The Holes Of His Sweater

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Sono quasi passati due anni.
Non ci sono tante possibilità.

"Ragazzo, mi dispiace, ma non ci resta altro che staccare la spina."

Lacrime scesero dirette sul mio viso.
Non ci potevo credere, il mio peggior incubo stava accadendo.
Tobio, Tobio morirà? Ora?
Dopotutto, per pagare le sue cure e mantenerlo in vita sono dovuto andare a vivere con mia mamma per vendere la nostra casa.
Tutti i nostri ricordi, tutti i minuti passati insieme...è veramente già tutto finito o è solo un brutto sogno che dura fin troppo?
Non mi rimarrà niente di lui.

"Se non lo facciamo, dovrà pagarci 1900 euro per farlo rimanere in vita massimo per due settimane."

Non c'erano speranze, oramai era tutto finito.
Non riuscivo a smettere di piangere, non riuscivo a parlare, come un bambino a cui viene levato il giocattolo davanti.

"La stacchi pure."

Riuscii a dire solo quello.
Ero l'unico che poteva prendere decisione su ciò.

"C'è qualcosa che desideri fare prima?"

"Si, potrebbe lasciare un secondo la stanza?"

Non ottenni risposta, ma quel signore a passi lenti e silenziosi lasciò la stanza guardandomi con sguardo sofferente.

Lasciai un bacio sulla guancia di Tobio.
La sua faccia era consumata, ed era diventato più magro che mai.
Non era lui, non è lui il ragazzo che ho amato fin ora.
Feci scendere le mie ultime lacrime sul suo volto, stringendogli la mano e lasciando la stanza per l'ultima volta.

Lui voleva davvero o questo?
O avrebbe preferito vivere in sofferenza?
Volente o nolente, se n'è andato per sempre.
Me ne sto pentendo, ma non può ritornare indietro.

"23:51, orario di decesso.
12 settembre."

Tornai a casa sofferente.
Cercai di trattenere in tutti i modi le mie lacrime mentre ero nel bus.
Arrivato a casa, mi chiusi dentro e non ci uscii per giorni.
Ciò che mi rimaneva di lui erano solo ceneri.
Era un bel giorno, ci stavamo divertendo, gli chiesi di andare dall'altra parte della strada per prendermi una bottiglia d'acqua.
Proprio mentre attraversava una macchina in cui guidava un ragazzo ubriaco lo investì.
È colpa mia?
Non è colpa mia, lo so, ma non riesco a realizzare.
Tutto questo è troppo difficile da reggere per un ragazzo come me.

Din Dong!

Non sapevo chi fosse, e non volevo saperlo.

"Shoyo, sono Kenma.
Per favore apri."

Presi coraggio ed andai ad aprire nonostante le mie condizioni pessime.
Non dormivo da giorni, non mangiavo ed ero fermo sul divano a piangere tutto il giorno.
Appena Kenma mi vide si mise a piangere, e rimasi perplesso pensando di aver fatto qualcosa di sbagliato, ma semplicemente mi abbracciò come non aveva mai fatto prima.
Nonostante ora abbiamo smesso entrambi di giocare a pallavolo poiché siamo ventiduenni, siamo rimasti in buoni contatti.

"Shoyo, perché non mi hai chiamato? Perché ti stai riducendo così? Ci sono io, avresti potuto chiamarmi."

Non dissi niente.
Non riuscivo a parlare, come non riuscivo a pensare.
Si sedette sul divano vicino a me, mi abbracciò forte, ma peggiorò soltanto la situazione.
Tutto mi ricordava lui, tutto mi ricordava Tobio.
Senza volerlo ma instintivamente lo spinsi via distaccandolo dall'abbraccio, e lui capì subito.
Mi lasciò sul divano e andò in cucina a cucinarmi qualcosa.
Ma non volevo mangiare, volevo solamente lui indietro.

"Perché non contatti uno psicologo?"

"Eh?"

"Ti potrebbe aiutare."

"Va bene. Ma non so come si fa, aiutami te."

"Certo, ti prenoterò io un appuntamento."

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Dopo una decina di giorni uscii di casa per la prima volta per andare dallo psicologo.

Salii le scale, i piani erano solo 2.
Bussai alla porta delicatamente, ma sembrò non sentire.
Proprio mentre stavo per bussare di nuovo un alto ragazzo aprì la porta.
Era biondo.
Mi sembrava di conoscerlo, eccome se lo conoscevo.

"Non pensavo ti avrei incontrato di nuovo.
Sei l'aspirante del piccolo gigante, giusto?"

"Beh, ero.
La mia carriera da pallavolista è finita 2 anni fa."

"Entra." mi disse, accennando un sorriso.

"Prima di iniziare ti vorrei dire che anche se ci conosciamo non credo ti cambi molto visto che abbiamo solo fatto delle partire essendo avversari, ma nel caso non ti senti a tuo agio basta che me lo dici."

"No, non ti preoccupare."

"Perché sei qui?"

Da lì iniziai a raccontargli tutto l'accaduto.
Lo sapeva già, ma amavo il come mi faceva sentire a mio agio.
Nessuno mi giudicava lì.
Mi sentivo totalmente al sicuro.
Iniziare a parlare senza problemi, come se mi sentissi più leggero.
Mi scordai del vero accaduto, l'importante è che il posto in cui ero e ciò che stavo facendo rendeva il mio animo migliore, mi sollevava pensare che forse sarei stato meglio.
La seduta finì, ed uscii tranquillamente.
Ma, tutto ciò che brilla non è oro.
Mi immersi di nuovo nella mia depressione.
Di certo una seduta non avrebbe risolto tutto, e lo sapevo.
Ma lui mi faceva sentire meglio, quella persona che ascoltava i miei pensieri mi faceva stare meglio.
Avevo bisogno di lui, ma non potevo ora.

"Chiamami quando hai bisogno!"

Erano le otto di sera, e poi non avrebbe mai capito.
Chiamai Kenma.
Venì subito da me.
Ho sempre saputo quanto mi volesse bene, l'ho sempre voluto bene.
Mi faceva anche lui stare meglio, ma non come quello psicologo.
Gli do del lui essendo della mia età.
Il suo nome è Atsumu, ma io lo chiamo Miya-San.
Kenma è l'unica persona che c'è sempre stata nei miei momenti brutti, oltre Tobio.
Onestamente non mi sentivo così depresso per Kageyama, ma perché mi sentivo una schifezza, mi sentivo colpevole come sempre.
Guardai un film insieme a lui e mi aiutò a mangiare, dopodiché stesso io chiesi a lui di andare via visto che ero molto stanco.
Quando non mi sentivo bene o comunque sentivo la mancanza di Kageyama, indossavo la sua felpa.
Preparavo del latte al cioccolato che piaceva molto a lui mentre guardavamo Star Wars.
Prima di andare a dormire, ci coccolavamo e ci davamo i baci della buonanotte sulla fronte a vicenda.
Ovviamente, non tutte le serate e notti erano così, ma la maggior parte.
E così cercavo di replicare da solo questa nostra routine serale.
Guardavo Star Wars, ma visto che non potevo stringere le sue mani mettevo le mie nelle tasche della sua felpa, che ormai indossavo io.

song I got insipered by: "sweater weather"

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⏰ Ultimo aggiornamento: Jun 18, 2022 ⏰

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