𝐌𝐚𝐫𝐞

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𝐈

L’oscuro mare eseguiva come suo solito la propria danza avvicinandosi alla riva, dove ad ogni movimento trascinava con sé dei granelli di sabbia. Su di essa, una ragazzina seduta sulla
spiaggia sistemava una ciocca di capelli mantenendo la propria attenzione sulle pagine
inchiostrate di un libro.

La ragazzina, completamente immersa nella lettura, si chiamava Alyssa: aveva la carnagione
leggermente scura a causa del sole, i suoi capelli erano castano chiaro e come al solito erano
raccolti in uno chignon scombinato. Il suo delicato e giovane viso presentava degli occhi color ambra contornati da degli occhiali da vista.
Ci teneva tanto, diceva che le ricordavano una
sorta di cornice, quasi fossero due quadri. Al collo teneva legato un cappello di paglia che
utilizzava per proteggere il proprio viso dalla luce del sole, mentre la sua pelle veniva nascosta da una canotta nera e da una salopette di jeans.

Amava molto quel posto: la melodia che il mare le riservava, il vento delicato che accarezzava
la sua pelle e che scompigliava i suoi capelli, il sole primaverile che con la sua tenue luce la
illuminava, uniti creavano un piccolo paradiso. Quel luogo e quei libri insieme erano il suo
rifugio, un mondo diverso da quello reale. Lontano.

In quel momento i piedi di Alyssa erano immersi nell’acqua, accarezzati dai suoi ripetuti
movimenti. Fin da piccola sentiva un legame con il mare, le trasmetteva tranquillità e libertà.
Una libertà che non si era mai permessa di vivere altrove. Era come se il mare sapesse qualcosa, e decidesse di mostrarlo solo a poche persone. Era bellissimo ma contraddittorio, dato che la sua pace poteva diventare guerra da un momento all’altro: Alyssa lo temeva, ma non poteva fare a meno di guardarlo.

Alyssa sospirò pesantemente accorgendosi di aver perso il segno del racconto. Troppi pensieri aggrovigliati tra loro, probabilmente: alzò lo sguardo osservando la vastità del mare,
ritornando in sé.

All’improvviso sentì un rumore di passi, i suoi occhi si spostarono su una piccola figura che
correva verso di lei. Era Apollo! Un gatto persiano dal pelo lungo e folto dalle sfumature rossastre. Si sedette accanto a lei e con la sua lunga coda iniziò a smuovere i minuscoli granelli di sabbia. Sembrava in attesa, incuriosito dal libro stretto tra le gracili mani della sua proprietaria.

Alyssa sbuffò rivolta al cielo: era tardi, il Sole stava per tramontare e a malincuore sapeva di
dover ritornare a casa; si alzò dando un ultimo sguardo al mare, proprio in quel momento
un’onda colpì uno scoglio aprendo sul suo viso un largo sorriso.

«Non ti preoccupare, tornerò.» disse queste parole dando le spalle al mare, in compagnia del
suo fidato gatto.

𝐈𝐈

Sperduto sulla costa, un paesino dormiente veniva illuminato dalla Luna con la sua tenue luce.

Qui Alyssa era seduta davanti la scrivania intenta a riempire le pagine del proprio diario con
l'inchiostro, illuminata solo dalla calda luce della lampada vicino a lei. Si sentiva un po’ come
i vecchi scrittori dell’800, ma senza pretese di successo.

Quando la Luna arrivò alla sua finestra, Alyssa la guardò un po’ stizzita - la trovava irritante,
andava in contrasto con l'oscurità di quelle quattro mura e con l’atmosfera confortante che si era creata.

A quanto pare, quella notte non era sola: un ragazzino dall’altra parte del paesino si era
appena svegliato di soprassalto, dopo il solito incubo che lo perseguitava da settimane.


Si chiamava Kai, il suo viso pallido e tondeggiante solitamente era contornato da dei capelli neri che in quel momento erano appiccicati alla sua fronte sudata, i suoi occhi grigi ormai ridotti a due fessure balzavano da una parte all’altra della stanza in cerca di chissà cosa - mentre continuava a respirare pesantemente.

Abstrait [ Raccolta ] Stories to obsess over. Discover now