Things Has Gotten Closer To T...

By loveisintheair95

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E’ strano, facendo la scelta di affrontare il proprio passato, ci si sente quasi come se si stesse dirigendo... More

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By loveisintheair95


12.

L'ultimo giorno del mondo, Harry si sveglia presto.

Il cielo è ancora scuro essendo mattina presto mentre sveglia Louis con un bacio, la camera da letto nuota nell'ombra e nella debole luce del sole.

Louis geme in quel modo sonnolento che fa ronzare tutto il corpo di Harry con calore e eccitazione, e questa volta, fanno l'amore lentamente.

Questa volta, fanno l'amore come se avessero tutto il tempo del mondo.


Un'ora dopo, la casa diventa rumorosa quando il resto dei ragazzi si sveglia.

Si ammucchiano tutti giù in cucina, dove Liam ha sistemato cinque tazze fumanti di latte caldo e miele sul bancone, e Harry beve il suo lentamente, lasciando che il calore corra giù per la gola come il sole. Si siedono in silenzio, e poi, dopo che tutti hanno lasciato le loro tazze nel lavandino e si sono messi cappotti e guanti e stivali escono di nuovo, oltre la neve e il recinto di legno rotto, oltre i boschi pieni di ghiaccio e soffice luce solare, e fuori sul laghetto ghiacciato che si trova circondato da pini ghiacciati, completamente rinchiuso.

E' un pomeriggio tranquillo, passa come un sogno.

Nessuno parla molto in realtà e a Harry piace, in qualche modo- gli piace il modo in cui tutti sanno cosa fare senza dover sentire le parole dette ad alta voce. Louis si sdraia sul ghiaccio per primo, e Harry si stende accanto a lui, e poi anche Niall, Liam e Zayn si stanno tutti mettendo giù, rivolti verso il cielo, gli arti ovunque. Che si tratti delle loro ginocchia o delle loro mani o dei loro piedi, stanno insieme. Ed è bello.

Come la sera si avvicina, il mondo si macchia di blu.

Il loro respiro esce bianco e tutto sembra congelato e immobile mentre il sole scende in basso sotto gli alberi, scomparendo. Tutti loro rimangono stesi sul laghetto ghiacciato, e Harry si concentra sul suono di Louis che respira accanto a lui e sulla calda sensazione del braccio di Louis che accarezza il suo. Indossa di nuovo quella giacca rossa, brillante e vivace contro i toni del bianco e del blu dell'inverno, e Harry pensa che avrebbe potuto vivere questo momento per sempre, lui è così dannatamente felice.

"Veloce" dice Niall dall'altra parte di Harry, la sua voce che galleggia nel buio. "Se fossi una parte del sistema solare, quale sarei?"

"Ragazzi, credo che Niall stia bevendo di nuovo", dice Louis, prendendolo in giro.

I ragazzi ridono e Niall li tace, dicendo: "Ehi, sono serio. Se poteste scegliere una qualsiasi parte del sistema solare, che cosa sarei? Nominate qualcosa".

"Penso che saresti Urano, personalmente." Harry sorride, con gli occhi ancora sul cielo blu bianco sopra.

Louis ride, il suono che fa brillare Harry, ma Niall gli da un colpetto con la spalla, scuotendo la testa. "Vola basso, Harry, sappiamo tutti che l'unico ano a cui pensi è l'ano di Lou, ho ragione ragazzi?"

Harry geme fuori un, "Oh mio Dio", ma poi Louis sta dicendo accanto a lui: "Dio, spero di sì" ed ecco fatto stanno tutti ridendo, ognuno di loro, il loro respiro che si gonfia bianco e ghiacciato. Harry non riesce nemmeno a sentirsi più le dita dei piedi ma a lui non importa, sul serio.

Quando tutti si sono calmati e il mondo diventa di nuovo silenzioso, Zayn sospira da dove è steso da qualche parte sopra Harry. "Penso che saremmo stati un sistema solare, tutti noi. Saremmo dei pianeti a parte, ma saremmo ancora insieme."

Stanno tutti in silenzio per un attimo prima che Louis dica, "Questa era la cosa più maledettamente tenera che abbia mai sentito in vita mia", e la sua voce suona come se lui fosse veramente stupito il che li fece tutti ridere di nuovo, ammucchiandosi sopra Zayn e soffocando con baci il suo viso, soffocandolo con amore.

Più tardi, tornano a casa e appendono le decorazioni e le luci per la festa mentre Harry fa le fajitas al pollo sul forno, pensando che se avesse potuto scegliere un modo per trascorrere il suo ultimo giorno, sarebbe stato questo.



Il cielo è scuro quando la gente comincia ad arrivare.

Entrano lentamente, riempiendo la cucina e il soggiorno e il foyer tutto in una volta, riuniti insieme nello spazio come pesci in uno stagno troppo piccolo. Harry non vede nessuno che conosce, e pensa che un sacco di gente abbia sentito aria di festa e abbia deciso di presentarsi, perché il mondo sta per finire, e perché non c'è nient'altro da fare.

Ma Harry ha sempre amato quella sensazione all'inizio di una festa.

E' come se stesse in piedi sul bordo di un precipizio, alto sopra ogni altra cosa, in attesa che succeda qualcosa. In attesa di qualcosa che lo spingerà oltre il bordo di tutto fino a quando non sta cadendo, cadendo, cadendo, fino a quando non sta precipitando verso il basso, fino a quando non sta volando di nuovo su.

La maggior parte del tempo, non succede nulla. Non molto, comunque.

