Il suono è sempre più vicino..
Riecheggia intorno a noi..
Duncan si guarda intorno, curioso, si, ma non spaventato. Io, nervosa, stringo la sua mano.
Ecco..il suono è alle nostre spalle, ci voltiamo.
"Ragazzi!"
I miei muscoli si rilassano finalmente, e riesco a tirare un sospiro sollevato.
"Ryan..dio..mi hai spaventata.."
Ryan si china verso di me e accarezza i miei capelli. Poi saluta Duncan con una pacca sulla spalla.
Si siede accanto a noi e si mette a giocherellare con una foglia secca.
"Stamattina ho incontrato i tuoi fratelli Duncan, davanti casa mia, subito dopo aver visto voi attraversare il giardino. Mi sono preoccupato."
Già, li ho visto anch'io.
Al pensiero mi stringo nelle spalle e cerco di pensare ad altro.
"Partiranno stanotte"
Dice Duncan con freddezza, come se l'argomento non lo toccasse.
"Dove andranno?"
La curiosità e la tensione sciolgono la mia lingua, accompagnate dal felicissimo pensiero di non dovermi più preoccupare di quei tre per un po'.
Duncan e Ryan mi fissano. Sembrano sorpresi di tanta curiosità, nei confronti dei colpevoli delle ferite che mi coprono da capo a piedi.
"Andranno a trovare degli amici a Londra. Nulla di che, un viaggetto di qualche mese" aggiunge Ryan.
"Fuori dai piedi per un po'. È quello che ci vuole". Le parole e l'espressione di Duncan sono praticamente gelide, impenetrabili.
Il Sole è cocente, anche se oscurato dalle chiome degli alberi..
Saranno le 12:00 circa..
Devo andare a casa purtroppo.
Pizzico il braccio di Duncan, e gli chiedo di accompagnarmi a casa.
Ci alziamo e ci ripuliamo da foglie secche e terriccio attaccati ai vestiti.
Ci dirigiamo all'uscita del bosco, e Ryan ci segue.
"Ryan, dove andrai adesso?"
Ryan riflette e poi alza le spalle, sorridente.
"Un giretto in macchina"
Duncan sorride e annuisce
"Puoi accompagnare Grish a casa?"
No..oddio che imbarazzo. Lui non viene?
Ryan mi da un'occhiata veloce, cercando il mio sguardo.
Annuisco, e lui sorride
"Certamente".
Duncan mi abbraccia e mi bacia in fronte
"Ci sentiamo al mio ritorno a casa, piccola"
Mi stringo al suo petto e ispiro profondamente, socchiudendo gli occhi.
Il suo profumo é inebriante.
Quando riapro gli occhi e mi distacco da Duncan, Ryan mi fa cenno di seguirlo, e saluta velocemente Duncan alzando il mento.
Inizio a camminare dietro di lui, verso l'uscita del bosco.
Mentre i nostri passi scorrono veloci sulla terra umida, do uno sguardo veloce a Ryan.
È bello ed elegante, come sempre.
Un po' sovrappensiero, mi soffermo sul ciondolo che porta al collo.
È strano. È un ciondolo molto..femminile direi.
Lui sembra accorgersi del mio sguardo fisso.
"Ti piace?"
Ryan accarezza la pietra del ciondolo e mi sorride.
"È un regalo della mia compagna. Un'ametista purissima"
"Oh..wow..è molto bella. Non sapevo avessi una compagna"
Mette le mani in tasca e si stringe nelle spalle.
"Beh, non te l'ho mai detto"
Ridacchia, ed io sorrido.
"Mi piacerebbe conoscerla"
Ryan sorride e sembra essere contento all'idea.
"Spero ne avrai l'occasione il prima possibile"
"Come si chiama?"
"Lilin"
Mi prendo un attimo per memorizzare il nome.
"Lilin. È splendido."
