𝓒𝓪𝓹𝓲𝓽𝓸𝓵𝓸 1: Alias Ive Miller

34 4 0
                                        

«Valeska. Nell'ufficio. Ora.»

Tre parole. Solo tre. Secche come il caffè della macchinetta del quarto piano. E tanto bastava per farmi già sentire sull'orlo dell'omicidio premeditato.

Sbuffo. Spingo la porta con una spallata teatrale, come ogni eroina drammatica che si rispetti.

«Mikrosoft. Che diavolo vuoi adesso? Se è per il caso del prete con la collezione di fruste, ti ricordo che non era nella mia giurisdizione.»

Lui non alza nemmeno lo sguardo. È seduto lì, dietro la sua scrivania enorme, con quell'aria da "sono il capo, bevo caffè e distruggo le vite altrui", e lo sta bevendo in modo così lento e solenne che giuro di sentire i miei neuroni implodere dalla noia.

«Siediti, Valeska.»

«Dipende. Mi arresti se ti lancio quella tazza in testa?»

«Solo se fallisci questa missione.»

Io sbuffo, mollo la borsa sulla sedia con l'eleganza di un camionista in ferie e mi siedo di fronte a lui. «Spara.»

Lui poggia lentamente la tazza. Le sue mani sono stecchi. Le dita lunghe e nervose. Tipico di chi non ha amici.

«Devi infiltrarti nell'organizzazione di Logan Moretti.»

Silenzio.

Lieve battito d'occhi.

Altro silenzio.

Poi esplodo:

«CHE COSA?! Ma sei impazzito?! Sei completamente andato, fuori di testa, tutto il caffè istantaneo che bevi ti ha dato al cervello!?»

Lui solleva un sopracciglio.

«Parli italiano, Valeska.»

Ah. Sì, giusto. Non ho ancora finito.

«Was zur Hölle denkst du dir, du kompletter Idiot?!»

«Tedesco. Quanto entusiasmo.»

«Mais t'es fou ou quoi? Je ne vais pas me foutre dans ce merdier!»

«Francese. Ottimo accento.»

«¡Tú estás enfermo de la cabeza, cabrón de mierda!»

«Spagnolo. Forse un po' volgare.»

«Co ty kurwa sobie wyobrażasz, pieprzony pajacu?!»

«Ah, il polacco. Sempre poetico.»

«Tu es stultior quam asinus!»

«Latino. Sorprendente.»

«Είσαι ένας ηλίθιος με κουστούμι.»

«E il greco. Complimenti, Valeska, sei ufficialmente la prima persona che mi ha insultato in sette lingue senza riprendere fiato.»

Lo fisso. Lento. «Mikrosoft... ti rendi conto di chi stiamo parlando? Logan. Moretti. Capo dell'organizzazione più pericolosa di questo maledetto paese. Alto, biondo, occhi da serial killer con l'abbonamento a Vogue. Lo stesso che una volta ha fatto saltare in aria una piscina solo perché l'acqua era "troppo calma"!»

«Ecco perché sei perfetta per questo lavoro.»

«Io sono perfetta per ammazzare la gente col sarcasmo, non per farmi infilare da un sociopatico con manie di grandezza e le vene sulle mani!»

«La tua missione è semplice: infiltrarti, ottenere la sua fiducia e scoprire i piani dell'organizzazione.»

«Semplice? SEMPLICE?! Io non riesco neanche a fidarmi del mio parrucchiere dopo che mi ha tagliato i capelli troppo corti!»

Burning redWhere stories live. Discover now