Le feste finiscono e poi lui si sveglia la mattina dopo e va a dormire la sera stessa, il sole che sale e scende fino a quando è tutta una confusione di giorno e di notte, di allora e di oggi, di quello che sarebbe potuto essere e ciò che è veramente.
La casa di Louis sembra più grande stasera.

Anche con le tutte le persone e la musica così forte che Harry la sente nelle ossa, ogni stanza sembra portare da qualche altra parte, nel buio o verso luci colorate e risate, e tutto sembra nuovo e sconosciuto, anche se Harry sta qui da più di una settimana.

Quando arriva in cucina, trova persone raccolte intorno un barile. Niall è lì, con un gruppo di persone che Harry non riconosce. Stanno tutti ridendo e parlando e gridando, ma i rumori si mescolano insieme finché sono solo un suono unico- finché è tutto solo un rumore di fondo, qualcosa in cui Harry può affondare di nuovo. Bicchieri rossi sono disseminati su tutto il piano, insieme a lattine di birra e patatine fritte, e Harry è felice che non dovrà ripulire il pasticcio.

Attraverso il vetro della porta del balcone, riesce a distinguere le sagome di persone in piedi fuori, che parlano e fumano, infagottati in vestiti invernali, le punte arancioni delle loro sigarette che brillano incandescenti contro il cielo nero pece. Nessuno è familiare e tutti sembrano un po' vuoti intorno agli occhi, ma Harry felice. Lo è fottutamente. Tutto il suo corpo brulica mentre la musica pulsa e si muove intorno a lui, scuotendo i pavimenti e soffitti, e lui sta sorridendo senza ragione ora, restando in cucina abbastanza a lungo per riempire la sua tazza con qualcosa di frizzante e forte prima di andarsene, facendosi spazio tra la folla.

Le cose si muovono davanti a lui in una rapida sfocatura mentre lui si fa strada nella la casa- pezzi di conversazione e risate, la sensazione di cappotti e giacche invernali che graffiano contro la sua pelle, l'odore di birra e di fumo, inebriante e nebbioso, tutto che gira e vortica insieme, facendogli venire le vertigini.

Quando raggiunge il soggiorno, si ferma sulla soglia e si alza sulla punta dei piedi, alla ricerca di qualcuno che  conosce. Le persone guardano verso di lui con sguardi incappucciati prima di distogliere di nuovo lo sguardo, i loro corpi incastrati a tempo con la musica. Il soffitto è alto e c'è una palla da discoteca che gira, uno di quelle nere a buon mercato che Niall ha prelevato dal negozio del dollaro l'altro giorno-  riversa schemi di colori per tutta la stanza, fasci di luce rossa e blu che colpiscono corpi e ritornano indietro, attaccandosi contro le pareti, trasformando tutto in un labirinto di colori e oscurità.

Guarda in avanti verso l'oscurità, notando che le sedie sono state spinte contro il muro lontano, e che anche il tavolino è lì, già coperto in bicchierini vuoti e bicchieri di plastica.

Le luci cambiano e Harry scorge Liam e Zayn in mezzo alla folla. Le loro sagome sono contornate in luce rossa, le fronti premute insieme mentre ballano, veloci e pulsanti, circondati da persone da ogni parte. Zayn ha una sigaretta tra i denti, ma i suoi occhi sembrano pesanti mentre osserva Liam, si porta via la sigaretta appena un attimo prima di chinarsi, le loro bocche che si riuniscono in un bacio lento.

Harry distoglie lo sguardo. Deve, perché sembra un momento privato, in qualche modo, anche se sono in piedi nel mezzo di una stanza piena. Ma sta sorridendo come un maledetto idiota, non riesce a credere che ci sia voluto così tanto tempo per mettersi insieme, per capirlo.

Passa solo un attimo dopo prima vedere Louis entrare nella stanza dall'altra porta- quella che conduce in cucina invece che in sala- portando una grondante bottiglia di birra e sorridendo. Louis non lo ha ancora notato così Harry si prende il tempo di memorizzare tutto di questo momento.

Vuole ricordare tutto dal modo in cui la luce blu gioca sul volto di Louis come la pioggia, all'odore di fumo e alcol che pende pesante nell'aria, mescolandosi con il fresco profumo di inverno. Vuole ricordare le persone e le risate e le voci che sembrano riecheggiare, diventando aria. La musica si riversa fuori dalle casse provenienti da qualche altra parte in casa, ma nuota intorno a lui, forte e in forte espansione. Gli rimbomba nelle vene come un fulmine, facendo sentire la sua testa spessa e confusa, come se lui avesse potuto volare via.

Louis sta ridendo con qualcuno vicino alla porta, e poi la sua forma si perde nel buio quando la luce verde va via, lampeggiando per la stanza prima di tornare di nuovo, atterrando chiara e elettrica sul suo volto.

Questa volta, sta guardando in direzione di Harry, e poi un secondo dopo i suoi occhi si stanno allargando mentre nota veramente Harry. Dall'altra parte della stanza, il loro azzurro brilla più luminoso della luna piena.

Lo spazio tra di loro sembra infinito, così Harry comincia a muoversi, comincia a spingere attraverso la folla, inciampando verso di Louis mentre il suono della musica pulsante diventa più forte intorno a lui, così forte che riesce a malapena sentirsi pensare. Il mondo sembra girare e sciogliersi mentre Louis lo osserva, allontanarsi dalla persona con cui sta parlando e districandosi attraverso la folla fino a quando sono riuniti in mezzo alla pista da ballo.

