Vic sbuffò, chinandosi su una Nisha ormai morente. Dietro di lei, aperti scenograficamente a lato, stavano ritti in piedi Maxon, Mags, William e Porter Gage. Il loro sguardo non era meno furente di quello del Grancapo, i loro volti non meno segnati. L'odio che si percepiva era talmente pesante da soffocare.
Sapeva benissimo che ogni persona presente in quell'attico moriva dalla voglia di ammazzare la guida dei Discepoli. Sapeva cosa avrebbero pagato per strozzarla con le loro mani, per romperle ogni singolo osso. Purtroppo per loro, peró, finire un traditore era un compito imprescindibile del Grancapo.
"Che ti sia ben chiaro, non l'ho fatto perché odiavo la tua banda". Vic premette la punta del coltello contro il giugulo del capo dei Discepoli. "Se devo essere sincera, li giudicavo dei bravi combattenti. Evidentemente mi sono sbagliata" ridacchiò, seguita a ruota dagli altri. "Ciò che veramente mi ha dato fastidio è stato il tuo tradimento. L'ho presa sul personale, sai". Fece una smorfia. Nisha la fissava da dietro l'elmo. Non riusciva a vederle chiaramente gli occhi, ma sapeva che erano inchiodati su di lei. "Beh, basta con le parole". Il Grancapo si alzò con un gemito, provata dalla ferita al costato. Premendosi una mano sul fianco, assestò un calcio ben mirato al collo di Nisha.
La testa si piegò in modo innaturale. Non un gemito di dolore, niente. Fece cenno a Gage.
"Toglile l'elmo. Voglio vederla in faccia mentre la uccido".
"Sì, capo". Porter si avvicinò, fissando severamente la traditrice. Forse quello che si era sentito più tradito era lui; conosceva Nisha ormai da un decennio, e gli bruciava particolarmente quella pugnalata alle spalle.
Vic impugnò il coltello rubato da Nisha e deglutì: sebbene la odiasse, era pur sempre stata una sua compagna. Avevano combattuto insieme, ma un tradimento andava punito.
"Uccidila". La voce di Mags provenne cristallina dalle sue spalle. "L'hai giurato".
Vic si voltò, furente. "So cosa devo fare, ma grazie del consiglio". Stringendo i denti, si chinò nuovamente e le tagliò la gola.
Il sangue schizzò copioso dalle carotidi ad intermittenza. Vic chiuse gli occhi e lo tamponò con una mano, passandosela poi sulla faccia e sulla cresta.
"Che il tuo sangue mi dia la forza" mugugnò fra sé e sé. Fece scorrere una mano lungo il fianco del cadavere fino a raggiungere il sacchetto di tappi legato alla cintura: lo tagliò col coltello e lo lanciò a Mags. Lei lo afferrò al volo.
"Che i suoi tappi ti diano la ricchezza".
Mags annuì, seria. Consegnò il sacchetto al fratello che si affrettò a contare il malloppo.
Vic tornò ad occuparsi di Nisha, aprendo l'armatura sul torace e strappandole la maglia. Diede un colpo secco col manico del coltello, spezzandole una costa, e affondò la lama nel petto.
Digrignò i denti. Questa cosa l'aveva sempre un po' disgustata, ma il Capo deve fare il Capo, dopotutto. Sapeva benissimo che anche Mags la stava pensando come lei, e questo le diede la forza di continuare. Staccò con un colpo secco le ossa rotte dalla pleura e infilò una mano, finché sentì il tessuto muscoloso del cuore incontrare le sue dita. Facendo molta attenzione lo staccò e tentò di estrarlo. Quando tagliò l'aorta, un ulteriore getto di sangue la inondò.
Deglutì.
"Che il suo cuore ti dia il coraggio". Sempre con gli occhi chiusi, tese il grumo di carne a Mason, che lo accolse volentieri.
Un odore penetrante e metallico di sangue invase l'intero attico della centrale elettrica. Sentì chiaramente il pranzo brontolarle nello stomaco.
Si alzò piano, riportando la mano a tamponarle il fianco.
"Cazzo, che casino" sussurrò. "Gage, ripuliamo sta merda e portiamo il cadavere davanti all'Arena. E porta l'elmo. Mi piace". Gli fece scivolare in mano il coltello di Nisha. "Tieni, questo è tuo. Fanne buon uso".
Porter le sorrise. "Grazie, Capo. Questo coltello non ti colpirà mai più alle spalle".
