"Katie svegliati!!!"
Ed ecco che la mia giornata inizia. L'urlo di mia madre che rimbomba nella mia bellissima stanza che fra poche ore dovrò lasciare.
Mi infilo le mie pantofole a forma di gatto e mi dirigo verso la porta facendo attenzione a non inciampare in qualche scatolone. Mi soffermo sulla porta per guardare un'ultima volta la mia stanza inondata dalla dolce luce del sole estivo.
Scendo le scale e mi siedo al tavolo in attesa del mio toast preparato, come sempre, da mia madre. "Tieni tesoro" mi dice porgendomi il soffice toast. "Grazie" rispondo sforzandomi di sorridere. "Ehi non fingere con me, so che non è il massimo lasciare tutto questo dopo quello che abbiamo passato, ma vedrai, ti farai nuovi amici" Cosa intende con "dopo quello che abbiamo passato"? Mia madre è rimasta incinta a 20 anni e mio padre, non volendosi prendere la responsabilità di un figlio se ne andò, abbandonando me e mia madre. Da quel giorno siamo solo io e lei. Lei che mi fa la colazione, che mi accompagna a scuola, che porta i soldi a casa; ed io, che mi sono presa un lavoro part-time in un bar per restituirle quel che lei da a me. Ci vogliamo un bene immenso e non mi ha mai fatto mancare niente. Molti dicono che potrei sentire la mancanza di una "figura paterna" ma no, non è così. Lei c'è sempre stata e, così, io per lei.
Finisco il mio toast ed inizio a guardare le notifiche del mio telefono.
10 minuti fa: April "non mi interessa se te ne vai, io ci sarò sempre"
15 minuti fa: @bee0102 ha messo like al tuo post
40 minuti fa: @briannabenson ti ha menzionato in una storia
1 ora fa: April "eiiii oggi è il grande giorno, pronta a cambiare vita? metto ansia scusa ahahah"
2 ore fa: Megan "Come va con gli scatoloni?"
2 ore fa: @highschoolsantamonicati ha inviato una email "Buongiorno signorina Brown, la volevo avvertire che la stiamo aspettando con ansia, passi quel che resta dell'estate in tranquillità, a presto."
Rispondo a tutti velocemente, sono in ritardo. Devo sempre vestirmi e raccogliere le ultime cose per poi caricarle sul furgone che porterà tutto sull'aereo e poi direttamente a Santa Monica.
Vado in camera e mi inizio a vestire, mi metto una maglia gialla, magari riesce a darmi un po' di allegria, e dei jeans skinny davvero molto carini che mi regalò April per il mio compleanno. April c'è sempre stata e l'idea di doverla abbandonare e andare quasi dall'altra parte dell'America è la cosa che mi rattrista di più.
Raccolgo con le lacrime agli occhi le ultime cose e aiuto mia madre a portare gli scatoloni e le valigie sul furgone.
"Pronta?" mi chiede mia madre con un sorriso davvero molto rassicurante cercando di rendere il tutto meno triste. "Aspetta" grido nel mentre corro per andare a dare un ultimo sguardo alla mia camera mezza vuota.
Apro la porta e mi ritrovo davanti lo specchio appeso al muro, l'armadio accanto e, nella parete opposta, il letto accanto alla finestra.
Sembra che non ci abbia mai abitato nessuno, chissà chi verra a dormire nella mia camera, chissà chi prenderà il mio posto a scuola. "Katie tesoro dobbiamo andare" urla mia madre interrompendo i miei pensieri. "Arrivo mamma" dò un ultimo e malinconico sguardo alla camera e chiudo la porta lasciandomela alle spalle, cosi come dovrò fare con la mia vita perfetta qui a New York.
"Eccomi mamma scusa" dico salendo velocemente in auto "Non preoccuparti" mi rassicura.
Partiamo e mi metto a guardare fuori dal finestrino le case che scorrono veloci. Di colpo mi tornano in mente i ricordi più belli passati qui. Qui c'è la mia intera vita, sono nata e cresciuta qui e non avrei mai pensato una vita al di fuor di questa città. Ma purtroppo il lavoro di mia madre ci ha costrette a cambiare e quindi eccoci qua, quasi alla nostra nuova vita.