"Ehi, Riccio!" grida Louis sopra la musica, sorridendo mentre avvolge un braccio intorno alla parte posteriore del collo di Harry, il labbro della sua bottiglia di birra fresca premuto contro la nuca lì. "Ti sta piacendo la festa?"

"E' bella!" urla indietro Harry, e gli sembra di stare in un sogno.

Le linee del volto di Louis sono taglienti, e le luci verdi sono diventate blu ora- il colore lava la stanza, accendendo i corpi danzanti fino a quando tutto sembra essere sott'acqua, sfocando le sagome in blu elettrici.

Louis si sporge, e quando parla il suo respiro si gonfia caldo contro l'orecchio di Harry, inviando brividi lungo la schiena. "Stai bene!"

Harry ride, premendo la fronte contro quella di Louis mentre chiude gli occhi, cercando di far rallentare tutto o arrestare la rotazione. La bocca di Louis sfiora sopra la sua, ma non si stanno baciando sul serio. Stanno solo ballando, corpi infilati in sintonia con la musica mentre la folla si muove intorno a loro in onde. In questo modo, la musica sembra sciogliersi, ripiegandosi nel buio fino a quando tutto quello che resta è il suono del battito cardiaco di Harry e del respiro di Louis. L'aria è fredda, come se qualcuno avesse aperto una finestra da qualche parte in casa per far uscire il fumo, ma Harry si sente ancora caldo.

E' bel tipo di calore, però, il tipo di calore che viene da una stanza di corpi danzanti e da un'aria piena di fumo di sigaretta, inebriante e remota. La canzone cambia in qualcosa di familiare, e Harry ascolta le parole riversarsi nella stanza come il latte.

Oh, reckless abandon. Like no one's watching you.

I suoi occhi si spalancano, e Louis lo sta fissando in un modo che gli fa bloccare il respiro. Le loro fronti sono ancora premute insieme e stanno girare intorno e intorno e intorno mentre la musica pulsa più forte, scuotendo le ossa della casa.

"E' la nostra canzone, Lou!" grida Harry ridendo ad alta voce. Si sente stordito tutto ad un tratto, amando il modo in cui le luci blu brillano sul volto di Louis e ne illuminano i bordi.

Ricorda un tempo anni fa, quando le luci blu erano d'oro, invece, e tutti i loro abiti erano fatti per l'estate. "Ti ricordi?"

"Sì, mi ricordo." Annuisce Louis, gli occhi pesanti mentre osserva Harry per un momento, e poi si stanno baciando di nuovo.

Succede così in fretta, come secondi che si spostano in minuti, e Harry si scioglie dentro, affondando nella sensazione di labbra e lingue e denti.

Non pensa al sole o ai secondi che si stanno esaurendo. Non pensa al tempo che ha perso o agli errori che ha fatto. Sorride nel bacio di Louis mentre la musica si gonfia intorno a loro, voci e risate che si dissolvono in un rumore di fondo.

Harry lascia la bocca aperta mentre Louis gli lecca il labbro inferiore, e sente un picco di eccitazione allora, caldo e insistente.

In quel momento, è come se ci fosse questo effetto tunnel e Harry improvvisamente sta galleggiando fuori dal suo corpo a guardare da qualche altra parte, in un posto dove lui e Louis sono solo immagini di se stessi. Lo vede così chiaramente così-  vede la birra strabordare dal suo bicchiere, mentre aggancia un braccio intorno alla parte posteriore del collo di Louis, avvicinandolo; vede il modo in cui i loro petti vengono premuti insieme nella penombra, la musica suona lattiginosa e lontana mentre ballano; vede la folla di persone che li circondano, vede le luci accecanti affettarsi nel buio come raggi di luna, tutte verdi e blu e magenta, uno spettro di tutto ciò che non sarà mai di nuovo.

Louis si tira indietro, e il suo respiro è pesante mentre lui e Harry ondeggiano, fissandosi a vicenda mentre il mondo gira intorno a loro. Louis guarda Harry calorosamente, il blu dei suoi occhi che si  perdono nel buio. "Hai paura?"

In quel momento, Louis è la creatura più bella che Harry abbia mai visto, e non si tratta del suo volto, non proprio. Si tratta della luce che vive nel rivestimento della sua pelle, riguarda la forza vitale lì e il modo in cui il suo sorriso sembra splendere. Fa venir voglia a Harry di urlare contro il sole per essere così avido, per dover prendere Louis con il resto di loro- Louis, il distratto. Louis, il coraggioso. Colpito.

Harry deve urlare sopra la musica, le sue parole che escono stabili e morbide mentre Louis lo guarda. "Non ne sono sicuro!"

Louis butta indietro la testa mentre ride, e Harry vorrebbe poter vivere in questo momento per sempre. Ce l'ha già duro nei suoi jeans, e così lascia che i suoi occhi si chiudano mentre la sua testa si appoggia sul luogo in cui la spalla di Louis incontra il suo collo. Il cotone del suo maglione è morbido sulla guancia di Harry, odora di alcol e di qualcos'altro, qualcosa come biancheria pulita e foglie di menta, e Harry non aveva mai saputo che fosse possibile amare un'altra persona così tanto.

La musica cambia poi, diventando qualcosa di molto più veloce, che fa scuotere le pareti. E' una di quelle canzoni elettroniche con l'auto-ton che si trovi suonare alla radio, ma a Harry non dispiace. Un po' gli piace.

La sala nuota con luci e ombre e fumo, e Harry quasi geme quando un suono di qualcosa che si rompe riecheggia forte per tutta la casa, facendo staccare Louis da lui, i occhi azzurri spalancai, mentre si sforza di ascoltare.

