Alyssa
«Alyssa, vuoi muoverti!? Perdiamo l'aereo se facciamo tardi»
Il giorno peggiore di tutti é proprio questo: trasferirsi.
Non voglio trasferirmi in un'altra città, io qua a Londra ho i miei amici e il mio fidanzato.
Ma il destino aveva piani diversi con me sin dall'inizio.
La partenza per andare a New York era prevista già da una settimana, dopo che mia madre ha trovato colui che sostituirà mio padre.
Al dire il vero, mio padre lo odio, ha rovinato la mia vita e quella di mia mamma.
Una volta eravamo al mare e notai dei lividi sul corpo di mia madre, da lì ebbi dei sospetti.
Poi, tornai a casa prima dalle lezioni e vidi mia madre nelle braccia di mio padre, che era arrabbiato, furioso.
Per fortuna lo denunciammo, il che non aveva risolto molto la situazione familiare, visto che non avevamo soldi.
Ma poi, arrivò esattamente il giorno in cui mia mamma trovò un altro uomo.
Scoprii che lui ha due figli, uno maggiore e uno minore, che ha due anni in meno.
Pensai che alla fine non sarebbe stato poi così noioso e che posso fare amicizia con i due ragazzi.
«Si mamma, arrivo»
Prendo l'ultima cosa che dovevo avere se dovevo partire per sempre: il mio peluche di Rapunzel.
Ho diciannove anni e sono ancora una bambina.
Questo pupazzo è importante per me, come lo è il personaggio in sé.
Mi ricorda che devo inseguire i miei sogni ed essere libera di fare ciò che voglio, e Rapunzel ne è l'esempio.
Imprigionata in una torre per colpa di una donna che vuole solo il suo potere e le impedisce di fare qualsiasi cosa al di fuori della torre.
Di una donna che le impedisce di conoscere il mondo.
Beh, nessuno a me lo avrebbe impedito.
Dopo otto ore di volo, siamo arrivate a New York.
Ovviamente non ho dormito tutto il tempo, non sono una dormigliona.
Mi sono portata un libro, così che potesse alleviare la mia noia.
Quando arrivammo finalmente a casa del nuovo fidanzato di mia madre, tirai un grosso sospiro dopo aver messo i piedi per terra.
Fissai la grande villa di fronte a me.
Un giardino che circondava tutta la casa con anche una piscina.
Rimasi incantata dalla vista del paesaggio di fronte a me.
«Aiutami a prendere le valigie» chiese mia mamma.
«Certo»
Presi la mia valigia e altre buste, di cui non so il contenuto.
Ho ancora il mio peluche di Rapunzel in mano, ma non me ne vergognai.
Ad accoglierci, c'é un uomo sulla quarantina, con i capelli scuri e quel pizzico di barba che gli dona molto.
Sorrisi quando mi porse la mano.
«Tu dovresti essere Alyssa, piacere di conoscerti.
Sono Arthur Miller, spero che ti trovi bene qui»
Ricambiai la stretta e risposi.
«Grazie a lei Arthur per l'ospitalità»
Pensavo fosse burbero, ma mi sbagliavo.
Entrai in casa e mi guardai subito attorno.
Le pareti bianche, il salotto subito alla mia sinistra, con un divano grande almeno per dieci persone, una televisione abbastanza grande, un tappeto bianco con al centro un tavolino di vetro che rende tutto molto più bello.
«Così tu saresti la mia sorellastra» una voce roca e alta, si espanse per la stanza, dietro di me, e sussultai dallo spavento.
Mi giro e un ragazzo con i capelli neri, gli occhi blu oceano e senza maglietta, é appoggiato vicino alle scale alla mia destra e mi guarda curioso.
«Oddio, mi hai spaventata!»
Il mio sguardo vagò sul suo corpo muscoloso e seguii le linee dei suoi pettorali.
Mi accorsi della situazione e, d'istinto, mi coprii gli occhi con le mani.
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I got lost in your eyes💜✨
RomanceNick Miller, uscito dopo 4 anni di prigione per un furto di un diamante importante. Il suo passato gli tormenta l'anima e vuole distrarsi andando all'università. Sua madre è morta e da quel momento lui non è stato più lo stesso, vivendo nelle mani d...