Tra pensieri malinconici e ansia per la nuova vita siamo arrivate all'aeroporto, colmo di gente.
Scendo di macchina e intravedo una testa piena di capelli rossi avvicinarsi, poi capisco: "April" urlo: "Katie" mi abbraccia. Questo abbraccio era quello di cui avevo bisogno: pieno di tristezza e di rassicurazione "La distanza non ci separerà vedrai" dice lei, interrompendo l'abbraccio. "Dobbiamo fare una specie di piano allora, ci scriveremo la mattina appena sveglie, il pomeriggio dopo pranzo e il pomeriggio dopo la lezione e per ultima, ma non meno importante, dopo cena per raccontarci tutto quello che è successo e che non abbiamo avuto tempo di raccontarci prima" inizia a dire lei, non credevo che un essere umano fosse in grado di dire cosi tante parole in cosi poco tempo.
"Perfetto allora" dico con le lacrime agli occhi. Mia madre, che era andata intanto a controllare le valigie torna e i nostri ultimi minuti insieme finiscono.
"Allora ciao sorella" mi dice April allontanandosi. "Ti voglio bene" rispondo. Mi giro camminando affianco a mia madre e non mi volto più, sarebbe troppo doloroso.
Ci sediamo aspettando la chiamata del nostro volo. L'aeroporto è più grande di quanto mi ricordassi. Cerco di non pensare a quello che lascio ma, bensì, a quello in cui sto andando incontro. Nuova vita, a santa Monica, è una bella città, con molte persone e la nostra scuola è davvero bella, mi troverò sicuramente bene. A questo punto subentra la vocina negativa della mia testa "E se nessuno mi trovasse simpatica?" "E se non riuscissi a fare amicizia?"
Scaccio subito i pensieri negativi, non ha senso soffermarsi sulle cose negative, ormai ci siamo, devo pensare positivo. Non sarà così male santa Monica.
"Chiamata per il volo per santa Monica" ecco il nostro volo, iniziano a tremarmi le gambe e all'improvviso tutto diventa reale. Davvero mi sto trasferendo, davvero lascio i miei amici, davvero cambio scuola. "Scusami, il tuo biglietto?" una voce interrompe i miei pensieri, fortunatamente e cedo gentilmente il biglietto, dopo avermelo ridato la signora mi fa spazio per salire. Io e mia madre ci sediamo. Sono dei posti abbastanza comodi, sono vicino al finestrino, come piace a me.
"Sei pronta?" mi chiede mia madre. "Si mamma, spero di trovarmi bene" le dico, sperando che possa ulteriormente rassicurarmi. "ma certo tesoro, stai tranquilla, sei una ragazza fantastica, magari trovi anche il fidanzato" mi dice ed insieme ci mettiamo a ridere. Ad interrompere le nostre risate è la voce che dice di allacciare le cinture e di stare seduti al proprio posto, ogni volta che la sento mi ricorda la mia prima volta in aereo, mi misi a piangere sentendo quella voce perché ne avevo paura, ancora oggi mi viene da ridere a pensarci.
Vedo gli alberi scorrere velocemente davanti a me e dopo poco inizio a vedere il mondo abbassarsi, o meglio, l'aereo alzarsi. Ogni volta che da piccola andavo in aereo avevo paura di volare, quindi mia madre mi diceva sempre che non stavamo volando, ma era la Terra che si era momentaneamente abbassata.
Arriva la sera e si, siamo ancora in aereo, cerco di dormire chiudendo gli occhi e cercando di ignorare l'uomo che russa dietro di me.
Chiudo gli occhi e penso che quando li riaprirò, sarò a santa Monica.
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Spazio Autrice: ehi spero di non avervi annoiati, scusate per eventuali errori
Se vi è piaciuto lasciate una stellina :) grazie per aver letto il primo capitolo spero la storia vi abbia incuriosito.
YOU ARE READING
La ragazza di New York || wattys2020
Teen FictionKatie, ragazza abitudinaria e da sempre una perfetta newyorkese, si trova costretta a cambiare vita spostandosi da New York a santa Monica. Qui incontra, poi, Vince, che che le stravolgerà la vita. Riuscirà, la piccola Katie, a gestire amicizia, amo...