"Hai sentito?" grida lui, aggrottando la fronte verso Harry.

Prima che Harry possa rispondere, la voce di Niall riecheggia da qualche altra parte, gocciolando sopra la musica ad alto volume e le risate e le conversazioni. "Maledizione!" Sta gridando: "Perché cazzo l'hai toccato?"

"Oh, Dio." Louis geme ad alta voce, il suo sguardo che si muove verso la porta prima di riguardare Harry, aggrottando la fronte. "Dovrei andare a controllare, vero? Vuoi venire con me?"

"Ti aspetto qui," Harry grida indietro. "Fai veloce!"

"Perché?" urla Louis, sorridendo ampiamente. "Ti mancherò?"

Harry alza gli occhi, combattendo la voglia di sporgersi e baciare Louis di nuovo, sussurrandogli nella bocca, perché, sì. Sì, mi mancherai. Invece, prende Louis per le spalle e lo gira, spingendolo delicatamente nella direzione della cucina. "Sbrigati e basta, va bene?"

"Come vuoi tu, raggio di sole!" grida Louis alle sue spalle, ridendo mentre si allontana e spintona tra la folla. Le tonalità dei suoi capelli ramati si perdono nel mare di corpi danzanti, e Harry sbatte le palpebre, sentendo già il vuoto cominciare a stabilirsi nella bocca dello stomaco.

Le persone si spostano attorno a lui come ombre, solo echi di quello che potrebbero essere di giorno, ma sembrano assolutamente magiche, come quelle ballerine di vetro che erano solite piroettare nel contenitore di gioielli di sua madre. Coglie gli sguardi di alcuni di loro mentre ballano e i loro occhi sembrano vitrei e vuoti, pelle nuda intrisa di fatata luce colorata. La maggior parte di loro sono probabilmente drogati o qualcos'altro, ma a Harry in realtà non importa. Possono fare quello che vogliono con la loro fine del mondo.

I minuti passano in fretta, e la pelle di Harry comincia a prudere.

Inciampa in avanti mentre qualcuno lo spinge in avanti per andarsene in qualche altra zona della casa, e l'aria nella stanza sta cominciando a essere spessa e confusa perché Louis non è ancora tornato e Harry non è sicuro di dove mettersi. Se ne sta in punta di piedi, scrutando la folla per un volto noto, ma trovando nessuno. Zayn e Liam si sono probabilmente spostati fuori in veranda, dove i fuochi d'artificio stanno esplodendo. Harry si tira su il colletto della camicia, cercando di non tossire il fumo nell'aria.

La sua mente sembra vuota, come una televisione pieno di neve.

Non è sicuro per quanto tempo lui stia lì, ma improvvisamente l'idea di una camera da letto vuota al piano superiore, piena di buio e silenzio e di chiazze illuminate dalla luna, sembra stranamente attraente.

Asciugandosi gli occhi, Harry lascia che il mondo si sfochi intorno a lui mentre si muove tra la folla, spingendo le persone e le porte fino a quando sta camminando lungo il corridoio e poi su per le scale, i gradini di legno che  gemono sotto i suoi piedi. Raggiunge la porta di Louis, ruota la maniglia e la apre lentamente, come se avesse paura di trovare gente nuda sul letto.

Per fortuna, la stanza è vuota.

Chiudendosi la porta alle spalle, Harry lascia che la musica cada via fino a che non è altro che un rumore ovattato, un suono lontano e distante, come se le casse fossero state ricoperte da teli. La finestra è un po' aperta, coperta ghiaccio, e l'aria fresca che entra rende più facile respirare, ma il cuore di Harry batte ancora troppo in fretta nel suo petto.

Harry si toglie le scarpe prima di dirigersi verso il letto e sedendosi ai suoi piedi. Mentre si guarda intorno, sembra notare le cose che non aveva mai veramente notato prima- piccoli ricordi sparsi, improvvisamente vengono messi a fuoco mentre i raggi della luna filtrano dalla finestra e colorano tutto in una sorta di strano viola, il tipo di viola con i bordi blu scuro.

Sul comò di Louis, c'è una foto in una cornice d'argento.

Harry si alza, si muove verso il comò come se fosse tirato da qualcosa di più grande di lui, e i suoi occhi si spalancano mentre prende la cornice, sfiorando il pollice sul vetro.

E' una foto che riconosce immediatamente, e non capisce come non se ne sia accorto prima. Nella foto, stanno in piedi sulla riva di una spiaggia congelata, infagottati in sciarpe e berretti, le guance rosa premute insieme mentre sorridevano. L'immagine mostra solo le loro spalle, ma Harry ricorda il modo in cui la mano di Louis era poggiata sicura e ferma sulla sporgenza della sua anca, il calore della sua mano che bruciava sotto il tessuto dei jeans di Harry, bruciando la pelle lì.

Harry lascia che la sua mano accarezzi l'immagine, sopra la bocca sorridente Louis, e poi lui sta ricacciando indietro il calore mentre pone la cornice di nuovo sul comò prima di voltarsi di nuovo, i suoi occhi a viaggiare per la stanza. Un quadrato di piscine di luna sul letto, color inchiostro e pallido, e Harry pensa a togliersi i vestiti e di stendersi in esso, lasciando che la luce lavi la sua pelle e lo calmi. Ma quello sarebbe strano, sarebbe fottutamente strano, così non lo fa.

Improvvisamente, pensa alle fotografie che lui e Louis hanno fatto anni prima, strette insieme in qualche photobooth in un paese in cui si stavano esibendo quella notte- Tokyo, America, Harry non ricorda. I nomi arrivano a lui, sfocati e intercambiabili. Per lo più, si ricorda il modo in cui le loro risate erano soffocate mentre si baciavano, arti aggrovigliati insieme nel buio.

