Correvo, correvo più veloce di qualunque altra volta io abbia corso in vita, una vita di cui non so nulla in realtà, non ricordo niente, so solo che devo correre, non devo farmi raggiungere, non posso essere presa da quelle persone. Tra le mie mani stringo un foglio di carta, sopra ci sono caratteri strani, mi ricorda uno spartito, non so neanche perché io sappia cosa sia uno spartito.
Le persone che mi inseguono indossano delle tute anti-contaminazione, e imbracciano fucili, stranamente sono molto più lenti di me, forse siamo differenti, ma io mi sento così simile a loro...
Davanti a me c'era un bosco, una foresta scura e dove nulla era visibile al suo interno, i miei piedi non si fermarono, ci entrai dentro senza pensarci, o senza poterci pensare, poi fu tutto più chiaro.
<<Ottimo lavoro Laylā!>> esclamò una voce femminile di fianco a me, mi ero bloccata di colpo, non correvo più e mi trovavo in una stanza, tra le mie mani c'era ancora quello spartito, il mio corpo si mosse ancora una volta, posò il foglio dentro una teca, la chiuse e attraversai una porta nel lato opposte della stanza che si aprì al mio passaggio.
Nella stanza c'era solo quella teca, la voce arrivava da un altoparlante. Mi ritrovai di fronte ad una donna con un camice bianco e degli occhiali da laboratorio. <<Potete liberarla>> ordinò lei, improvvisamente mi sentii più leggera, mi sentii senza catene. Caddi a terra inginocchio, continuai a rimanere zitta, avevo il fiatone ed ero terribilmente confusa. Non sapevo niente di niente e di nessuno, mille domande mi solcavano la mente, ma solo una raggiunse le mie labbra: <<Chi sono?>> sussurrai, la mia voce per quanto giovane e pulita, sembrava stanca e tremolante.
La donna non rispose, vidi solo un sorriso formarsi sulle sue labbra, che poi rivolse alla mia destra, in cui scoprii esserci due uomini vestiti come lei, anch'essi sorridenti.
<<Sei la nostra migliore ladra, ti mandiamo negli edifici della fondazione e tu rubi i soggetti, semplice, ti aiutiamo con un piccolo controllo per non farti sbagliare perchè sei qui da poco, più avanti ti avremmo liberato da quelle catene mentali, non preoccuparti.
Solo che alcuni della fondazione ti hanno immesso una qualche sostanza che ti ha fatto scordare ogni cosa.>> spiegò lei come se si fosse preparata un discorso, ma decisi di fidarmi, non sapevo nulla e la situazione sembrava essere quella.
Non ebbi il tempo per domandare altro, per ragionare su ciò che aveva detto, fui fatta sollevare e fui portata fuori da quella stanza, ancora una volta mi ritrovai in un ambiente completamente diverso, era un corridoio pieno di altre porte come quella da cui eravamo usciti, decine di scienziati si muovevano tra di esse con pile di fascicoli tra le mani.
<<Perchè lo faccio? Perchè rubo?>> domandai rivolta alla scienziata che camminava a passo spedito davanti a me <<Pare abbiano rapito tuo fratello per sperimentare su di lui e poi sia morto in uno di quegli esperimenti, tu ti se arrabbiata così tanto che hai voluto una vendetta, così ti abbiamo "assunto".>> concluse entrando in un'altra stanza con un cartello: "Dormitori". Un altro corridoio si trovava davanti a noi, questa volta dava l'idea di un luogo molto più confortevole, le pareti erano in carta da parati rosse, e c'erano diverse porte di legno scuro. <<La tua stanza è la numero 1, comunicheremo ai tuoi amici il tuo piccolo incidente>> concluse aprendo la porta con una chiave che poi mi lasciò tra le mani.
Entrai nella stanza un po' confusa, decisa a fare il punto della situazione, per cercare cosa ci fosse di vero in quella situazione, c'erano delle lacune in quel racconto, probabilmente mi stavo facendo troppe paranoie ma... non ebbi il tempo di guardarmi attorno che sentii un urlo seguito seguito da un leggero pianto. Mi spaventai e mi girai di scatto, giusto in tempo per vedere arrivare una ragazza abbastanza minuta corrermi incontro e abbracciarmi con forza.
<<Oh Laylā, mi dispiace così tanto! Non ricordi proprio nulla nulla, io sono la tua migliore amica!>> esclamò con la voce rotta dal pianto. Io rimasi pietrificata e balbettai un no, lei si disperò per un altro po' e infine mi lasciò andare. <<Il mio nome è Alice, ho 25 anni e tu sei Laylā, 17 anni. Siamo amiche da quando siamo arrivate qui, tre mesi fa..>> pensai si stesse per rimettere a piangere ma tirò su col naso e si ricompose <<Sai almeno cosa si fa qui?>> chiese preoccupata al mio sguardo confuso. <<Rubo cose della fondazione per loro..?>> tentai, questo ero ciò che avevo compreso.
