4 capitolo

46 3 1


Alyssa

"Non capisco proprio cosa io gli abbia fatto!

Prima fa tutto il carino e poi a momenti mi butta giù dal divano: ma che problemi ha quel ragazzo?

Ora, io non sono una persona che si arrabbia facilmente ma Jules, sta sera, non è stato per niente carino.

Prima, quando sono uscita dal bagno, per poco non mi uccido perché ha spento la luce; a cena non mi ha rivolto la parola e dopo, mentre stavo per sedermi sul divano, mi ha spinto per sedersi buttandomi giù dal divano." Pensai mentre salii le scale.

Riflettei per la decima volta consecutiva cosa avrei fatto per farlo arrabbiare, ma non mi venne in mente nulla.

Sospirai e, chiudendomi la porta della mia stanza alle spalle, mi buttai sul letto a pancia in sú.

Fissai per alcuni minuti il soffitto finché non decisi di mettermi a leggere uno dei libri che mi ero portata.

Ero alla trentesima pagina quando sentii bussare alla porta.

"Avanti" dissi posando il libro sul comodino e mettendomi seduta.

"Oi tesoro, senti io e joseph ci chiedevamo quando preferiresti ritornare a scuola. Tu cosa ne pensi?" Mi chiese zia affacciandosi dalla porta.

"Zia, spero il prima possibile perché, come sono sicura tu sappia, non mi ricordo un accidente e vorrei evitare di far accumulare troppo lavoro" risposi sorridendo timidamente.

"Perfetto allora ti abbiamo inscritta nella stessa scuola di Jules, spero non sia un problema..."

Sbiancai all'istante.

"Ma no... certo che no, non è affatto un problema" risposi, deglutendo quel poco di saliva rimasto nella mia bocca praticamente asciutta.

"Perfetto! Buona notte, tesoro"

"Notte, zia"

La vidi chiudere la porta e andai in terrazza a godermi un po' l'aria frizzante, appoggiandomi alla bassa ringhiera

"A quest'ora dovresti dormire"

Mi girai velocemente in direzione della voce ma persi l'equilibrio, cadendo all'indietro.

Chiusi gli occhi preparandomi alla caduta che venne, però, fermata ancora prima di cominciare da due braccia muscolose che mi strinsero possessivamente.

Aprii gli occhi e mi inabissai in due pozzi di argento fuso, a due centimetri dal mio viso.

Restai ad osservarli per quelle che mi sembrarono ore finché non mi resi conto di chi fosse il proprietario.

"Emh... grazie" balbettai, cercando di sciogliermi da quell'abbraccio.

Ma non appena mi mossi, Jules strinse la presa facendomi automaticamente alzare il viso in direzione del suo, sempre a pochi millimetri di distanza.

"Dovresti stare più attenta" sussurró a pochi millimetri dalla mia bocca.

"Sei tu che mi hai spaventato" sussurrai di rimando, accarezzandogli un bicipite.

"Già! Allora se ti spavento tanto, dovresti stare lobtana da me" disse mentre nei suoi occhi si accese una scintilla di rabbia e frustrazione.

Mi spinse via, per poi passarsi una mano tra i capelli.

"Va a dormire che domani dobbiamo alzarci presto" disse voltandosi e amdando verso un'altra porta finestra a cui non fatto caso prima.

Lo vidi entrare nella sua stanza per poi girarsi verso di me e dopo aver detto: "non che mi interessi se fai tardi", sbattersi la porta dietro chiudendola.

"Un vero Gentleman!" Borbottai, sorridendo.

Rientrai in camera mia e mi misi a letto, addormentandomi subito.

____________________________________________

Oi salve a tutti!
Scusate il ritardo clamoroso ma non ho davvero avuto tempo! (Me ne assumo tutte le responsabilità)
Spero il capitolo vi piaccia e vi avviso che il prossimo sarà interamente dedicato a Jules.
Fatemi sapere le vostre opinioni sui personaggi e commentate se avete qualcosa da dire.
Un bacio, Reika♡♡

RememberLeggi questa storia gratuitamente!