Uno Strano Natale

343 32 17
                                        

Intro:

Questa è un'opera di fantasia, senza scopo di lucro, ispirata a Miraculous. Nomi e personaggi appartengono ai rispettivi proprietari del marchio.

Detto questo, vi auguro buona lettura.

"Chat, non senti freddo?" - chiese Ladybug, osservando curiosamente lo sbuffo di condensa uscire dalla propria bocca, nel tentativo di scaldarsi un minimo le mani, praticamente paralizzate dal clima pungente della notte.

"Non direi, insettina" - rispose tranquillo il ragazzo vestito di nero, osservando la sua bella compagna, con occhi frizzanti e attenti e sistemandosi attorno al collo la calda sciarpa che la ragazza gli aveva appena regalato.

"Beh, deduco che il tuo Miraculous abbia anche questo potere!" - snocciolò l'eroina, a mo' di pratica constatazione.

"In realtà non ha nessuna proprietà termica!" - le confidò sornione - "Direi che stanotte mi scaldo col cuore!".

"Chat!" - esclamò lei, stavolta stupita - "Anche se stasera è la notte di Natale, come ci riesci a scaldarti col cuore!?!".

"Mi basta essere vicino a te ed il mondo si illumina di colori, così come il mio cuore si incendia di passione, insettina!" - confidò placidamente.

Pur arrossendo, la portatrice del Miraculous della creazione rispose più secca di quanto avesse voluto - "Lo sai che sono innamorata di un altro! Devi metterti in quella testa dura il fatto che tra noi non ci potrà essere nulla in più che amicizia! Non sei stufo di sentirtelo dire?".

Subito, però, si morse la lingua.

Effettivamente, questa non era la prima notte di Natale che trascorreva con Chat e, pur non ammettendolo, quelle ore in sua compagnia erano state la parte più bella della giornata. Vero che c'erano stati i dolci, gli amici, la festa a casa Dupain, ma l'eroina a pois aveva ben capito che la vicinanza al suo gattone di fiducia fosse il regalo più prezioso che avesse potuto ricevere in quel magico giorno. Per lei, Chat Noir era diventato essenziale.

"Scusami!" - si affrettò ad aggiungere, consapevole di averlo ferito ed abbassando gli occhi a terra.

Rimasero in silenzio a guardare uno le stelle e l'altra le proprie scarpe, ancora appoggiati alla ringhiera dell'edificio che, incredibilmente, offriva una panoramica mozzafiato della città, illuminata ed agghindata a festa.

Ladybug puntò - dubbiosa - l'attenzione al ragazzo e ne percepì il cambiamento dello stato d'animo, pur non avendo ancora la forza di guardarlo negli occhi, dopo quella inutile sparata di cui si era resa protagonista un attimo prima.

"Accidenti me!" - pensò, con una strana sensazione nello stomaco, come quando si prende coscienza di averla fatta grossa.

Non andava bene.

"Chat non lo merita!" - constatò tra sé e sé, affranta.

Sospirò e cominciò a raccontare, prima piano, poi come un fiume in piena, cercando di non dare troppi dettagli per non scoprire troppo della propria identità, ma intenzionata ad esser sincera fino in fondo con lui che - lo sapeva bene! - le era sempre stato vicino e che, oramai, riteneva una parte imprescindibile della propria vita - "Non volevo esser sgarbata e capisco come ti senti perché, in realtà, sono io che lo amo... lui ... lui mi considera solo un'amica. Una buona amica, ma niente di più. Forse sono stata io a darmi troppe false speranze, ma la realtà dei fatti è che siamo solo e semplici amici. Questo mi uccide dentro, ma non riesco a non pensarci - e soffrirci! - e, fino a che non mi sarò chiarita con me stessa, non riuscirò ad affrontare altre relazioni. Per questo non voglio illuderti, ma ti capisco benissimo e posso comprendere perché tu ora ce l'abbia con me".

Uno Strano NataleWhere stories live. Discover now