Over again

59 4 0
                                        

Jimin era solito alzarsi presto la mattina per poter aprire con tutta calma il suo negozio di articoli magici.

Era un negozietto dove le streghe e i maghi andavano per comprare pozioni, ingredienti per incantesimi o per chiedere consulenze. Lo aveva acquistato quando si era trasferito da... be' non ricordava di preciso da dove era partito, i ricordi prima di arrivare a Busan erano un grande ingarbugliato mistero. Non aveva memoria degli ultimi cinque anni, solo qualche flashback qua o là, ma nulla che lo aiutasse a ricostruire la sua vita degli anni passati. Si era fatto degli amici in passato? Aveva una famiglia da qualche parte? Qualcuno lo stava cercando? Aveva perso la memoria per via di un incidente?

Nulla di tutto ciò che aveva provato lo aveva aiutato a ricordare, nessuna pozione né incantesimo erano riusciti a farlo rientrare in possesso dei propri ricordi. L'unica cosa che sembrava non abbandonarlo mai era l'immagine fissa di un paio di occhi a forma di gatto, di un marrone caldo come la cioccolata, che lo guardavano tristi. Non sapeva né a chi appartenessero, tantomeno cosa significassero, ma erano diventati l'unico appiglio in quella nuvola confusa che era diventata la sua vita.

L'unica cosa ad averlo seguito in quella nuova vita semisconosciuta era Mimì, il suo famiglio. Aveva deciso di assumere la forma di un gatto Korat e cambiava colore del pelo in relazione al colore dei capelli del suo stregone. Era il suo unico amico.

Da quei pochi ricordi che aveva, Mimì, era sempre stato con lui, sin da quando era diventato uno stregone completo a sedici anni.

Come tutte le mattine il famiglio gli passò tra le gambe per mostrargli il suo affetto, dopodiché balzò sul bancone per acciambellarsi in un angolo e tenere d'occhio lo stregone pronto a disimballare un arrivo di nuove ampolle per le pozioni. Nonostante i famigli per lo più odiassero rimanere in forma animale, Mimì era piuttosto a suo agio con l'essere un gatto, tant'è che raramente acquisiva la sua reale forma.

Jimin era così concentrato che non sentì lo scampanellio della porta aprirsi e richiudersi, e se non fosse stato per il salto che fece Mimì, facendogli scivolare di mano un'ampolla, non si sarebbe accorto del ragazzo che rimaneva immobile al centro del negozio — il tutto in religioso silenzio.

Lo stregone fece un piccolo passo indietro per lo spavento, non era insolito per gli umani essere attratti in quei tipi di negozi, anche se non credevano fossero realmente magici, eppure quel ragazzo sembrava tutto meno che attratto da erbe e talismani vari — il suo sguardo era fisso sul viso dello stregone. E Jimin lo riconobbe all'istante: gli occhi che da mesi affollavano i suoi ricordi erano lì, pronti a scrutarlo, e sembravano più caldi che mai.

" Posso aiutarti?" chiese gentilmente lo stregone. Per il nervoso di scoprire finalmente cosa tutto quello significasse le mani gli iniziarono a sudare, e non ci pensò due volte prima di asciugarle sui meravigliosi pantaloni fucsia che aveva indossato quella mattina — era un suo segno distintivo, indossava sempre qualcosa di rosa. Non si sentiva del tutto tranquillo con la presenza dell'altro, qualcosa dentro di lui ribolliva, rendendolo estremamente inquieto.

Il ragazzo batté le palpebre un paio di volte prima di sussurrare un " Sei tu," che fece miagolare Mimì. Il famiglio sembrava felice della presenza del ragazzo, ma Jimin non capiva perché. "Anch'io sono felice di rivederti" ammise alla volta del gatto, sorridendo così tanto da mostrare il suo sorriso gengivale. I suoi occhi erano lucidi d'emozione, come se avesse aspettato quel momento da tanto tempo.

" Chi sei? E perché conosci il mio gatto?" chiese Jimin confuso. Erano molte altre le domande che avrebbe voluto rivolgergli. Chi sei? Come fai a sapere che Mimì ti capisce? Come fai tu a capirlo? Come mai l'unica cosa che ricordo del mio passato sono i tuoi occhi? Perché sento di conoscerti ma non riesco a ricordare?

Over again // YoonminStories to obsess over. Discover now