L'INIZIO: PARTE 1

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HARRY

Caro diario,                                                                                                                                                                     27/03/2010

Sono sempre io, Harry e oggi è finalmente il grande e tanto atteso giorno.

Sento che oggi possa essere il vero inizio di un brillante futuro, lo spero. Mi sono svegliato da poco, sono appena le 8 ma sono così agitato che ho dormito a malapena due ore. Non ci credo che tra poche ore sarò a fare la fila per provare, insieme ad altre migliaia di persone, a coronare il mio sogno di diventare qualcuno.

Spero davvero tanto di riuscire a portare le mie emozioni su quel palco, spero con la mia semplicità di riuscire a trasmettere tutta la voglia che ho di cantare. Spero di convincere quelle persone a dire "si, questo è il posto adatto a te".

Ormai la piccola Holmes Chapel e il forno dove lavoro (scusa Barbara) iniziano a starmi davvero strette, quindi perchè non provarci? Perchè non mettersi in gioco?

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È passata qualche ora dalle ultime parole che ho scritto e mi trovo ora qui a scrivere in fila per le audizioni di uno dei più grandi talent show del mondo: X-Factor. Mi hanno assegnato il numero 165998 e indosso un outfit semplice che rispetta la mia personalità: jeans sui toni del marrone, t-shirt bianca, cardigan grigio e sciarpa verde a fantasia. Sono qui con la mia famiglia che indossa una t-shirt con su scritto "We Think Harry has the Xfactor". É piuttosto imbarazzante, ma mi hanno sempre sostenuto, quindi va bene così, apprezzo tutto quello che fanno ogni giorno per me. 

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Bene, è andata e ho fatto del mio meglio. Dopo essere stato riempito di baci da mia madre Anne, ho preso coraggio e sono salito sul palco. Ho avuto l'onore di parlare con il più importante giudice di sempre: Simon Cowell. 

Mi ha chiesto il mio nome, la mia età, cosa facessi nella vita e poi che canzone avessi deciso di portare. 

"I'm Harry Styles, I'm sixteen, I work in a bakery".

Dopo il via, ho poi stretto forte il microfono tra le mani e ho iniziato a cantare le parole di "Isn't she lovely" del mitico Stevie Wonder a cappella. 

Isn't she lovely

Isn't she wonderful

Isn't she precious

Less than one minute old

Poche frasi sono bastate a conquistare l'intero pubblico, ma i giudici erano quelli che dovevo convincere...

Ho ricevuto due si e un no, parole sufficienti per far spuntare quelle adorabili fossette sulle guance e a farmi capire che si, ero effettivamente passato. 

Ora è tutto nelle mie mani, riuscirò ad andare avanti? Riuscirò a coronare il mio sogno di lavorare nella musica? Riuscirò a prendermi la rivincita che merito? Lo scopriremo...




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