Prologo.

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Tutti hanno bisogno di un angelo custode; c'è chi ne ha bisogno perché è solo, chi perché ha bisogno di più sicurezze o chi semplicemente vuole essere vegliato.
C'è ancora una categoria in particolare, però: chi in un modo o nell'altro, in ogni vita che gli viene donata, si caccia sempre nei guai.

Corre l'anno 1993.

Jinho's pov. (San)

Non ero solito addossarmi colpe, era una cosa che odiavo da morire anche quando era palese fosse colpa mia. Eppure, a causa mia, il mio ragazzo giaceva inerme e senza vita ai miei piedi.
A rovinare ulteriormente il suo corpo erano le mie lacrime che cadevano ripetutamente su di lui. Era finita. Minjun era finito.
Mi abbassai sulle ginocchia e poggiai delicatamente una mano sulla sua guancia sinistra, sbattei poi un pugno a terra e tirai un grido di dolore.

Le mie nocche sanguinavano, ma io non sentivo niente, non sentivo alcun tipo di dolore.
Sentii solo bruciare tutta la gola a causa di quel disperato grido, quasi come se avessi sputato del fuoco.
L'uomo che gli aveva appena sparato era ancora lì davanti a me senza alcuna espressione in viso.
Lui era Jeon Doyoung, un uomo a cui dovevo forse fin troppi soldi.
Ero in debito con lui fino al collo, ma continuavo a chiedere soldi su soldi senza pormi mai un limite.
"Perché lui?" Chiesi senza guardarlo. Non avevo il coraggio di staccare gli occhi dall'uomo che amavo.
Sentii un sospiro da parte sua, mentre caricava nuovamente la sua pistola.

"Eri tu il mio obiettivo. Sei ancora in tempo per saldare il tuo debito, Song."
"Ed hai sparato a lui?!"
Ancora una volta avevo gridato così forte da farmi bruciare la gola.
Sapevo si fosse messo Minjun tra me e lui, ma non avrei mai osato dargli nemmeno un briciolo di colpa. Lui lo aveva fatto per me.
I soldi erano sempre stati un'odiosa ossessione per me, e quegli stessi soldi lo avevano strappato via dalla mia anima.
Lui era la mia anima...

"Salda il tuo debito."
Sentii qualcosa toccarmi la testa, collegai che fosse la punta della pistola che impugnava.
Tirai su con il naso e presi una delle mani leggermente gelide di Minjun.
Ne baciai il dorso e sussurrai sottovoce un flebile "ti amo."
Non risposi a quell'uomo, sapevo che mi avrebbe tolto la vita da un momento all'altro; volevo vivere il mio ultimo attimo insieme all'amore della mia vita.
Prima del colpo mi aveva gridato: "Scappa!" pur di farmi vivere.
Ma a quale costo..? Non ero scappato, no.
Non potevo lasciarlo lì, non potevo permetterlo... Aveva perso la vita inutilmente, ed era solo colpa mia.
Sì, colpa mia. Colpa mia.

"Mi dispiace, Minjun..." era quello il mio prezzo da pagare per il mio egoismo: perdere lui.
Prima di sentire un colpo sparato dritto nel mio cranio, percepii una carezza sul viso.
Forse stavo impazzendo, ma quello era il tocco del mio Minjun. Non mi sarei mai sbagliato neanche tra mille tocchi tutti insieme.
D'improvviso vidi solamente bianco, ma non sentii dolore.

Poi il nulla.

#spazio autrice ✍🏻
Alcuni chiarimenti nel caso non si fosse capito: Minjun è Wooyoung, mentre Jinho è San.
Non vi preoccupate, già dal prossimo capitolo torneranno i loro nomi originali e non sarete più confusə 💜

FATAL TROUBLE ; ONCE AGAIN... WOOSAN - ATEEZ. Stories to obsess over. Discover now