"...O al fianco" borbottò lei, gemendo. Quella cazzo di ferita l'aveva provata. "Hey, vuoi uno Stimpak...?" le sussurrò lui, attento a non farsi sentire dagli altri. Ogni segno di debolezza, lui lo sapeva bene, le si sarebbe rivoltato contro.
"Nah. Sto bene. Andiamo all'Arena, dai".
Gli altri capi l'avevano preceduta in cima alle scale dell'Arena. Vic, con l'aiuto di Gage, si arrampicò sui gradini trascinando il cadavere di Nisha come trofeo. La folla si apriva intorno a lei, lasciandole spazio. Sentì chiaramente esclamazioni di ammirazione e stupore.
"Ecco il nostro Grancapo!" esclamò Mason in tono di scherno. Sicuramente lui sarebbe riuscito a sollevare quel peso morto senza il minimo sforzo, e vedere il Capo Supremo arrancare lo metteva sempre di buonumore.
Lei lo fulminò con lo sguardo, irrigidendo la mascella.
"Getta la carne al tuo Branco" grugnì, non appena gli fu abbastanza vicina da non farsi sentire dagli altri.
"Il cuore di Nisha!" urlò poi, rivolta alla platea.
L'Alpha del Branco ghignò. Senza togliere gli occhi di dosso da Vic affondò i denti nella carne e ne strappò un pezzo. Sorrise, una smorfia rosso sangue.
Vic si fece forza per non interrompere il contatto visivo. Alzò il mento, fissandolo di rimando.
Mason fu il primo a distogliere lo sguardo. Si voltò e lanciò il cuore ai ragazzi, che lo accolsero con un urlo di gioia. "Mangia, Branco!" rise. William sbuffò, annoiato.
"Vostro turno, Mags".
"Sì, Capo. Operatori! Che i tappi di Nisha riempiano le nostre tasche!"
William lanciò il sacchetto ai suoi. Mags non l'aveva visto, ma era sicura che il gemello aveva alleggerito quel sacchetto prima di lanciarlo. Sorrise beffarda.
"Ora zitti e ascoltate". Il Grancapo alzò la voce, facendo tacere i predoni davanti a lei.
"Questa è la fine che fanno i traditori. Indeboliscono se stessi e fortificano noi". Prese per i capelli Nisha, alzandola verso la folla. "Questa è la fine dei maiali, sgozzati e mangiati". Diede un calcio al cadavere, che rotolò per le scale fino a finire in mezzo alla folla. "Questa è la fine dei deboli". Tese la mano a Gage, che le passò l'elmo. Lo indossò. "E che l'elmo del traditore possa riposare su qualcosa che non sia una testa di cazzo".
Il Branco si animò: finalmente un discorso che riuscivano a capire. Scoppiarono in urla e schiamazzi, cominciando a strappare i vestiti e l'armatura di dosso a Nisha.
"Qualsiasi Discepolo troviate, che farete?" gridò Vic a pieni polmoni.
"Lo ammazziamo!"
La folla era carica ed euforica.
"Qualsiasi base dei Discepoli troviate, che farete?"
"Saccheggiamo!"
Gage sogghignò. Gli piaceva, quando le bande erano cariche. Con un cenno, fece aprire le porte del mercato ai venditori.
"E ora, branco di tagliagole, onoriamo il Grancapo!" urlò rivolto al pubblico. Le urla si fecero più sconnesse, mentre tutti si precipitavano verso la festa.
A Vic girava la testa. La ferita al fianco le provocava una fitta sempre più acuta ed era difficile ignorarla; in più, l'idea di affrontare un'intera notte di festa le dava la nausea. Mags le lanciò un'occhiata preoccupata, vedendo il sangue rappreso sulla tuta. Con un cenno del capo chiamò il gemello.
"Will, porta Mason alla festa". Non appena li vide allontanarsi, si avvicinò alla ragazza.
"Non dire niente", la ammonì. Senza farsi vedere dagli altri, le premette sulla schiena uno stimpak.
Vic si voltò, confusa. Non appena l'ago penetrò la pelle, sentì il sangue tornare a tingerle le guance.
"Mags, io..."
"Non dire niente" ripetè lei. Un mezzo sorrisetto le piegò le labbra. "Hai già sopportato abbastanza. Ora goditi la tua festa".
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The Alpha of Nuka World
FanfictionLi circondarono in pochi secondi, sparando a sangue freddo al primo che tentò di alzarsi. "C-chi cazzo siete?!" balbettò uno, alzandosi a sedere. Cercò di leggere il tatuaggio sulle nocche della ragazza. "Over..." non riuscì a leggere la mano sinist...
