgia a tenerlo sveglio.

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Dalla camera, un suono morbido: Felix si muove, si gira nel letto.
«Ji...?», mormora con voce impastata. «Tutto ok...?»

Jisung inspira piano. Torna lentamente al letto, si infila sotto le coperte.
Felix lo abbraccia subito, ancora mezzo addormentato, cercando conforto.
«Hai gli occhi stanchi…» sussurra, accarezzandogli il petto.

Jisung lo bacia sulla fronte.
«Sto bene, dormi.»

Ma dentro non è vero.
Dentro ha paura.
Di chiudere gli occhi.
E riaprirli sapendo che, anche se qualcuno c’è ma non è lui.

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HEYYYY
a me sta piacendo un botto scrivere la storia.
Spero che vi sia piaciuto questo primo capitolo!!💕

Non è mica te • Minsung Stories to obsess over. Discover now