Si chiede se Louis ce le aveva, se erano ancora in giro.

Un minuto sta cercando nei cassetti e controllando tra i libri sulla mensola accanto alla porta del bagno, e poi un minuto dopo è in ginocchio, strisciando sul tappeto finché non scivola sotto il letto, le ombre di luna che diventano buie intorno a lui. Si sposta, stendendosi sullo stomaco prima di appoggiare il mento sulle braccia incrociate, la parte inferiore del letto a meno di un pollice sopra la sua testa.

Il suono della musica è attutito come se dovesse galleggiare per giorni prima di raggiungerlo, e Harry lascia che il rumore lavi via il silenzio, lascia che lo calmi. Il suo respiro è tornato alla normalità ora, e sta guardando il luogo in cui la metà inferiore della porta è visibile nella penombra.

Passa un po' prima che la porta si apra, la musica sempre più forte mentre una fetta di luce arancione sgusci sui pavimenti in moquette, ammorbidendo le ombre della camera da letto. Louis entra dentro- Harry riconosce piedi di Louis ovunque- e poi sussurra, "Harry?"
Harry potrebbe piangere, sapendo che quella voce, quel corpo, se ne sarebbe andato presto.

"Louis," dice, e per qualche ragione sembra che stia supplicando.

Louis entra ulteriormente nella stanza, chiudendo la porta alle spalle. E poi è sfocato mentre lui si inginocchia e alza la gonna letto, abbassando la testa per guardare sotto il letto e sorridendo quando vede Harry lì. "Bel nascondiglio."

Harry ha il mento appoggiato sugli avambracci, così le sue parole sono smorzato quando dice: "Vieni qui".

Louis ha questo sguardo soffice nei suoi occhi e poi è sotto il letto accanto ad Harry, regni lontano dalle luci accecanti e dal sole, e questo, questo è ciò che Harry vuole per sempre. Entrambi sono stesi su un fianco da potersi guardare nello spazio stretto, e Louis sta tracciando la bocca di Harry con un dito dolce, diffondendo calore che riesce a raggiungere anche le parti più profonde di lui.

Harry vuole chiudere gli occhi, affondare in esso, ma non lo fa.

Fissa Louis, guardando il modo in cui il suo volto sembra tutto bluastro e grigio nella penombra. Harry ha così tanti sentimenti dentro di lui, intrecciati e turbinanti, che si espandono in fumo e in polvere. Tutto quello che può fare è cercare di contrarsi, concentrando se stesso nella sua pelle, sempre più a fondo fino a quando tutto ciò che esiste è la sensazione del dito di Louis sul suo labbro inferiore.

Harry si lecca le labbra, tutto il suo corpo ronzante. "Cazzo, ti amo."

Non voglio che questo finisca è ciò che sembra.

Mi sarebbe piaciuto avere più tempo è quello che sembra.

Louis sbatte le palpebre, e i suoi occhi sembrano pesanti mentre si fa più vicino, mettendo la mano nei capelli di Harry, le dita strette lì come se avesse paura di lasciarlo andare. Harry deglutisce, l'eccitazione risvegliata. Il respiro di Louis è caldo mentre preme piccoli baci sulle guance di Harry, fino all'angolo della bocca di Harry, sulle palpebre. Harry esala, stringendo le dita sui fianchi di Louis. Tutto il suo corpo si rilassa mentre si muove nel tocco, pateticamente malato d'amore e di un bisogno di far continuare a fare andare avanti le cose.

"Raccontami una storia", respira contro il collo di Louis, chiudendo gli occhi mentre stringe la fronte sulla gola di Louis. Si sposta in modo da essere steso a metà su Louis, le gambe agganciate insieme in uno strano modo.

Louis preme la bocca contro la corona del cranio di Harry. "Una storia?"

Harry annuisce, la sua voce assonnata. "Sì."

"Va bene," inizia Louis, e Harry pensa che sia bello, il modo in cui la sua voce si ammorbidisce nel buio in quel modo. "C'era una volta, un gigante giallo. Per molto tempo, il gigante giallo era rimasto da solo e lo odiava perché non aveva nessuno con cui parlare, così iniziò a guardarsi intorno per trovare amici con i quali poteva ridere e giocare." Louis si ferma, come se stesse cercando di pensare a cosa dire. Passa un momento prima che inizi a parlare di nuovo. "Un giorno, si imbatté in un pianeta. C'erano persone che vi abitano, così le guardò per un po', -da una certa distanza, naturalmente,- ed fu veramente felice quando si accorse che a loro piaceva averlo intorno. Perché, vedi, senza di lui, il mondo era maledettamente freddo. E voglio dire si congelava, cazzo, babe. Tu sicuramente non saresti durato."

Harry sbuffa fuori una risatina, il suono attutito contro la gola di Louis. Tiene gli occhi chiusi, sorridendo dolcemente. "E perchè no?"

Tutto il corpo di Louis si muove quando si stringe nelle spalle. "Be', perché io non durerei, e tu non riesci ad andare avanti così a lungo senza una coccola."

"Troverei qualcun altro con cui coccolarmi," fa notare Harry, le sue dita che accarezzano la nuca di Louis. Sta mentendo, ovviamente- Louis ha ragione. Harry ha già provato ad andare avanti senza di lui e semplicemente non funziona.

Ridendo, la voce di Louis diventa un sussurro. "Hai finito?"

