Statico

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Statico

Talvolta adoro chiamare la mia ragazza quando so che lei sta dormendo. Svegliarla, far finta di aver compiuto l'atto inavvertitamente e sentirla con la voce assonnata mi da abbastanza endorfina per porre fine alla serata. Mi conforta ascoltare lo statico della chiamata. Un silenzio di implicita presenza. Mi dà la consapevolezza che dall'altro lato del telefono c'è qualcuno che si metterebbe a piangere se mi stessero uccidendo. Conoscendola, non metterebbe neanche giù. La amo anche nei giorni più difficili. Per molto tempo ho preso con leggerezza questo fatto, pienamente cosciente che un giorno ne avrei compreso il vero valore. Vivo la mia vita come una lezione auto-inflitta: so che sto sbagliando, eppure lo faccio, convinto che provare sulla pelle le conseguenze delle mie azioni sia l'unico vero modo per non sbagliare ancora. Ora sto ascoltando il suo respiro. E' aritmico. Sembra quasi sia sveglia e stia provando con tutte le sue forze ad addormentarsi. Oppure che la sua psiche si stia aggrappando a questi brevi e preziosi momenti di fase REM con tutta la sua forza. Magari è sveglia. Lo è. L'ho sentita muoversi. Il mio primo istinto non sbaglia mai. Chissà se mi odia per averla svegliata. Chissà se mi odia e basta. Se lei fosse stata per me quello che io sono stato per lei, forse anche io la odierei. Sapevo che agli inizi era lei quella più innamorata. Si vede che questo continuo perdono è un risultato di quell'originale surplus emotivo. Chissà come sarebbe se fossi stato bravo. Quanto sarebbe ossessionata da me? Me lo meriterei?

Voglio provare a parlarle? Un "tutt'apposto?" è fuori luogo? Lo farò per voi, membri della giuria. "Gi, stai dormendo?"..........Niente. "Volevo dirti che non vedo l'ora di vederti"..."Grazie, Ale. Sei dolce." Segue breve conversazione di poco conto. Lei risponde sufficientemente, ma non da nuovi input. Canto la canzone del piccolo principe. Nessuna risposta. Strano. Di solito la mette sempre di buon umore. Siamo cotti? Potremmo essere cotti. Direi ben fatti. Quale donna innamorata non vuole fare discorsi alle 4 di mattina con il suo amato? Forse la donna depressa...Ecco il vero dilemma: quanti dei suoi comportamenti verso di me sono determinati dalla sua depressione e quanti sono determinati dalla sua oramai scarsa opinione di me? Non glielo chiederò mai. Io voglio parlarle ancora, ma non sacrificherò l'onore.

Arriva la mattina. Vedo che ha lasciato sul visualizzato i messaggi che le ho mandato mentre dormiva. La chiamo e lei mi offre un bis del trattamento della sera precedente, rispondendo alle mie domande, ma evitando di aggiungere qualsiasi cosa alla conversazione. Chi stiamo prendendo in giro? Non mi ama più. Penso che ormai sia chiaro a lei quanto lo è a me. Oh well, è stato bello finché è durato. Adesso c'è solo da riorganizzare completamente la mia vita nell'ottica che avrò perso la miglior donna che abbia mai potuto desiderare. Potrebbe essere peggio, ma grazie a Dio il Tottenham non è campione d'Inghilterra. Mi ha appena chiamato. La sento piangere. Aspetto che parli lei. "Cosa stai facendo?". "Nulla"... "Tutto bene?" "No" "Cosa è successo?" continua a piangere per altri 15 secondi, poi mi mette giù.

