<Autrice: Ciao ragazzi prima di lasciarvi alla storia voglio farvi delle premesse importanti, quindi per favore leggete tutto.
La storia tratterà di argomenti delicati, quindi sappiate che ci saranno scene particolarmente pesanti, con questo intendo parti con violenza fisica inflitta e autoinflitta, ci saranno anche scese sessualmente esplicite. Nell'insieme tutto ruoterà nel tema delle dipendenze, sia dalla droga che dalla dipendenza affettiva. Quindi per favore, leggete solo se siete nelle giuste condizioni emotive. Ricordatevi che la droga uccide, sia il corpo che la mente e questa storia non vuole in nessun modo essere una spinta in direzioni sbagliate.
Buona lettura ❤️>
Ero stesa nel mio letto, mentre il mondo sembrava scivolare lentamente dal mio controllo.
Era passato quasi un anno. Ci ero riuscita, dopo aver toccato i gironi infernali, dopo essere quasi morta, ero riuscita a disintossicarmi.
Chiusi gli occhi nell'attesa che Morfeo venisse a raccogliermi tra le sue braccia.
Il mio corpo era devastato. Nelle mie vene potevo ancora sentire l'adrenalina, la scossa di piacere che solo una cosa sapeva darmi. Qualcosa che mi stava uccidendo sia all'interno che all'esterno.
Il mio corpo poteva essere pulito, ma la mia testa non lo sarebbe mai stata, mai più.
Il desiderio mi struggeva dall'interno, dilaniava la mia mente come dall'inizio, mentre il mio corpo finalmente era riuscito ad andare avanti e riprendere forma, la mia testa era rimasta indietro. E per quanto la volontà fosse forte, non potevo negare che da un momento all'altro sarei potuta correre dal mio diavolo. Dal mio spacciatore. Lui che non avevo mai visto in viso, ma la sua voce era il mio tormento. Era sempre lì con me. La sognavo la notte, bramavo ciò che lui mi dava e avrei fatto qualsiasi cosa, per riaverla di nuovo.
Pregavo dio di tornare lì, dietro quella porta, dove lui e io, nascosti da quel sottile strano di legno, tramite una fessura scambiavamo la mia dose con i miei soldi.
La sua voce profonda e sicura saettava veloce nella mia mente. Il mio veleno, il mio antidoto. La mia morte, la mia vita. Racchiusi in quelle mani forti, che mi davano quello che io avevo bisogno.
Respirai affondo, sentii l'aria fredda entrare nei miei polmoni e paragonai quella necessità all'ago che sparava la sostanza nelle mie vene.
Chi mi avrebbe mai salvato da me stessa?
~~~{Dream} ~~~
Mi alzai dal mio letto, correndo velocemente via dalla stanza, mia madre aveva un'altro cliente nella stanza accanto e mi disgustava sentire i rumori del suo sporco lavoro.
I corridoi piccoli e sporchi, sapevano di casa. Era il posto preferito quello dove stavo andando o meglio era la mia persona preferita, la mia salvezza, la mia felicità.
Lo stavo cercando, con tutta me stessa.
Lo vidi lì, entrare dall'ingresso di quell'odiato posto, che tutto poteva essere fuorché il luogo adatto per due bambini.
-Reira: "sei tornato, mi sei mancato così tanto!" Gli urlai lanciandomi addosso a lui con le braccia aperte pronte ad abbracciarlo
-XX: "smettila di essere così morbosa, sono mancato meno di dieci minuti." Mi disse infastidito cercando di allontanarmi, ma la mia presa era troppo salda. Rimasi lì immobile, lui finalmente aveva smesso di dimenarsi e si era arreso a quel contatto. Adesso stava ricambiando.
-Reira: " rimani con me?" Gli chiesi spostando il mio viso prima nascosto dal suo collo candido, mi spostai leggermente per poterlo guardare negli occhi, allentando la presa.
Lui fece lo stesso, lasciando cadere il suo sguardo su di me. Quegli occhi color ghiaccio, così freddi, così tristi. Mi davano tutto quello di cui avevo bisogno. Bastava questo per capirci, non avevamo bisogno di parole.
-X: "resterò con te" mi accarezzò la testa
-Reira: "per sempre?" Spostai le mie piccole mani sulle sue guance delicatamente, mentre un sorriso nasceva sul mio viso.
-X : "sempre" mi rispose sorridendo lievemente anche lui.
Potevo essere ovunque, ma con lui sarei sempre stata a casa.
-Reira: "ti amo, Levi" gli dissi mentre accarezzavo le sue guance studiandolo "Ti amo come si amano i grandi" ripetei più convinta mentre il suo lieve sorriso si faceva più marcato.
-Levi: "ti amo anch'io" mi diede un bacio sulla guancia, si allontanò piano, rompendo il nostro contatto e mi prese per mano costringendomi a seguirlo.
Arrivammo dentro una camera buia e sporca, simile alle altre ma contemporaneamente diversa. Questa era la stanza di Levi e di sua madre. Il mio rifugio.
-Levi: "mamma, sono qui" disse a gran voce mentre sua madre nel letto si voltava verso di lui per osservarlo.
-kuchel: "ben tornati amori miei" ci guardò teneramente con un sorriso meraviglioso, lo stesso sorriso di Levi.
-Levi : "mamma, dov'è il dottore?" Gli chiese preoccupato
-kuchel: "tesoro, è appena andato via, ha detto che non sarà necessaria un'altra visita" sorrise ancora guardandoci "siete la cosa più preziosa che ho" si alzò dal letto e abbracciò entrambi.
Lei era quella che consideravo la mia vera madre, quella che si preoccupava per me, lei c'era sempre per me.
-Reira: "mamma" dissi con un filo di voce mentre il suo corpo freddo e ossuto ci circondava. "Posso restare qui con voi?" Continuai tremante per la paura di sentirmi rifiutata. Lei si staccò lentamente. Levi si spostò affianco a me aveva ripreso la mia mano e la stava stringendo forte. Kuchel ci stava guardando, senza proferire parola. Il suo sguardo si era fermato sulle nostre mani intrecciate e la sua espressione perplessa ora si era trasformata di nuovo in un sorriso
-kuchel: "per tutto il tempo che vorrai" mi rispose accarezzando i nostri visi.
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My obsession (Levixoc)
FanfictionDue bambini cresciuti troppo in fretta, nati in una casa di prostituzione si prometteranno a vicenda di rimanere per sempre l'uno accanto all'altro. Ma il destino lì separerà per farli rincontrare dopo molti anni: Reira una tossico dipendente; Levi...