Annuendo, Harry sorride di nuovo, concentrandosi sul modo in cui il corpo di Louis sale e scende ad ogni respiro. Con l'orecchio contro la gola di Louis in questo modo, riesce sentire il suono nuotante del suo battito cardiaco, di un impulso che si muove lento. Lo rende triste per qualche motivo.

"Grazie," Louis sospira, il dito che traccia schemi sulla schiena di Harry. La sensazione è morbida e nebulosa, il calore si diffonde attraverso la lana del maglione di Harry. Louis continua a parlare e Harry ama il suono. "Come dicevo, il gigante giallo era contento, pensando di aver finalmente trovato alcuni compagni con cui vivere la sua vita. Ma ogni volta che cercava di avvicinarsi a loro, finiva che loro si facevano male. Quella fu la prima volta che si rese conto che non era come tutti gli altri, era una palla di fuoco, in realtà, solo qualcosa alla quale loro non potevano avvicinarsi."

Quando Louis smette di parlare per un secondo, Harry gli dà un colpetto con la sua fronte, sentendosi assonnato e soddisfatto e rilassato. Le sue parole sono sfocate intorno ai bordi. "Continua, Lou. Voglio sapere cosa succede".

"Va bene", dice Louis, e Harry riesce a sentire il sorriso lì. "Quando il gigante giallo si rese conto che avrebbe bruciato ogni persona che avesse mai provato ad amare, divenne davvero triste. La sua luce è divenne, cioè, molto debole, credo- e quando venne l'inverno e cominciò a nevicare per tutto il tempo, pensò che fosse tutta colpa sua. Pensò che tutti i suoi amici sarebbero congelati a morte, giusto, perché non aveva mai visto un pianeta così bianco e freddo prima."

"Cosa ha fatto, allora?" chiede Harry, la testa che nuota.

"Ha iniziato ad avvicinarsi. Suppongo che non poteva farne a meno." Dice Louis, parlando contro la corona del cranio di Harry. "L'inverno si sciolse e le persone furono felici in un primo momento, guardando il cielo per vedere il gigante giallo seduto lì. E al gigante piaceva, la loro attenzione, e lui li amava così tanto che continuava a farsi più vicino".

Harry si acciglia. "Ma non avrebbe fatto loro del male?"

"Ci sto arrivando," sussurra Louis, la sua mano si muove sotto di maglione in pile di Harry, caldo e gentile e costante sulla pelle lì. Harry respira, gradendo il modo in cui Louis puzza di fumo e di qualcosa di pulito mentre parla. "Così, il gigante giallo si avvicinò, e fu così distratto da loro attenzione dopo essere stato da solo per così tanto tempo che non si rese nemmeno conto quando la sua luce divenne troppo forte per loro da sopportare."

Harry spalanca gli occhi, ma tiene premuto contro la gola di Louis il suo orecchio. Gli piace qui, sotto il letto dove la luce della luna non giunge. "Li ha uccisi, non è vero?"

"Temo di sì, riccio".

"Non capisco." Harry si acciglia, non gradendo il modo in cui la storia è finita. Perché non poteva il gigante giallo stare lontano? Perché non poteva trovare amici della propria dimensione, amici che potevano crogiolarsi nel suo calore invece di bruciare? "Pensavo che avessi detto che li amasse."
"Li amava", dice Louis, e la sua voce calda e costante. "Ecco perché non riusciva a stare lontano."

Messa così, Harry suppone che abbia senso.

"Sembra un po' un bastardo".

"Sì." ride Louis, trascinando il pollice sulla scapola di Harry, un piccolo tocco che fa rabbrividire.

"Già. Lo è, non è vero?"

"Un enorme bastardo," Harry respira, l'aria fredda che gela le parti della schiena dove Louis ha tirato su il maglione. "Tutto questo te lo sei appena inventato o cosa?"

"Ci sto pensando su da un po', suppongo."

Harry sta in silenzio per un momento, le sue dita che spazzolano sulla nuca di Louis. "E 'una storia triste", dice alla fine.

"Le migliori lo sono sempre, babe." Risponde Louis, tutto il corpo che si alza mentre espira.

Harry sorride lentamente, sfiorando le labbra contro il pomo della gola di Louis. I suoi occhi sono ancora chiusi. "Mi piace quando mi chiami così."

Non l'ha mai detto ad alta voce, ma ha sempre amato quando Louis lo chiama con nomi del genere- stupidi nomi come babe e baby, Haz e riccio, amore, raggio di sole- piccole cose che sono solo per Harry. Ora, con la fine del mondo sulle loro spalle, Harry non è sicuro perché ci sia voluto così tanto tempo per  ammetterlo.

"Ti piace quando ti chiamo babe?" chiede Louis, sorpreso.

"Mi piace quando mi chiami in qualsiasi modo, ad essere onesto." Harry sorride, ancora parlando contro la gola di Louis. Sta anche dicendo sul serio. Anche il modo in cui Louis dice il suo nome è magia, le linee di ogni lettera che escono morbide e sfocate, ubriache e audaci.

"Davvero.", Dice Louis, ma non è una domanda. Sembra divertito.

Harry annuisce, la fronte che cade sulla spalla di Louis. Il suo stomaco sale e scende come un'onda dell'oceano mentre lui respira- salendo alto, tornando indietro con ogni respiro. Ama sapere che lui non è solo in questo.

Alzando la testa, sta attento a non colpire la parte inferiore del letto mentre incontra lo sguardo di Louis. I suoi occhi sono attenti, blu argenteo nella penombra, e Harry è improvvisamente colpito dalla bellezza di tutto questo. La tristezza nuota nel pozzo della sua pancia, però, vuota e fredda, mentre si ricorda che entrambi se ne saranno andati entro domani mattina. Entrambi saranno polvere.

