1 - Sogno ansiogeno

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Un altro set di esercizi saltellati e skip a ginocchia alte.

Il cuore, ormai, palpitava così forte che quasi temetti mi scoppiasse la cassa toracica quando mi fermai per riprendere fiato. Nonostante mi fossi già abbastanza riscaldata in sala relax, la tensione prima dell'esibizione mi spingeva a tenere attivi i muscoli, muovendomi anche a ritmo della musica che giungeva dallo studio. Quest'ultimo era gremito di gente: adolescenti che sventolavano cartelloni con i nomi degli alunni della scuola, ragazzine in preda a una cotta improvvisa per i bellocci tra i banchi, le incitazioni prima di un'esibizione e quelli applausi calorosi che spingevano i ragazzi a credere in loro stessi e spaccare sul palco. E cavolo, pensare che a momenti sarei dovuta salire io su quel palco e affrontare una sfida per conquistare l'ultimo banco di ballo mi faceva rabbrividire. Mettere in mostra le mie qualità nella danza risultava piuttosto complicato per una che aveva sempre e solo ballato nel garage della propria abitazione. Chi avrebbe mai immaginato che un giorno mi sarei presentata al provino di Amici per rincorrere un sogno urlato al cielo in una fredda notte di dicembre. Eppure ero lì, dietro le quinte del talent show più seguito dagli italiani; la scuola dove avrei potuto lasciare un pezzo del mio cuore.

«Tra cinque minuti si manda la pubblicità» enunciò uno dei fonici della trasmissione, dando un'occhiata all'orario scritto sullo schermo della TV sulla parete opposta a quella accanto alla quale mi stavo riscaldando. Mentre sollevavo il mento per inclinare la testa all'indietro, mi concentrai sull'audio trasmesso dalla televisione, udendo una voce maschile cantare uno degli inediti dei ragazzi della scuola che conoscevo bene. Si trattava di "Vivo", componimento di Luigi, un ragazzo forse della mia stessa età con una forte vocazione per il rock e tutte le sue sfaccettature. Era l'unica tra tutti gli inediti a trasmettermi una forte eccitazione, forse perché la sua voce era accompagnata dal dolce suono della chitarra acustica. Perciò, iniziai a canticchiarla mentre eseguivo l'ennesimo esercizio muscolare e, senza rendermene conto, iscenai un breve balletto, non riuscendo a trattenermi.

«Ho seriamente paura che tra qualche minuto ti si stacchi un braccio o una gamba» sentii pronunciare da qualcuno nelle mie vicinanze. Smisi di muovermi e mi voltai, incontrando gli occhi cristallini di una ragazza bionda e da un sorriso divertito dipinto sulle labbra. La osservai con attenzione, notando la sua felpa rossa spiccare sul suo abbigliamento total black e mi si bloccò il respiro quando mi accorsi della scritta in grassetto bianco "sfida" sul tessuto scarlatto. Era lei la mia sfidante, la persona con cui avrei dovuto lottare per accalappiarmi il banco di ballo ancora vuoto.

«Sono qui da circa dieci minuti e non hai smesso di riscaldarti da quando ti ho vista arrivare, saltellando, per l'appunto» continuò, divertita dal mio stato ansiogeno che mi spingeva a muovermi come una posseduta. Per non apparire scortese, esibii un sorrisetto tirato che evidenziò soltanto il mio nervosismo.

«Devo pur scaricare la tensione, in qualche modo» spiegai, sentendo in lontananza la conduttrice annunciare la pubblicità.

La ragazza si avvicinò, lisciando la coda di cavallo che risaltava il suo viso perfettamente tondo. Focalizzai lo sguardo altrove, tentando di rimanere immobile, ma quella dannata gambetta tremolante me lo impediva. Ero stanca di aspettare, volevo esibirmi e togliermi un peso dallo stomaco.

«Deborah!» mi sentii chiamare dal fonico, il quale aveva tra le mani una moltitudine di aste per i microfoni. «Dov'è la tua felpa? A breve dovrai entrare».

Mi guardai attorno, impanicata, non ricordando dove avessi lasciato l'indumento dal quale avevo deciso di sbarazzarmi per domare l'ansia.

«Hai venti secondi per trovarla. Tra due minuti Maria ti chiamerà» mi informò, facendo cenno alla mia sfidante di raggiungerlo. Trovai la felpa della sfida sul pavimento accanto ai divanetti della sala relax e alla velocità della luce tornai alla mia postazione precedente, notando la ragazza bionda saltellare sul posto. Poi si voltò nella mia direzione.

Eppure Ci Sono - Alex WStories to obsess over. Discover now