mi risvegliai nello stesso letto, nella stessa stanza, nello stesso posto. quel laboratorio ormai era diventata la mia casa anche se essa non lo era. mi avevano usato, torturato, sperimentato a loro piacimento, tutto per colpa di uno stupido sogno che avevo: diventare migliore di così.
invece? invece sono solo peggiorato, sfigurato ed è tutta colpa di quei scienziati che ormai mi trattavano come un esperimento fallito, perché è questo quello che sono: un esperimento fallito.
il loro scopo era quello di creare un essere perfetto, senza alcun tipo di problema fisico e mentale, fisicamente perfetto su ogni punto di vista, acculturato e pronto su ogni campo, anche sportivo.
invece hanno fallito, mi hanno usato ed è questo il risultato e io devo fingere che tutto vada bene? ormai recito una parte sin da piccolo, per non risultare il bambino "strano" della situazione. per non risultare l'adolescente strano della situazione anche se era impossibile. amavo disegnare, amavo scrivere, amavo suonare i tasti del piano, sfiorarli in base al suono che volevo far uscire. ora? ora non mi resta più niente se non un letto, freddo e scomodo, in una stanza gelida e una porta rinforzata. mi hanno piazzato in una stanza con dei cuscini al posto delle pareti e del pavimento evitando ogni mia mossa di suicidio. solo una piccola finestra in alto sbarrata dove posso osservare le stelle e la luna. e il sole voi direte? il sole è il mio più grande nemico. non posso stare sotto ai raggi solari che rischio di ustionarmi.
ho un piccolo bagno, senza specchio, tanto a che mi serve specchiarsi? sapendo che ormai sono sfigurato?
sono privo di bocca, mi sono rimasti solo gli occhi e il naso.
hanno provato di tutto, anche a spararmi in testa tatuandomi una "x" sulla fronte, ma nulla. ormai sono immortale. qualsiasi cosa io faccia conto di me è impossibile uccidermi. solo io posso farlo e quante volte ho provato a ribellarmi senza riuscita. nessun aiuto, solo odio verso i miei confronti.
non ho più bisogno di bere nè di mangiare, ah che sciocco, ho già detto che sono privo di bocca.
quei pazzi ancora provano a rimediare ai loro esperimenti mal riusciti dandomi flebo che stacco ogni volta (ma mi legano a letto pur di non farmi muovere) e punture su tutto il corpo.
ma nulla serve, sono mentalmente instabile e fisicamente, beh, non me la cavo abbastanza bene.
sentii dei passi e un rumore familiare, stavano tornando di nuovo. era quasi notte e si potevano udire i lamenti degli altri esperimenti, persone che, come me, volevano diventare migliori.
pianti, grida, botti, rumori di ogni genere ed inimmaginabili. chi chiedeva aiuto, chi basta, chi invece voleva tornare a casa dai propri genitori. io? io non volevo nulla di questo, avevo deciso di arrendermi al mio destino e di vivere la mia vita così, sfigurato e rotto, proprio come uno specchio in frantumi.
aprirono la porta, avevano portato i lacci per fermarmi ma io direttamente allungai il braccio verso di loro e girandomi la faccia dall'altro lato.
i medici non fiatarono ma capii dai loro respiri che erano scioccati dal fatto che stavo collaborando con loro.
non fece male, misero la flebo e andarono, si fermarono sul ciglio della porta per qualche secondo "buonanotte esperimento 15-08" dissero prima di chiuderla dietro le loro spalle e andare via.
così i giorni passarono e più io collaboravo, più loro mi trattavano meglio, da essere "umano" se è questo quello che sono. io comunicavo con disegni e scritture, mi piace scrivere. a volte scrivevo delle storie e le facevo leggere, alcuni erano abbastanza macabri, altri leggeri.
gli scienziati erano quasi "fieri" di questa cosa, del fatto che io finalmente mi stavo aprendo con loro nonostante loro abbiano combinato un casino con me e con altri come me. ma un giorno andò tutto storto.
mi svegliarono di forza e mi portarono a una sedia e mi legarono. io cercai di ribellarmi ma loro mi addormentarono.
al mio risveglio capii che c'era qualcosa che non andava in me, sentivo la testa pulsare e tirare alle tempie, che mi avessero aperto la testa? no, impossibile. non era assolutamente possibile.
cercai di ragionare lucidamente ma per me era impossibile. iniziai a battere forte alla porta ma non potevo gridare in assenza della bocca. uno scienziato diede un calcio alla porta dall'esterno e disse "Stai fermo 15-08. non abbiamo finito con te."
che intendeva con "non abbiamo finito con te"? stanno ancora cercando di perfezionarmi nonostante io sia sfigurato?? toccai le tempie e sentii dei punti. avevo ragione, quei pazzi mi hanno aperto la testa e fatto qualcosa al mio cervello. vogliono curarmi per caso? da cosa poi? dalla mia stupida ignoranza?
continuai a battere alla porta e questa volta si aprì facendomi cadere rovinosamente a terra. mi presero di forza e mi misero in un lettino legandomi.