"Oh si. È proprio un bel nome. Bello quasi quanto lei"
Cerco di immaginarla. Ma non saprei da dove iniziare.
"Hai una foto?"
Ryan riflette un attimo. La sua espressione, però, non lascia trapelare nulla.
"No cara, mi dispiace"
"Fa nulla..la vedrò una volta conosciuta"
Sorrido, e lui ricambia.
Arrivati alla macchina, Ryan apre la portiera del lato passeggero, e mi fa accomodare sui sedili di pelle nera della sua SLK. Un gentiluomo, come sempre.
Fa il giro, e si siede anche lui, sul sedile del lato guidatore.
Chiude lo sportello, e subito dopo mi porge un porta-CD nero.
"Puoi scegliere la musica che preferisci"
Apro la zip e sfoglio i CD.
C'è davvero tutto, dal Rock all'Hip hop. Dal Punk al Classico. Dal Metal al Jazz.
Prendo un CD dei Misfits e lo inserisco nello stereo.
Ryan sembra soddisfatto della mia scelta, e tamburella le mani sul volante a ritmo di Dig up her bones.
In un attimo siamo davanti casa mia.
Non è molto lontana dal bosco.
"Grazie Ryan, sei stato molto gentile"
Sorrido. Lui si china verso di me, e mi fa l'occhiolino.
"Non ringraziarmi cara. È stato un piacere"
Apro la portiera della macchina ed esco. Mi dirigo alla porta di casa ma.. voci familiari rieccheggiano nelle mie orecchie e scorrono sotto forma di brividi lungo la schiena. Mi volto..
"Ryan..cosa ci fai qui con..lei?"
Le mie ginocchia tremano per un attimo, e mi appoggio alla maniglia del portone per non cedere.
Kayus..Rengar..Vayne..
Ryan scende velocemente dalla macchina.
"No..voi piuttosto, cosa ci fate qui?"
Vayne sembra sorpreso, e teso.
"Sta avvinghiata anche a te, proprio come fa con Duncan"
Kayus invece è divertito.
"Ryan..caro..ci concedi l'onore di non sporcarci troppo le mani, o vuoi metterti di mezzo anche tu?"
"Voi tre.. che mancanza di rispetto.. mi vergogno di aver offerto voi asilo"
Rengar ride, e spintona Ryan, che sta per perdere la sua pazienza da gentiluomo.
Una scarica di andrenalina annebbia la mia coscienza. Getto la borsa sull'asfalto e cammino a passo veloce verso Ryan.
Mi metto davanti a lui e guardo i tre fratelli con rancore e rabbia. Il tutto mescolato a non poca tensione.
Ryan sorpreso, mi guarda.
I tre, invece sono sconvolti. Probabilmente della mia sfacciataggine e incoscienza.
"Lasciate stare Ryan. Prendetevela con me. Avete un conto in sospeso giusto?"
Mi strappo la collana stretta al collo in un gesto di collera, per mostrare la cicatrice.
La mia incoscienza sta superando ogni limite.
Kayus ispira profondamente e socchiude gli occhi. Sembra..inebriato.
Adesso ride.
"Va a casa, Grish"
Ryan mi stringe le spalle.
"Non concluderanno oggi il loro conto. Non oggi cara"
Ed è così strano.
Quei tre sguardi che prima sembravano inquietarmi a morte, adesso alimentano la mia collera.
Non faranno del male anche a Ryan.
Non oggi.
"Cosa non vi è chiaro di state..lontani.. da LEI?!"
Mi volto.
È arrivato Duncan. Oh no.. si mette male..
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Varghjärta {Cuore di lupo}
Mystery / Thriller"Ad un certo punto era tutto più chiaro. La mia inquietudine quando lui era nei paragi. Il rancore insensato nei suoi confronti. I miei sogni. I brividi. Io lo conoscevo da poco più di un mese. Eppure eravamo nemici da una vita. Nemici per natura...
