Un mese.
Un mese e mi lascerò tutto alle spalle: il mio passato, che non è tragico, ma che comunque appartiene a una fase della mia vita che sto per chiudere. Qualche anno fa ho preso una decisione importante: scegliere sempre me.
Fra un mese rincorrerò il mio sogno. Me ne andrò dall'Italia. Non per sempre, ovviamente, ma farò un passo importante: mi trasferirò in America, a Seattle.
La cosa che mi ha trattenuto fino a ora è stato l'immenso amore per i miei amici. Non riesco a stare senza di loro, ma sanno cosa significa l'America per me. Sono anni che cerco una casa a Seattle o in California e, finalmente, quattro mesi fa ci sono riuscita: l'ho comprata. Ho già fatto due viaggi per portare molti scatoloni e, dal primo momento, ho avuto la certezza di aver fatto la scelta giusta.
È una modesta villetta con un salotto open space, una cucina carina, tre bagni e due camere da letto. Beh, in realtà le camere sono tre, ma una l'ho trasformata in una cabina armadio. Ho un problema con lo shopping: sono appassionata di moda fin da piccolissima. Volevo diventare una modella, e invece ora lavoro come social manager per il marchio che amo di più: Prada.
Mandai un curriculum senza troppe speranze, visto che non sono ancora laureata. Eppure mi chiamarono. Feci un viaggio a Milano per presentarmi in azienda. La signora che mi fece il colloquio rimase colpita e iniziai uno stage. Tre mesi fa mi hanno fatto un contratto. Non potevo crederci.
Ovviamente le dissi del mio trasferimento e pensavo che mi avrebbero licenziata. Invece mi fecero chiamare dal loro "quartier generale" (come lo chiamo io) e mi dissero che sarebbero stati felici di avermi nella filiale di Seattle.
Continuerò l'università perché, nonostante abbia un lavoro che molte persone sognano, non sono una che si accontenta. Credo di essere il peggio di mia madre unito al peggio di mio padre. Punto sempre ai piani alti.
Una volta, al mio migliore amico chiesero: "Ma la tua amica ha solo borse Prada?". Lui rispose: "Beh, sai com'è... il diavolo veste Prada". Quando me lo raccontò, risi tantissimo. È vero, non ho un carattere facilissimo. Dopotutto, sono un Acquario: testarda, pazza, difficile da impressionare. Non mi scandalizzo per nulla. Sono molto diretta, e anche un po' stronza. Però, con le persone di cui mi fido, do tutta me stessa.
Quando mi fisso su qualcosa, è difficile farmi cambiare idea. Mi sento già realizzata per avere solo 19 anni, e devo ringraziare i miei genitori. Nonostante le difficoltà, non mi hanno mai fatto mancare nulla.
Sono riservata e tendo a evitare di parlare di certe cose.
Finisco di sistemare il make-up, saluto i miei genitori e scendo in garage, dove tengo le mie "bimbe": una Mazda RX-7 del 1993 azzurra e, il mio orgoglio più grande, una Ducati Panigale bianca. La moto, però, l'ho già spedita in America. La macchina, per ora, resta qui. Magari più in là me la farò spedire anche se, lo ammetto, fa ridere spedire una macchina.
Oltre alla moda, capisco anche di motori. E ancora mi chiedo come io possa essere single...
Ho passato i giorni prima della partenza con i miei migliori amici. Abbiamo organizzato un party di "arrivederci" perché, come direbbe Alex, il mio migliore amico, "addio mai!".
Alex è bello da paura. Quando lo conobbi, mi presi una cotta per lui. Poi, un giorno, al mare, ci confessò di essere gay. Da quel momento, è stato amore puro. È il gay meno gay che esista. Fidatevi, non lo direste mai.
Poi c'è Naomi, la donna più forte che conosca. Ne ha passate tante, ma ha sempre trovato la forza di reagire. È riservata, ma ha sempre il sorriso sulle labbra. Per me, è come una sorella.
E infine c'è Asia, la rossa più bella del mondo. È dolcissima, ma quando serve sa tirare fuori gli artigli.
Dopo una serie di lacrime, abbracci, baci e risate – che con noi non mancano mai – torno a casa.
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DUE DIAVOLI SOTTO MENTITE SPOGLIE
RomanceFrancesca ha sempre saputo cosa voleva dalla vita: indipendenza, successo e nessuna distrazione sentimentale. Trasferirsi a Seattle è il primo passo per costruire il suo futuro, lontano da tutto ciò che potrebbe farla vacillare. Ma tra scatoloni da...
