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Era un sabato sera tranquillo, o almeno a poche ore prima.
Manuel e Simone, avevano deciso, in comune accordo con i loro compagni, di andare a ballare in un locale che aveva aperto da poco e appena arrivati, nel giro di poche ore, tra balli e drink, si erano ritrovati tutti già abbastanza brilli.
Per Simone, andare a ballare il fine settimana è un momento di svago, ma anche parecchio di relax se vogliamo considerare la quantità di studio che ha ogni giorno. Ma la cosa che piace di più a Simone dell'andare in discoteca, è assolutamente stare e ballare con Manuel.
Non ha più paura, non hanno più paura.
Ballano insieme, si sfiorano e si baciano, senza preoccuparsi più di nulla.
L'unico difetto di Manuel in discoteca, sono le risse.
Come in questo caso.
Manuel si era allontanato un attimo da Simone per prendere da bere, ma girandosi per un attimo vide il suo ragazzo parlare con un altro ragazzo, cercando forse di allontanarlo. Manuel si avvicinò in fretta per capire cosa stesse succedendo.
"Simò chi è il tuo amico?" disse, facendo scorrere la sua mano lungo i fianchi definiti del suo ragazzo e facendo comparire sul suo viso un sorrisino strafottente.
Simone già pensò al peggio vedendo Manuel comportarsi in questa maniera.
"Nessuno, se ne stava andando, giusto?" Simone pose quest'ultima parola al ragazzo di fronte a lui.
"In realtà no, io stavo a parlà co te, chi è sto qua?"
"Il ragazzo suo, senti na curiosità, voi che a faccia t'ha rompo ora o più tardi?"
Ed è così che nel giro di 10 secondi, quel ragazzo si era ritrovato con un naso sanguinante e Manuel con la mano che teneva la mandibola dolorante.
"Sei un cazzo di immaturo, non impari mai"
Dopo essere tornati a casa di corsa, Simone si era ritrovato a dover prendere una busta congelata di fagiolini, e non sapeva se colpire Manuel con quelli o semplicemente curare il bozzolo che gli era venuto.
"Simò ma che cazzo voi? Quello ce stava a provà col ragazzo mio e me dovevo sta zitto?"
"Potevi anche dire che stavamo insieme e la cosa finiva lì, non sopporto più tutte queste risse." disse quasi con le lacrime agli occhi.
Simone così, si allontanò da Manuel seduto sul letto, per dirigersi sul balcone.
Si affacciò, prendendo la prima volta in quella sera una boccata d'aria.
Manuel in quel momento si sentì terribilmente in colpa e si avvicinò a lui.
"Scusa" disse Manuel abbracciandolo forte da dietro.
Simone non disse una parola.
"Ao Simò che c'hai? T'ho chiesto scusa"
Simone si girò verso di lui, ma abbassò la testa.
"Non capisci che ho paura? Una rissa può sembrare una cosa da niente, ma non sai mai chi è e cosa può fare la persona che hai contro. Non sai se è una persona che è armata, una persona che non sta bene e che non capisce la conseguenza delle sue azioni, una persona più forte di te. E se in una delle risse che continui a fare potresti farti male davvero e poi-"
"Simò" Manuel lo bloccò.
Simone alzò la testa finalmente.
"Me dispiace, non c'avevo mai pensato a come potessi sta' te in queste situazioni. Te prometto che non succederà più, pe davvero stavorta." Concluse con un sorriso sincero.
Simone incrociò le braccia al suo collo, abbracciandolo forte. Dopo essersi staccato, appoggiò le mani sulle guance, baciandolo.
"Sei uno stronzo, mi fai preoccupare sempre così tanto."