"Ti amo davvero, cazzo", dice Louis dopo un po' di silenzio.

Harry sorride, lento e vertiginoso, il suo volto in bilico su quello di Louis come se fosse sul punto di protendersi per un bacio.

I loro corpi sono allineati in modo che si corrispondono adesso-  fianchi contro fianchi, spalle contro spalle, le mani di Harry nei capelli di Louis, le mani di Louis sulla schiena di Harry. E' una meraviglia come entrambi possano stare sotto il letto, e sono così vicini in questo modo, la bocca di Harry che sfiora il mento di Louis in un modo che gli manda i brividi. E' certo che voleranno via nel momento in cui si separano, che si muoveranno attraverso le pareti e attraverso i mattoni della casa come nebbia, evaporando nel nulla, nel tutto, l'inverno li inghiottisce prima che lo faccia il sole.

"Lo so," mormora Harry di nuovo, le parole offuscate contro il mento di Louis mentre lo bacia. Quell'unico tocco sembra trasmettere un ronzio in tutto il suo corpo, e lui pensa alla festa al piano di sotto, le luci e il fumo, la stanza che gira in un mondo di colori e suoni. La musica scorre nel silenzio della camera da letto, muto e strano, e a Harry non riesce nemmeno a sentirne la mancanza. E' troppo concentrato a baciare le palpebre e il naso di Louis, ad amarlo nei modi in cui solo lui sa fare. Sta stracciando il suo corpo e vorrebbe potersi nascondere lì, vorrebbe potersi infilare tra gli spazi delle costole di Louis. "E ti amo anche io. Penso che tu sei la cosa più bella che abbia mai visto."

"Sei fortunato che Niall non ti ha sentito," dice Louis, deglutendo forte mentre Harry lo bacia di nuovo sulle le palpebre. "Avresti qualche spiegazione da fare."

Harry sorride, guardando Louis mentre le ombre si muovono come fantasmi intorno a loro. "Probabilmente dovremmo andare a cercarli, no?" chiede Harry, la voce appena un sussurro. "Sai, la fine del mondo e tutto il resto."

Louis annuisce, e i suoi occhi sono caldi. "Sì, andiamo."

E poi Harry lo bacia di nuovo, perché non può farne a meno, e perché potrebbe essere l'ultima volta che può farlo in questo modo, morbido e lento e come se stesse cercando qualcosa. Louis respira nella sua bocca ed è come se la sensazione si diffondesse attraverso tutto il corpo di Harry fino a quando è tutto ciò che riesce a sentire- i denti di Louis che mordono il labbro inferiore, il petto di Louis premuto caldo contro il proprio, il battito dei loro cuori, insieme, unico.

E' la prima volta dopo tanto tempo che si sente felice, ma così fottutamente triste allo stesso tempo e non è nemmeno sicuro di come spiegarlo, come definirlo, come porlo in un modo che abbia senso.

Sa solo che Louis sta leccando nella sua bocca e gli sta facendo vedere le stelle, l'eccitazione e l'amore che bruciano dentro di lui, così luminosi che li sente nelle ossa e nel sangue. Niente è sfocato o gira insieme.

Tutto è chiaro, tagliente e improvvisamente Harry sta piangendo, tutto il suo corpo trema intorno a un singhiozzo mentre bacia la bocca di Louis più ruvidamente, più duramente, memorizzando il momento nella sua mente come se potesse portarlo con sé ovunque stia andando, come se lo potesse mettere in tasca e rimanere lì.

"Dio, Lou.! Respira, strofinando la fronte contro quella di Louis. La sua voce si rompe mentre comincia a piangere più forte. "Oh, cazzo. Mi mancherai."

Louis inclina la testa verso l'alto, la bocca che atterra in un punto vicino all'orecchio di Harry. "Ehi," sussurra, e la sua voce suona tesa per l'emozione, come se stesse cercando duramente di restare composto, e ciò fece piangere Harry ancora di più. Non riesce a credere che stia finendo tutto, che i capelli di Louis e gli occhi di Louis e le ossa di Louis se ne saranno andati entro domani mattina. "Lo so," Louis sussurra di nuovo, premendo la bocca sulle palpebre umide di Harry, sentendo e basta. "Lo so."

"Maledizione." Harry respira, la sua tristezza che si riversa fuori di lui e si stabilisce tra loro come acqua, spessa e soffocante sotto il letto. Cerca di vedere attraverso di essa, ma le lacrime non si fermano nemmeno quando ricerca le labbra di Louis al buio, tutto il suo corpo che trema intorno a singhiozzi che riecheggiano. "Ricordati di me, va bene? Perché giuro su Dio, Lou, ti faccio un culo così se così ti trovo a galleggiare in giro con la mente di un altro ragazzo nel buio."

Louis annuisce contro la fronte di Harry, ridendo in modo bagnato. "Mi ricorderò."

"Sì?" chiede Harry, tirando su col naso intorno a un sorriso.

Louis lo osserva per un istante, il blu dei suoi occhi brucia luminoso nella penombra. Quando parla, la sua voce è bassa. "Lo farò."

Le loro labbra si incontrano poi, e la bocca di Harry sta cominciando a far male, ma non gli dispiace, e pensa che se potesse ricordare una sola cosa sulla sua vita sarebbe questa- l'amore. L'amore che ha per sua madre e suo padre e i suoi amici, l'amore che ha per i suoi fan, per la gente che gli è rimasta vicina quando il resto del mondo gli ha voltato le spalle. E, naturalmente, l'amore che ha per Louis, luminoso e vivace ed elettrico.
Si baciano come se stessero morendo di fame.

