Le bianche e fredde lenzuola di seta dell'hotel non sono niente in confronto a quelle calde e stropicciate di casa nostra. Mi rigiro tra le dita la fede mentre ti immagino con le mani tra la testa. Ti ho lasciato l'anello di fidanzamento sul comodino, la lettera che si trova al di sotto ti avvisa che me ne sono andata.
''Thomas 15/09/2015" recita la fede al suo interno. Sono passati esattamente 5 anni e un brivido mi percorre la schiena mentre il ricordo di te che, con la mano tremolante, me la inserisci al dito sfiora la mia mente, facendomi velare gli occhi.
Non avrei mai pensato di andarmene, avrei voluto trascorrere il resto della mia vita tra le tue braccia, ma ho deciso di non essere egoista.
Il telefono continua a squillare ma non ho intenzione di rispondere. I messaggi intasano la memoria, sono tentata di ascoltarli ma sentire la tua voce mi ucciderebbe.
Delle risate in lontananza mi destano dai miei pensieri. Mi alzo di fretta per guardare fuori dalla finestra, le dolci onde del mare fanno da sottofondo al passare dei minuti. Una coppia di giovani corre sulla spiaggia a piedi nudi, il ragazzo la solleva e lei ride di cuore. Non può non tornarmi alla mente il momento in cui mi hai chiesto di sposarti, eravamo nello stesso punto di quei ragazzi, ridevamo come due scemi e tu sei diventato serio all'improvviso.
"Sposami" mi dicesti guardandomi.
"Thomas tu sei matto" replicai sconvolta, volevo sposarti, non desideravo altro, ma mi avevi colto completamente di sorpresa. Un sorriso spuntò sul tuo bellissimo volto, delle piccole rughette di espressione si fecero spazio al lato degli occhi, quegli occhi scuri e profondi che mi avevano fatto innamorare di te.
Mettesti una mano nella tasca e tirasti fuori una piccola scatolina bordeaux.
"Nicole Evelyn Whitman, sei la donna della mia vita, mi vuoi sposare?" proferisti speranzoso, il cuore mi esplodeva nel petto e tutto ciò che mi circondava era improvvisamente sparito, c'eri solo tu per me.
"È tutto ciò che voglio Thomas" dissi prendendoti il volto tra le mani. Ti alzasti contento e mi sollevasti facendomi ridere di cuore.
"Ti amo da morire Nicole, non sono mai stato così felice in vita mia" mi baciasti con una delicatezza ed una passione senza precedenti. Eri tutto ciò che volevo e il sentimento non è cambiato. Ma non posso più tenerti al mio fianco.
Ricordare quel momento di felicità assoluta mi fa male al cuore e sono costretta a sedermi nuovamente sul letto. Fisso il pavimento mentre mi sento persa. Tento di ragionare su come proseguire la mia vita, come dire ai nostri amici che il matrimonio è finito, dove andare ad abitare, ma tutto nella mia testa non ha senso perché casa per me sei tu.
Mi decido ad afferrare il telefono e ad ascoltare i messaggi, sono passate solo poche ore ma la tua voce già mi manca.
''Amore dove sei? La cena è pronta, ti aspetto '' recita il primo messaggio.
''Nicole tutto bene? Mi devo preoccupare?'' un altro messaggio. Da lì in poi venti chiamate perse e diversi vocali. Li faccio partire uno dietro l'altro mentre il battito del cuore mi rimbomba nelle orecchie.
''Amore... amore ti prego rispondimi ''
''Amore sono preoccupato ti prego rispondi al cellulare''
''Nicole perché non mi rispondi, sono preoccupato''
Gli orari sullo schermo segnalano il passare di diversi minuti da quel vocale al successivo e posso immaginare il perché.