Tagliamo ad un paio di giorni dopo: lei, nel mentre sto scrivendo queste parole, penso stia facendo finta di dormire. L'ho fatta incazzare dicendole che il mio profilo instagram è nettamente migliore al suo e che nonostante lei faccia più like e commenti, le sue storie sono oggettivamente più noiose. La situazione è successivamente degenerata in miei commenti negativi e leggeri, seppur sentiti, insulti nei suoi confronti. Il tutto è poi precipitato quando lei ha iniziato, giustamente, a rispondere a tono al mio discorso, atto che io ho considerato, con la mia magnifica ed infallibile logica, assolutamente inammissibile. Ovviamente il tutto è nato dalla mia gelosia ed insicurezza. Dopo che mi sono reso conto di ciò che ho fatto accadere, ho iniziato a provare a farmi perdonare. Confessare la gelosia e l'insicurezza previamente citate non ha funzionato. Altri tentativi volti a conquistare la sua indulgenza hanno incluso: mettere "mi manchi" di Paky (fallito), mettere "non fare la puttana" di Fabri Fibra (fallito), dirle che il suo post è nettamente superiore a quello della Viola Taiocchi (fallito) e dirle che ho tanta voglia di parlare con lei, sapere come sta, ritornare a parlare come prima che io la facessi incazzare, perchè è la donna della mia vita e mi manca...(fallito). Ho pure provato a convincerla che andare a letto non avrebbe avuto senso, in quanto era mezzanotte, e io le avevo detto che l'avrei chiamata a mezzanotte. Fallito anche l'approccio giudiziario. La prego: "Dai, almeno dammi la buona notte"...fallito. Adesso: silenzio radio. Però sento il suo respiro, si è addormentata davvero. Se fossi una persona seria le metterei giù per poi richiamarla più tardi dicendo "Oh, pensavo stessi facendo finta prima. Dai, chiariamo." Se la conosco sarà comunque in piedi fra poche ore. Poco conta, l'atto di richiamarla manterrebbe il suo aspetto vagamente meschino. Cosa dovrei fare? Posterei un sondaggio su Instagram, ma nessuno voterebbe. Ecco, se lo facesse Ginevra, minimo 20 voti per parte. Sul serio però, perché cazzo più gente caga le sue storie che le mie? Siete dei pezzi di merda. Mi ci impegno stra tanto. Nessuno sembra mai prendermi in seria considerazione, sia sui social che per le strade. Prima, parlando a Ginevra senza che lei mi prestasse molta attenzione, provando a distrarla dalla sua ira funesta, le ho ammesso un mio pensiero. Supponiamo una mia vecchia conoscenza, neanche troppo stretta, che passeggia per le vie di Bergamo. Ed ecco che, dal nulla, entra in scena Thompy, che arriva lì e lo saluta con quello che lui crede sia carisma, ma che in realtà appare solo come assenza di senso della realtà. Questa persona lo vede, magari sorride... e poi? Che cazzo pensa? Che sono simpatico? Che condividiamo bei ricordi? Che vorrebbe chiedermi se vendo ancora Terea Blu? Il pensiero mi perplime. Certo, tutto dipende dalla persona che mi si presente di fronte. C'è chi vede un antico animale da festa, chi un amico di un amico, chi magari un rompicazzo della scuola e chi un ex. Pensandoci bene, l'unica categoria di persone che sono sicuro provino sempre piacere nel vedermi sono le vecchie conoscenze del paesino dove son cresciuto. Compagni di elementari, medie, di oratorio, gita, CRE, prime sigarette e prime birrette. E' sempre bello vedere come sono cresciuti alcuni dei miei vecchi compagni di altalene. C'è quella che è diventata una modella, quello che lavora per un grossista, lo stilista e il re della discoteca. Appena questi vecchi compaesani mi riconoscono, appaiono sempre così genuinamente felici e interessati. Che sia interrompere una serata al bar per aggiornarmi sui loro progressi, fumarsi una sigaretta con me sotto un portico, o solo chiedermi: "Hey, tu, ti ricordi di me?", sanno sempre toccare la corda armonica e melliflua della nostalgia. Di loro sono sicuro. Ma spero che ci sia anche qualcun altro, fra quelli che per una ragione o per l'altra ci sono sempre stati, che quando vede questo Americano vagabondare per la città pensa, ridendo fra sé e sé: "Porca troia, il Thompy". Tutto questo discorso l'ho fatto a voce alta, convinto che la mia donna non avrebbe risposto. Eppure, dopo un paio di secondi sento la sua voce familiare dire: "Onestamente vorrei farti tutto un discorso carino e dirti di come tu sia veramente simpatico e di quanto la gente ti voglia bene, ma dopo come mi hai trattato prima, non ho tanta voglia"... Le ho appena messo giù mentre dorme. Dopo la richiamerò. Quel discorso lo voglio sentire.

Sono passate due ore. L'ho richiamata. Era ancora sveglia. La faccio incazzare nuovamente, provando ad insistere sul fatto che lei mi perdonasse. Forse avrei fatto meglio a non chiamarla. Eppure, quella cazzo di crosticina che non riesco a non grattare sembra sempre trovare un nuovo modo di rovinarmi la giornata.

Avrei potuto addormentarmi facendo discorsi con una donna che, almeno per stasera, sarebbe stata innamorata di me. Ho sacrificato tutto senza neanche rendermene conto. Senza neanche avere la chiarezza di mente di rallentare e capire che le mie reazioni sono una mia scelta. Questo è il potere dell'impulso. Una bestia che rende ciechi, sordi ed insoddisfabili. Onestamente, sta diventando più potente il pentimento...sono stanco di grattare. 

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⏰ Ultimo aggiornamento: Oct 10, 2024 ⏰

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