CAPITOLO 1

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CAPITOLO 1
Urla, grida, schiaffi, sedie e piatti che si rompono in mille pezzettini. Sono rinchiusa nella mia stanza con la schiena rivolta verso la porta come se fossi rimasta paralizzata, con gli occhi che mi bruciano dalle troppe lacrime e le mani portate alle orecchie per non sentire i rumori al piano di sotto. Sento tutto, nonostante sono dall'altra parte della casa dove si trova la mia camera, sento mio padre picchiare a sangue mia madre il che non è la prima volta che succede. Compare sempre lo stesso pensiero nella mia testa che mi tormenta sempre di più, pensare alla figlia orribile che sono, dove apposto di stare giù a difendere mia madre sono qui nella mia stanza per non prenderle da mio padre e vedere tutta la scena. È sempre la stessa storia che ormai va avanti da anni, anzi, da quando sono nata o prima che io nascessi. Mia madre una volta mi raccontò di come è nata la loro relazione, di come si sono conosciuti, mi raccontò anche di quanto era follemente innamorata di mio padre e della sua dolcezza. Si sposarono da giovani e andarono a vivere insieme e da lì mio padre iniziò a bere e diventare un mostro. Ogni santa volta che accade, mi sembra che i minuti non passano più, che il tempo si sia fermato, sento dentro di me un misto di emozioni negative che mi portano a rivivere tutti questi momenti così simili tra loro e a piangere sempre di più cercando di farlo silenziosamente. Ad un tratto sento mia madre dire il mio nome disperatamente, urlando e piangendo ma decido comunque di non uscire dalla mia stanza per paura. <<Katy ti prego aiutami>> sento ripetere disperatamente da mia madre, ma poi il silenzio entra in casa, non sento più nessuno, se non il suo ultimo grido. Decido di uscire e affacciarmi alla ringhiera dalle scale, che portano giù nel salotto, e vedo mia madre lì distesa a terra piena di sangue con un taglio alla gola e il coltello nel suo stomaco. Appena guardo quella scena mi pare che il mondo mi stia crollato addosso, inizia a scoppiare a piangere solo al pensiero che la donna che mi ha sempre sostenuto, mi ha sempre ascoltato e con cui mi ero sempre disperata era morta. Mentre ero nella disperazione più totale, con le lacrime agli occhi che scorrevano una dopo l'altra, sento mio padre che sale le scale chiamando il mio nome con una voce acuta, mi volto e me lo trovo davanti tirandomi uno schiaffo in faccia facendomela rossa. << Cosa ti guardi puttanella>> dice. << Non hai mai visto una scena di omicidio??>> continua. <<Sii fiero di me allora che ti faccio fare nuove esperienze>> dice ancora con un sorrisetto nella sua faccia schifosa. Rimango immobilizzata, non so minimamente cosa dire perché ho tanta ma tanta paura. Vorrei tanto uscire e scappare da questa situazione ma non ne trovo il modo perché non ho un telefono per chiamare la polizia e se pure lo facessi mi minaccerebbe di uccidermi. <<Vai nella tua fottuta stanza di merda>> mi dice e così obbedisco. Chiudo la porta con lui ubriaco ancora in corridoio e ho così tanta paura che ormai avendo diciotto anni devo trovare un modo di scappare perché non rimarrò qui rinchiusa con un pazzo ancora per molto.

La prima volta Donde viven las historias. Descúbrelo ahora