Prologo

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***

La casa degli spiriti: un romanzo triste,inquietante, duro.. ma aveva trattato l'amore in modo cosí puro e profondo che non le era stato possibile non versare una lacrima tra le ultime parole.

Chiuse il suo libro e bevve un sorso di thè. Si stiracchiò sul divano beije di casa sua, e gioì finalmente di come fosse.. felice? Non proprio. Rilassata.. no neanche! Tranquilla. Si. Decisamente era tranquilla. Il pallido sole londinese stava calando pian piano colorandosi leggermente di rosa. La sera. Il suo momento preferito della giornata.

Non aveva questioni in sospeso, non aveva lavoro arretrato (anche oggi in ufficio aveva chiuso tutte le pratiche in modo esemplare),e non aveva avuto problemi.

Una vita tranquilla.

Ma allora perché quelle lacrime? Un romanzo: uno sciocco romanzo. Solo personaggi immaginari, ma che che a differenza sua avevano qualcosa di più. Un guizzo dentro, una fiamma calda, che li portava a.. a essere felici. Felici davvero. Non tranquilli, non contenti, non adagiati ad una calma piatta.

Ed era così che lei si sentiva dopo la fine della guerra: vuota.

Nonostante la vittoria, nonostante il prestigio.. e nonostante.. Ron.

Il negozio di scherzi dove lavorava avrebbe chiuso tra poco più di mezz'ora, e lei, come tutti i giorni, lo avrebbe aspettato per cenare insieme.

La loro storia d'amore si era evoluta in modo così naturale e veloce, che nessuno dei due si era mai posto troppe domande sul.. dopo. Avevano continuato le loro vite, insieme.

Avevano deciso di comune accordo di lasciare insieme la tana, e trasferirsi in un piccolo appartamento poco distante da Diagon Alley, dopo che lei aveva preso i MAGO, e da allora convivevano come una tranquilla coppietta. Ma poi si erano fossilizzati lì, e tra una cosa e l'altra erano passati già 6 anni.

Nessuno dei due aveva mai spinto per avere qualcosa di più. Ogni tanto Ron cercava di estorcerle qualche possibile nome di ipotetici futuri figli, ma Hermione aveva sempre intuito, con ragione, che il suo ragazzo non aveva intenzione di fare ulteriori passi avanti.

Questo da un lato la rattristava; d'altronde vedere i loro migliori amici sposati e già genitori di un bimbo, le aveva messo un filo d'ansia. Dall'altro però le andava bene così, in quanto non avrebbe saputo gestire in questo momento della sua vita un bambino, e, a dire il vero, non era mai stata una priorità per lei diventare madre.. si poteva aspettare.

Stava per riportare la tazza sul lavello della cucina, quando sentí picchiettare alla finestra: un gufo. Forse era Ron che l'avvisava di un ritardo.

La ragazza gli aprí la finestra e lasciò entrare l'animale. Un gufo del Ministero.

Dopo averlo ricompensato con un biscottino, aprí la lettera che le aveva portato. Era di Harry:

Cara Hermione,

scusa l'ora, ma avrei un urgente bisogno del tuo aiuto qui al Ministero, per un caso che sto seguendo piuttosto delicato. Non c'è nessun altro a cui possa chiedere purtroppo.. appena ti dirò capirai il perché.

Sta di fatto che, ancora una volta, sono certo di qualcosa che.. non posso provare. Non senza il tuo aiuto, almeno.

Ti aspetto il prima possibile,

Harry.

//Maledetto// - another Dramione story -Stories to obsess over. Discover now