<<È un po' diversa la situazione, diciamo che quella fondazione è la fondazione S.C.P., che sta per: sicurezza, contenimento e protezione. Che per l'appunto contiene nei suoi laboratori oggetti o entità che possiedono caratteristiche soprannaturali.>> spiegò sedendosi sul letto al centro della stanza <<Tu rubi gli S.C.P.! E noi altri ti aiutiamo, tu sei la più brava di tutti, sei il leader!>> concluse lei entusiasta. Rimasi un po' confusa, non ero mica lì da poco e inesperta? Le domande continuavano ad accavallarsi l'una sull'altra sempre più numerose. Io la guardai sconvolta <<E faccio tutto questo per vendetta quindi?>> chiesi poco convinta <<Oh quindi ti hanno parlato di questo, beh sì, lo fai un po' per vendetta e un po' perchè credi nella causa!>> rispose dispiaciuta abbassando lo sguardo <<Quindi quello spartito era un.. S.C.P?>> domandai cercando di capire, lei mi guardò stupita <<Quindi sei riuscita a recuperarlo, pensavo non ci fossi riuscita, che ti avessero tolto la memoria prima di riuscirci!>> esclamò contenta, poi però si zittì un attimo e mi guardò sorridente, <<ne ho rubata una in cucina, so che ti piacciono tanto, forse ricorderai almeno questo!>> mi passò una barretta di cioccolato, la confezione era rossa e marrone, era molto familiare, ma niente mi tornava alla memoria. Afferrai la barretta e la aprii, il profumo di cioccolato mi riempì le narici, diedi un morso e mi sciolsi al sapore dolce di quel semplice cibo. <<La dott. ssa Pong non ne sarà felice, mangialo in fretta e butta la carta nel cestino del corridoio, non se ne accorgerà nessuno, non preoccuparti!>> concluse alzandosi e avviandosi verso l'uscita da quella stanzetta <<Grazie!>> dissi timidamente, lei rispose con un sorriso e sparì al di là della porta.
Finii la barretta e uscii nel corridoio buttando la cartaccia nel cestino di fianco alla porta del corridoio, pochi secondi dopo però quella stessa porta si spalancò e la scienziata che mi aveva accolto appena entrata lì mi fissava confusa <<Sei già in piedi? Pensavo di riposassi un po', sei pronta per una nuova missione?>> chiese la scienziata sorridendo, sembrava che non vedesse l'ora. <<Ti accompagnerà Geremy, tu prenderai l'S.C.P. mentre lui si occuperà degli agenti sul posto.>> spiegò invitandomi a seguirla un ragazzo uscì da una stanza del corridoio e iniziò a seguirci. Ci fermammo in una stanza simile a quella in cui ero arrivata, una stanza con una singola teca al centro. <<Geremy, tu sai già l'S.C.P. di oggi, ti andrebbe di parlarne con Laylā?>> si rivolse al ragazzo che ci aveva seguito, era molto alto, aveva la corporatura di un militare <<Certamente, oggi recupereremo S.C.P. 4635, e arriveremo al totale di 30 S.C.P. recuperati.>> disse con fierezza sembrava avesse concluso ma poi continuò a parlare <<Giusto, tu non ricordi! S.C.P. 4635 è una videocassetta, se una persona che possiade conoscenze anche superficiali dell'inglese dovesse guardare il filmato nella cassetta non riuscirebbe più a parlarlo né scriverlo, lo eliminerebbe completamente da suo cervello, senza poterlo reimparare.>> spiegò accuratamente, come se lo avesse studiato per anni. Io annuii e aspettai di ricevere tutte le informazioni sulla posizione esatta dell'armadietto in cui era posto l'S.C.P.
<<Bene, sarete teletrasportati sul posto>> concluse la scienziata in fretta senza dire altro.
Ci trovammo fuori da un edificio completamente... normale, per passare inosservato pensai. Geremy camminava a passo spedito puntando il fucile sempre davanti a sé, io camminai alla stessa velocità poco dietro di lui.
All'entrata erano poste due guardie a cui lui sparò ancor prima che riuscissi ad accorgermene, fucile silenziato, ovvio. Aprì il portone d'ingresso ed entrammo di soppiatto, lui mi indicò di andare nel seminterrato con un gesto, ed è quello che feci, la porta si aprì al mio passaggio, come quelle dal laboratorio, non capii il perchè ma continuai a camminare. Le mura erano passate dalla carta da parati celeste di una normalissima casa al cemento armato bianco e piastrelle grigie e liscie come pavimento. Attraversai una seconda porta e al suo interno vidi un armadietto e due agenti armati, prima di poter fare un solo gesto vennero colpiti da due colpi di fucile, Geremy ora era dietro di me <<Muoviamoci!>> mi intimò, io aprii l'armadietto e presi la cassetta, e insieme iniziammo a correre verso l'esterno della struttura, ogni tanto un agente veniva sorpreso dal fucile di Geremy, quando ci allontanammo abbastanza vidi Geremy fermarsi, così mi fermai anch'io e l'ambientazione cambiò in un colpo, Geremy uscì velocemente dalla stanza mentre la stessa voce dall'altoparlante, che ora riconoscevo come quella scienziata, ci diceva di aver fatto un buon lavoro e mi esortava a collocare la cassetta nella teca, e così feci.
Uscii anche io dalla stanzetta e tornai nella mia stanza di dormitorio, finalmente in pace, mi sdraiai sul letto e chiusi gli occhi, mi misi un po' a ragionare su tutto ciò che stava succedendo.
Era strano che proprio quando ho perso la memoria mi abbiano mandato in missione senza alcun tipo di controllo, come se magari fosse la memoria il problema..? Ragionai un po', ma ancora una volta pensai ti starmi facendo troppe paranoie, a domani quindi.
Mi addormentai in quella stanza scura senza sapere veramente chi fossi, dove fossi, perchè fossi lì, e da quanto tempo, nessuna certezza e tanta fiducia riposta in sconosciuti.
VOUS LISEZ
S.C.P. : una storia da ricordare
Science-FictionLa protagonista di questa storia si chiama Laylā, è una ragazza di 17 anni che si ritrova senza ricordi a servire una fondazione nemica a quella S.C.P. Non ricorda nulla, quello che sa glielo hanno raccontato quelli che crede siano amici, sarà veram...
