La Luna si mostra

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Mi affaccio alla finestra e vedo il mare:
Vanno le nuvole e tramontano le onde.
Vedo stelle passare e la sabbia respirare.
La luna, lontana e nascosta, ammira solitaria.
Un lampo appare e tutto, all'improvviso illuminato, si mostra.
Ecco, sospira l'acqua con il soffio del vento:
Sul mare è apparso un maestoso ponte d'argento.
Per imboccare una strada senza ritorno e senza sonno.
Mi lasci qui per guardare e, senza darmi risposta, mi porti a domandare;
Per chi dunque sei comparso e dove porti nel tuo viaggio?

Nel silenzio di questa notte estiva, sento il mare chiamarmi.
Mi chiede se lo sento, se lo percepisco, se lo desidero.
Mi chiedo se sia reale, se sto solo sognando oppure sono semplicemente impazzito.
Malgrado l'angoscia, mi sento irresistibilmente curioso.                                                                         
C'è qualcosa nell'aria che mi chiama, mi attira a sé.
Ma sento sul petto un sospiro pesante che mi dice di no. Mi dice di non andare, di restare qui e che posso solo guardare.
Le lame gelide del vento mi tagliano la pelle, mi feriscono, ma le accetto.

Le nuvole sottili si spostano in fretta; mostrano le stelle che brillano e, insieme, colorano il cielo buio della notte: La luna si lascia scoprire per farsi vedere, schiarendo la notte buia.                    Una leggera nebbia circonda il ponte, si sta addensando sempre di più, impedendomi di studiarlo e nascondendo la sua bellezza.

Sento un profumo sabbioso e ferroso, si sente il mare, è delicato ma anche pesante. Mi dà una sensazione improvvisa di nostalgia. Questo profumo, questo esatto profumo l'ho già sentito, ma dove?
Il ponte sembra immenso anche se molto distante.
La nebbia abbraccia i lampioni che spuntano appena, ma brillano fievolmente con la luce della luna, li vedo poco ma noto comunque quanto siano maestosi ed eleganti, illuminano la via con una luce calda e debole.
Il ponte ha un colore grigio chiarissimo, scintilla con i riflessi del cielo e del mare.
Non sembra pietra o legno, anche se si direbbe data la struttura. Sembra più un metallo pregiato.
Le onde agitate e infuriate si scagliano contro di lui, ma non lo scalfiscono minimamente, è fin troppo massiccio e imponente per crollare così.
E resta lì, immobile ad aspettare. Come anch'io qui, fermo e in attesa.

Il suono improvviso della sveglia sul comodino mi riporta alla realtà.
Mi volto solo un attimo per spegnerla, ma in questo attimo tutto cambia.
Appena distolgo lo sguardo, dando le spalle alla luna, vedo i primi raggi del sole pitturare le pareti della mia stanza di un arancione intenso.
Mi volto e mi precipito subito a guardare fuori -sporgendomi tanto da quasi cadere giù dal secondo piano- con il cuore pieno di speranza che batte senza sosta, ma ormai è troppo tardi.
La notte è sparita e il ponte con essa, quella strada silenziosa, svanita senza lasciare tracce di sé.
Sento il mio corpo tremare e sudare, brividi gelidi mi percorrono il corpo, con scosse fredde violente e improvvise. Sento la paura salire, il mio corpo non si muove.
Guardo fuori, fisso davanti a me, senza capire.
Il sole sorge sul mare, calmo nella brezza leggera del mattino, risplende in una nuova, calda e lunga giornata estiva.
Le nuove sono sparite, lasciando lo spazio solo al sole che si mostra piano. I gabbiani si accompagnano al vento, che trasporta un profumo deciso di aria pulita e brioche appena sfornate dai bar qui in zona.
Il silenzio lascia spazio al trambusto mattutino; tra vicini, lavoratori e turisti il silenzio della notte è cessato.
È come se non fosse mai successo, come se me lo fossi solo immaginato.

Sbatto le palpebre, ora mi sembra di essere tornato nel mondo reale, ho gli occhi secchi e ora sento la stanchezza assalirmi.
Mi butto a letto e chiudo finalmente gli occhi. Bruciano terribilmente, è come se li avessi tenuti aperti per ore.
Mi sento distrutto; sono tutto sudato e appiccicoso, con l'aria fresca del mattino mi sento gelare, gli occhi mi bruciano talmente tanto che non riesco a tenerli aperti e sento la testa girare tanto che penso possa esplodere, le tempie mi pulsano e la stanchezza mi pesa.
Ho davvero passato tutta la notte sveglio guardando fuori dalla finestra?
No, non può essere successo davvero, avrò sognato troppo e dormito male, per questo sono così stanco.
Eppure il letto è ancora in ordine e ben composto, le lenzuola non hanno minimamente una piega, il pigiama ancora piegato sul letto, la tv è ancora accesa e la sigaretta che stavo fumando si era consumata da sola nel posacenere.
"Un buon caffè bollente e una bella doccia fresca renderanno tutto più chiaro, mi risveglierò davvero da tutto questo. Non pensarci mi aiuterà, magari a lavoro mi distrarrò abbastanza, starò meglio!"  Mi dico cercando di riprendermi da questa notte folle.
Ma la verità è che neanche per un attimo smisi di pensarci.



{Salve!
Questo è un nuovo racconto che sto scrivendo, vorrei sapere se vi piace e se vorreste leggere un altro capitolo, fatemelo sapere con un commento o una stellina~
Spero davvero di avervi intrattenuti e vi ringrazio per la lettura. Grazie mille~
Spero di portarvi presto un nuovo capitolo!}

MareWhere stories live. Discover now