"pensavi sul serio che questo tuo incubo fosse finito? dobbiamo fare dei test per i nuovi arrivati e tu sei perfetto poiché non puoi gridare aiuto o morire per mano nostra."
delle lacrime rigarono le mie guance, erano calde e le sentivo perfettamente sulle mie cicatrici sul viso. come so che le ho? facile. ricordo ogni dolore subito da questi folli.
iniziai a dimenarmi ma era tutto inutile, non riuscivo a liberarmi. era tutta una falsa, loro sembravano finalmente calmi con me. che avevamo fatto "amicizia". ma restano comunque dei folli, dei pazzi senza un sano principio di umanità.
mi portarono in una stanza, ricordo solo le luci accecanti e poi i miei parametri. erano assordanti per le mie orecchie, volevo tornare nella mia stanza, volevo osservare la luna e le stelle come ogni notte prima di addormentarmi. volevo solo riposare in pace, volevo morire.
poi, non ricordai più nulla. mi risvegliai nella mia stanza e mi sentivo diverso, ma non capivo cosa ci fosse che non andasse in me. avevo le braccia fasciate, probabilmente avevano fatto altri esperimenti sulle mie ossa o altro. non sentivo dolore però, che fossi ancora sotto sedativi e anestesia? non lo so.
alzai i pantaloni e anche le gambe erano fasciate. alzai la maglietta e anche l'addome lo era. mi avevano aperto nuovamente per degli stupidi esperimenti. guardai dalla finestra ed era notte. guardai la luna che era piena, le stelle in cielo brillavano e vidi un aereo passare tra le poche nuvole che coprivano il cielo. era proprio uno spettacolo, un dipinto. chissà come se la passavano quelle persone, chissà dove andavano di bello. io avrei voluto sorvolare l'oceano e andare in America o direttamente sorvolare l'Italia e andare in Francia per Disneyland Paris. insomma avevo dei sogni che piano piano sono andati in frantumi a causa della mia mente contorta e malata, che non riusciva più a ragionare ciò che era giusto e ciò che era sbagliato, che non riusciva più a trattenersi dal farsi male per pura goduria e sfogo, che non aiutava d'altronde.
oramai avevo dimenticato la mia vita di prima, ora è questa la mia vita. essere sottoposto a degli stupidi esperimenti per le reclute nuove, per quei pazzi che come me vogliono diventare perfetti.
perfetti? pff, la perfezione non esiste ora che ci penso, era solo per diventare migliori.
noi sfortunati che ormai non abbiamo passato il test ceniamo sfruttati ma nessuno ha la mancanza di bocca come me, ecco perché sfruttano più me che gli altri. voglio solo porre finita il tutto al più presto.
il giorno dopo loro non si fecero vivi, solo la notte sentii i loro passi, aprirono la porta e mi presero di forza. mi tenevano per le braccia, io mi dimenavo ma era del tutto inutile. vidi uno scienziato che portava avanti un carrello con esso sopra degli attrezzi, tra essi il bisturi. io riuscii a ribellarmi da loro, lo presi e lo conficcai alla carotide, così tutti i loro sforzi sarebbero stati inutili.
sentivo ovattato le loro voci, chi urlava "no" chi era disperato. chi invece era impassibile alla scena poiché mi avrebbero sostituito facilmente con un'altra "preda", perché è questo quello che siamo: prede e loro i predatori.
caddi a terra e guardai dal vetro la luna è le stelle, le lacrime scendevano dalle mie orbite mentre loro cercavano di tamponare la ferita. io continuavo a fissare la luna e le stelle, finalmente sarei stato una di quelle, accanto alla mia amata luna. e questo inferno? è finalmente finito.
"esperimento 15-08 no! perché?!" volevo tanto avere la bocca per potergli dire finalmente il mio nome: Ezra.
angolo autore
prima one-shot, magari ne farò altre in futuro chi lo sa, spero vi piaccia, datemi un feedback
ditemi anche se devo farne altre
see ya ;)
see ya
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15-08
Short StoryONE-SHOT un mondo distopico, dove le persone eccellevano in tutto mentre gli altri, gli emarginati, volevano diventare come loro. così un gruppo di scienziati hanno ideato un laboratorio che piano piano si espandeva sempre di più cercando di creare...
