1. L'inizio delle domande

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CAPITOLO 1

JADE

Vi siete mai chiesti cosa prova una persona quando è seduta ad un tavolo enorme, imbandito di cose buone da mangiare, dove non c'è spazio per nulla, neanche nel vostro stesso stomaco. Ospitare talmente tante persone della tua famiglia in casa da non aver bisogno di un camino acceso? Portano il loro amore insieme ai mille regali, e siete lì ferma, con i vostri occhioni enormi ad attendere la notte di Natale per poterne scartarne almeno uno, in realtà sappiamo tutti che vorreste aprirli immediatamente. Poter addobbare casa insieme a vostra madre, e attendere vostro padre per gli ultimi dettagli, come la stella sull'albero, soffermarsi ad ammirare tutti insieme la bellissima casa illuminata dalle luci, fiori e quel profumo di Natale che proviene proprio dal forno della cucina, i biscotti appena sfornati che decorerete per avere tanti ricordi insieme a vostra madre. In quel preciso istante, quando siete a tavola con la vostra famiglia, vi rendete conto che quello sarà un Natale con i fiocchi, perfetto, più bello degli anni precedenti. Il cervello ci costringe a dimenticare i giorni che viviamo in modo monotono, ma non quelli di festa. Per me è l'opposto. Io mi chiedo spesso cosa ci si prova, vorrei provarlo almeno una volta nella vita.

Ho sempre addobbato casa insieme a Claris, la nostra governante da ormai anni, mi aiutava a tirare fuori gli scatoloni dalla soffitta polverosa, appendere sul camino in marmo le calze rosse con i nostri nomi, mio e quello dei miei genitori, era lei ad addobbare quasi tutto l'albero, soprattutto la parte superiore. Sostituiva vasi di tutti i giorni con quelli decorati in modo differente, dorati, o rossi e bianchi, semplici ma anche di gran lusso, terribilmente costosi e inutili, proprio come piaceva alla mamma. Imbandiva la tavola con posate, tovaglioli e piatti a tema natalizio, mentre Pier, lo chef di casa, preparava deliziosi pasti caldi, degni di un ristorante con varie stelle Michelin. Ci metteva impegno e amore, lo faceva con il cuore e io lo ringraziavo mangiando con gusto. Madame Flore invece, era la stilista di famiglia, disegnava e cuciva abiti solo per noi, lei mi preparava sempre un vestito unico per la notte di Natale, qualcosa di davvero sensazionale che nessuno aveva mai visto. Tutti gli anni era la solita storia. Aiutavo Claris a decorare casa, indossavo l'abito speciale confezionato apposta per me da Madame Flore e mi sedevo a tavola per gustare i piatti delicati dello chef Pier, ma puntualmente loro non c'erano, restavo a tavola ad attendere i miei genitori, mentre tutti andavano via per poter raggiungere la loro famiglia e trascorrere un Natale diverso. Restavo sola tutte le volte, mi promettevano di esserci, di tornare prima per stare con me. Orribilmente sola, attendevo fino alle 00:00, nonostante i piatti si fossero raffreddati, ormai da tempo, non toccavo cibo, c'era sempre la speranza di averli con me. Come quel Natale di esattamente dieci anni fa, avevo quattordici anni, lo ricordo perfettamente come se fosse ieri.

<<Claris, posso mettere i fiori qui?>>.

<<Piccola, vuoi che tua madre mi sgridi fino all'anno prossimo?>>.

Claris fu molto chiara con me, potevamo addobbare casa, anche l'albero, mettere decorazioni ovunque, a patto che si facesse come diceva mia madre, dovevo farlo o mi avrebbe proibito di festeggiare il Natale il prossimo anno, era una tipa davvero diffidente, strana, non amante delle sorprese e soprattutto vendicativa. Si sarebbe ricordata del fiore messo male l'anno prima per poi punirmi l'anno successivo, odiavo mia madre, mi guardava sempre con quello sguardo giudicante, non lasciava che prendessi decisioni da sola e dovevo fare assolutamente tutto ciò che mi diceva. Terribilmente severa con me, non amava che i miei voti a scuola calassero, non voleva che facessi tardi, il suo obiettivo, per me, per la mia vita ed esistenza, era quello di darmi un futuro differente, degno di una vera Williams. Tutto doveva essere perfetto per lei, almeno per quanto riguardava la scuola aveva avuto la meglio mio padre, dopo circa tredici anni, mia madre lasciò che fosse lui a scegliere dove avrei seguito le lezioni, nonostante non fosse d'accordo. Lei desiderava che frequentassi una scuola degna del mio status sociale, mentre a me bastava stare lontana da quelli come lei. L'ambiente che frequentavamo mi rendeva le cose difficili, ma ci riuscivo abbastanza bene.

Christmas for twoWhere stories live. Discover now