Guinzaglio.

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Uno dei pochi giorni di ferie di Angel.
Si trovava con la sua migliore amica, Cherrie Bomb, in un locale, seduti al tavolo con altri due ragazzi, intenti a bere.
Il ragazzo, accompagnatore di Dust, di nome Jackie, offrì loro due pasticche. Naturalmente, Cherrie non rifiutò, ingoiandola subito, ma Angel non era della stessa idea. Allontanò la mano di Jackie, come segno di rifiuto verso la piccola pasticca bianca, ma Jackie non la prese molto bene.

«Oh, davvero? Angel Dust, vuoi farmi credere che rifiuterai una droga del genere? Sai quanto costa una di queste?!»
Alzò la voce, e Angel indietreggiò nella sedia, incominciando ad avere paura.
A quel punto, Jackie, terribilmente arrabbiato, afferrò per un braccio Angel, spingendolo per terra, e attirando l'attenzione degli altri frequentatori del locale, ma in particolare..

«Cristo Santo! M-Mi dispiace!»
Uscì come richiesta di pietà dalla bocca di Jackie, che stava guardando una persona in particolare nella folla.
Angel si voltò, curioso di capire chi fosse la tanto spaventosa figura, ma una volta trovata, gli si gelò il sangue.

«V-Val..»
Uscì debolmente dalla bocca di Angel.
Valentino spinse la folla via, arrivando poi davanti Jackie, ancora speranzoso dall'essere risparmiato. Ma si sbagliava..
Valentino lo zittì, colpendolo alla testa, probabilmente causandogli un trauma cranico.
Una volta fatto questo, si voltò lentamente verso Angel, immobilizzato dalla paura.

«E che ci fa la mia puttana preferita in questo locale?»
Disse con un ghigno che Angel conosceva fin troppo bene..
Indietreggiò nonostante fosse ancora gettato per terra, ma Valentino lo raggiunse in pochi millisecondi, prendendolo per il braccio e portandolo fuori dal locale, mentre ancora strisciava a terra.
Lo portò in uno di quei tanti vicoli, poi lasciò la presa, incontrando lo sguardo terrorizzato di Angel, che finalmente trovò le forze per rialzarsi.

«T-Ti prego Val!»
Uno schiaffo terribilmente forte gli arrivò nella guancia sinistra, uno schiaffo così forte da farlo cadere a terra.
«Sei una troia ingrata!»
Gridò, graziandolo con un calcio allo stomaco.
Angel si portò tutte e quattro le braccia allo stomaco, cercando protezione, invano.
«Pensi che io non sappia del gatto di merda che ti sei fatto l'altra sera, eh?»
Angel spalancò gli occhi.

                                  «Husk..»

Bisbigliò debolmente, terrorizzato all'idea che potesse fargli del male.
Valentino con il piede fece voltare Angel, ancora a terra, verso di lui.
«Ti- Ti giuro Val, con lui non ci ho fatto niente!»
Valentino rise, una risata che nonostante gli anni, terrorizzava Angel come se fosse ancora la prima volta.
«Bastardo!»
Un altro calcio fece capolinea nello stomaco di Dust, che emise un leggero gemito di dolore.
«Dimmi chi cazzo è.»
Disse più serio che mai.
«Dimmi chi cazzo è, prima che ti stacchi quelle braccia di merda che ti ritrovi.»
Angel non avrebbe mai parlato, mai. Non si sarebbe mai perdonato il dolore che avrebbe causato ad Husk.
«Val.. Ti giuro che non è nessuno di im-»
Il telefono di Angel interruppe le sue giustificazioni.
Valentino prese al suo posto il telefono, scoprendo proprio il mandante della chiamata.
Era Charlie.
«Merda..»
Disse Angel, pronto a morire, anzi, speranzoso.
«Ancora lei?! Ancora la principessa di merda!»
Disse ridendo nervosamente.
«Dimmi chi è quel gatto bastardo.. oppure sai cosa farò..»
Disse abbassandosi verso Angel, stringendo le sue due braccia.
Sapeva cosa stava per fare Valentino.
Valentino, capendo il significato del silenzio di Angel, afferrò il mento del minore.

Quel tocco rude, quel tocco violento, quel tocco pieno di rabbia.. Quel tocco che conosceva da fin troppo tempo.
Valentino iniziò a spogliarsi, mentre Angel tentava di fuggire al suo destino.
«Ti prego Val! Mi fai male!»
Supplicò con gli occhi umidi Angel Dust.
Ma era inutile oramai. Una volta iniziato, Valentino non si sarebbe di certo fermato nel bel mezzo dell'atto. Quando Valentino iniziava una cosa, la portava sempre a termine.

You're a loser, baby.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora