Sei altamente scopabile stasera

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Nata aveva finalmente finito di prepararsi e Guè la stava aspettando ansioso sotto le scale. Lei aveva insistito tanto perchè lui indossasse uno smoking nero, voleva che fosse elegante e infatti eccolo lì, stranamente, con uno smoking che io non vedevo più da anni.

Fede invece mi faceva ridere com'era vestito: aveva una t-shirt con la ciambella di Homer Simpson stampata in mezzo, era carina e faceva venire fame, poi indossava un paio di jeans neri e le sue amate Puma.

Natalia scese elegantemente le scale, era abituata a camminare bene e con i tacchi dato che faceva la modella, ma quella volta ci mise tutta se stessa. Portava un vestito lungo, da sera, nero senza bretelle, con spaccatura sulla gamba destra, firmato Chanel. Aveva raccolto i biondi capelli in uno chinion leggero e disordinato, trucco pesante e accessori giusti; non l'avrei mai detto, ma era bellissima.

Inutile dire poi che Guè rimase letteralmente senza fiato, gli sudavano e tremavano le mani ed io non l'avevo mai, e dico mai, visto così.

Si scambiarono un bacio e dei leggeri sussurri, mentre Fede invece mi tirava il braccio perchè non vedeva l'ora di andarsene, mi avrebbe accompagnata lui con la sua auto per dare spazio a Guè e Natalia.

All'inizio non parlammo, io continuavo a preoccuparmi del vestito troppo corto mentre tentavo sempre invana di abbassarlo.

"Comunque non devi imbarazzarti del vestito." Disse d'un tratto Fedez sorridendomi.

Lo guardai un attimo. "Parli tu con la ciambella sul petto."

Rise. "Io non mi vergogno della mia ciambella: ha diversi significati e mi piace."
Pessima. Davvero pessima.

Feci una faccia disgustata per poi cambiare argomento. "Fede... non te l'ho detto prima, ma volevo scusarmi per il fatto di Giada."

Stavolta lui alzò un sopracciglio non capendo chi fosse Giada, ma poi si rese conto che avevo sbagliato nome. "Giulia." Rise. "Comunque non fa niente... un mio amico ne era innamorato e quindi diciamo che gli hai fatto un favore. Io sto bene." Sorrise.

"D'accordo, non ti ho chiesto di raccontarmi tutta questa storiella. Mi sono scusata e basta." Dissi acida, non capendone il motivo.
Anzi sì. Mi ricordava Emi, quando eravamo in campagna.

Scendemmo dall'auto ed entrammo nel locale. Era più che altro un enorme pub, c'era spazio sufficente anche per una nave da crociera.

"Ah, vi vedo bene insieme." Quella voce.

Mi girai di scatto. Quanto mi era mancata quella voce irritante per tutta la giornata. Non avevo calcolato minimamente il fatto che ci fosse stato anche Emi alla festa.

Io feci l'annoiata. "Chi si rivede..."

Mi guardò e fece una smorfia innervosita. "Quello che ha fermato una tentata scappata di casa."

Non mi piaceva quando Emi faceva il serio incazzato o innervosito o quello che è, avevo avuto modo di capirlo solo in quel momento quel lato brutale.

Fede si avvicinò di più a me cingendomi con un braccio attorno alle spalle. "Che ti prende Emi?"

Lui lo guardò freddo e accanito poi se ne andò.

Io mi divincolai liberandomi da Fedez. "Quando comincia la festa avvisami."

Andai a prendermi una bottiglia di Martini dal bancone e uscii dal retro. C'era un giardino bellissimo e buio lì, illuminato con delle piccole lucine lungo il vialetto dove si trovavano delle scale con gradini lungi ricoperti da erba.  Non faceva molto freddo per fortuna.

Aprii la bottiglia e iniziai a bere mentre salivo molto lentamente le scale evitando di cadere con quei enormi tacchi. Scoprii che là in cima si trovava una specie di panchina bianca, intorno dei lampioni all'inglese e sopra ci stava un tettuccio bianco che probabilmente doveva riparare dalla pioggia.

Mi sedetti goffamente sulla panchina continuando a bere.
Questa è la serata di cui Guè mi voleva parlare, ok. Speriamo non vada tutto a rotoli, in fondo è il loro anniversario ed io ancora non ho capito perchè non se lo sono festeggiati da soli.

"Lasciamene un po'." Emiliano si sedette accanto a me.

Lo vidi togliersi la felpa e buttarla per terra rimanendo solo in una canotta bianca aderente che metteva in risalto i suoi addominali scolpiti. "Tu odi la gente più di me."

Mi prese il Martini dalle mani. "E secondo te io mi levo dai coglioni per far comodo a loro?" Bevve a lungo senza fermarsi e ciò gli bruciò alla gola. Poi si piegò appoggiando gli avanbracci sulle ginocchia e iniziò a squadrarmi per bene, partendo dalle gambe.

Sorrise come un cretino. "Sei altamente scopabile stasera sai?"

Quelle parole mi diedero fastidio e tentai di abbassarmi ancora il vestito. "Trovane una che soddisfi i tuoi bisogni." Mi ripresi la bottiglia e bevvi, poi mi alzai.

"Giusto, tu hai Federico. Ha lasciato perdere Giulia per provarci con te." Non capivo se era ubriaco oppure era proprio il suo modo di fare. "È stato un idiota a credere di potercela fare." Si alzò anche lui e venne verso di me.

Le sue dita sfiorarono la mia pelle provocandomi dei brividi in tutto il corpo, il suo viso era troppo vicino al mio e sentivo il forte desiderio di baciare quelle labbra così fottutamente perfette.

Lui mi stava mettendo alla prova però, sicuramente voleva vedere fino a che punto avrei resistito.

Feci una sceneggiata iniziale che consisteva nel far scivolare la mano sul suo petto, ciò lo fece sorridere soddiafatto, ma poi lo spinsi via e me ne tornai al pub infastidita.
Emi era troppo arrogante.

Scordarmi chi ero (Emis Killa and Fedez fanfiction)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora