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1)Incubo.

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Ogni storia dovrebbe iniziare con nonchalance, ma, non tutte le storie sono uguali.

Seattle - Lunedì - 6:00 AM.

Il rumore della sveglia irrompe nella stanza, svegliandomi dall'ennesimo sogno che, come sempre, mi faceva svegliare turbato.
Sognare dovrebbe essere una fuga dalla realtà, ma per me, è come entrare in un limbo di disastri e confusione.
Mi alzo dal letto con poca voglia, per poi avvicinarmi alla grande finestra, che sfociava sulla grande città, il cielo che emanava le prime luci del giorno, è così rilassante.
Essermi trasferito qui, potrebbe farmi pensare ad altro..magari i miei incubi che mi tormentano la notte, potrebbero sparire.
Dimenticavo che fosse lunedì, e quindi dovo andare a scuola, un altro incubo non bastava.
Vado in bagno, mettendo in sottofondo Boulevard of Broken Dreams, mentre mi rilasso con l'acqua che mi scivola giù per la schiena, come una carezza mancata..un abbraccio involontario.
Dopo aver finito, indosso una felpa nera, è un jeans strappato con un paio di vans, mi controllo allo specchio nuovamente, col mio ciuffo nero che sembrava aver vita propria e gli occhi verdi assonnati.. chissene.
Vado in cucina, bisogna mangiare almeno se voglio sopportare questa giornata del cazzo.
"Lascia fare a me" disse mia madre alle mie spalle, notando quanto fossi impacciato nel preparare dei pancakes.
"Come stai Jay..altri incubi anche stavolta?" Disse preoccupata, mentre mi preparava la colazione
"Si, come sempre mi tengono sveglio, speravo che il cambio d'aria da Scottsdale a qui cambiasse qualcosa" dissi ormai rassegnato.
"Vedrai, poco a poco accadrà, siamo qui solo da un mese, datti una possibilità"
Disse decisa per poi darmi un bacio sulla fronte e passarmi il piatto con la colazione
"Grazie mamma.. cercherò di darmi una possibilità"
Mia madre mi sorrise e se ne andò.
Vorrei avere almeno la positività di madre qualche volta.
Dopo i mille pensieri, mi dirigo verso la porta, mettendo i miei occhiali da sole, zaino in spalla e prendendo le chiavi della macchina.
Guidando per questa città, noto quanto sia grande, e molto artistica, mi farebbe venire voglia di dipingerla.
Nemmeno il tempo di pensare tra me e me che subito ero arrivato al portone della scuola, ed ecco qui, una delle mie fobie, l'ansia sociale.
Parcheggio, e mi dirigo all'entrata facendomi spazio tra la folla di gente
"Salve, tieni questo"
Una ragazza con un sorriso caloroso mi passa un foglio, sembrava una locandina di presentazione della scuola
"Benvenuto alla S-AHighSchool"
Disse nuovamente contenta
"Ti ringrazio" accenno un sorriso, per poi vederla andare via.
"Ascoltatemi tutti ragazzi e ragazze"
La voce di un uomo alto ben vestito rimbombava in un megafono.
"intanto, do il benvenuto ai nuovi arrivati in questa grande e calorosa scuola, io sono il Preside Barnes, e non abbiate timore di me, sono abbastanza gentile" disse con tono scherzoso
"Per tutti i nuovi arrivati, riunitevi nella grande sala, la Professoressa Pattinson vi ci porterà" disse nuovamente sorridente.. odio le persone che sorridono a cose senza senso, ma ok.
Seguì la professoressa con tutti i nuovi arrivati fino alla sala grande, prendemmo tutti posto e ascoltammo ciò che ci doveva essere conferito.
"Beh vedo che in molto si sono trasferiti da altre scuole, ma tranquilli, sarà un ottimo anno per tutti"
Si certo, un ottimo anno, staremo a vedere.

Dopo le lunghe liste

"E ora passiamo a quelli del terzo anno"
Ecco qua, facciamo sapere il mio nome a tutti.

Manca poco..

"Allison lee, Andrew smith.. e Jason Winchester.

Molti sguardi mi puntarono.
Non è possibile che loro possano saperlo.
Non credo..

Eccoci qua, un primo capitolo di una lunga serie, sono pieno di idee, e stavolta sarò più attimo
Buona lettura!

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