Come se stessero cercando qualcosa o come se l'avessero già trovata.

Harry sta piangendo, e pensa che anche Louis lo stia facendo.

"Tu sei troppo, riccio." Dice Louis quando si stacca, la testa che ricade sul pavimento con un tonfo.

Harry si acciglia, stringendo le labbra, e Louis lo osserva per un attimo prima di alzarsi di scatto e lo bacia di nuovo, solo piccoli bacini, come se non riuscisse proprio a farne a meno, una volta, due volte, e poi altre tre volte prima di staccarsi finalmente.

"Probabilmente dovremmo tornare giù". Dice Louis, e le sue pupille sono grandissime mentre guarda Harry, il loro azzurro sembra acqua ghiacciata. "La fine del mondo e tutto il resto."

Harry sorride lentamente, annuendo, e poi sembra che siano tornati al piano di sotto senza essersi nemmeno mossi.

La festa sta ancora andando alla grande anche se è quasi mezzanotte, e la musica che vibra nel petto di Harry è così forte che riesce a malapena a sentire se stesso pensare. Gli piace, però, si sente come se stesse galleggiando mentre segue Louis tra la folla, facendosi strada contro la marea di persone che si muovono nella direzione opposta. Louis lancia un'occhiata verso di lui, e Harry coglie l'accenno di un sorriso là prima che Louis distolga di nuovo lo sguardo, conducendoli verso il salotto.

Si fermano alla porta del soggiorno, le mani intrecciate insieme mentre guardano le luci lampeggiano in rosso e blu sopra la folla. La gente sta ballando, solo sagome nere nella penombra, i colori si sfocano insieme fino a quando le luci diventano viola, fino a quando tutti sembrano lividi.
Louis gli stringe la mano, accennando a un posto dall'altra parte della stanza.

Harry segue il suo sguardo, notando Niall in piedi vicino alla porta che conduce di nuovo in cucina. Sta chiacchierando con Liam e Zayn, e i dettagli delle loro facce sono macchiate dal fumo nell'aria. Come se potesse percepire lo sguardo di Harry, Niall improvvisamente si guarda intorno nella stanza, sorridendo ampiamente quando i gli occhi si posano su Harry. E poi passa solo un secondo prima che anche Zayn e Liam alzino lo sguardo, tutti e cinque i ragazzi che guardano l'un l'altro mentre i colori lampeggiano e girano intorno a loro.

Non hanno nemmeno bisogno di parlare.

Louis annuisce solo verso il corridoio dietro di lui e Harry,- quello che conduce alle scale e la porta d'ingresso- e all'improvviso gli altri ragazzi si stanno facendo strada attraverso la stanza come se fossero tirati da qualcosa, sgomitando attraverso il danzare, il fumo blu e le luci.

Harry sorride, voltandosi per seguire Louis lungo il corridoio e nel foyer, dove raggi di luna passano attraverso i quadratini di vetro della porta, gettando disegni lattiginosi di luminosità su i pavimenti in cotto. Zayn e Niall e Liam sono dietro di lui un attimo dopo, e poi si stanno tutti vestendo lentamente, silenziosamente- mettendosi su i cappotti e i cappelli e i guanti, per stare al caldo. Harry tiene una mano sul pannello di legno del muro mentre si mette le scarpe, e poi Louis apre la porta e escono tutti fuori di casa e nell'aria ghiacciata dell'inverno.

"Fa maledettamente freddo qui fuori," mormora Liam, respirando nelle sue mani mentre camminano lungo i gradini della veranda, la neve e il ghiaccio che scricchiolano sotto i loro stivali. "Si potrebbe pensare che faccia più caldo con un brillamento solare in arrivo, non è vero?"

Harry annuisce, la sua spalla che urta quella di Louis mentre si fanno strada tra le auto coperte di neve allineate sul viale, tutte loro sconosciute.

"Ho sentito che la stanno prendendo abbastanza male in America", spiega Niall, voltandosi verso di loro con le mani spinte in profondità nelle tasche. Il suo respiro esce bianco, abbagliante contro il cielo nero pece. "Robe assurde, amico. A quanto pare le finestre dei negozi sono state distrutte fuori sulle strade e tutto il resto."

"Davvero." Harry dice divertito per il modo di atteggiarsi di Niall come se sapesse di cosa sta parlando, anche se probabilmente non è così. Smette di camminare quando raggiungono il furgoncino di Louis, che è parcheggiato sulla strada di fronte alla cassetta postale. "Dove l'hai sentito?"

Niall si stringe nelle spalle, facendosi strada verso il luogo dove il furgoncino di Louis è parcheggiato sulla strada. "E' su tutte le news."

Louis ride, le chiavi della macchina che tintinnano mentre le prende dalla tasca e inizia a controllarle, alla ricerca di quella giusta. "Entrate nel furgone, ragazzi. Harry, baby, tu stai davanti."

Harry sorride, il calore si diffonde attraverso di lui come un fuoco. "Okay."

"Ovvio che Harry sta davanti." Dice Zayn, scuotendo la testa mentre apre lo sportello del furgone ed entra dentro, Liam segue dopo di lui.

"Dio, Zayn, amo quando diventi geloso." lo stuzzica Louis, scivolando in macchina e chiudendosi la portiera alle spalle con un tonfo.

Harry sorride e si dirige al lato del passeggero, attento a non scivolare sul ghiaccio mentre ci sale dentro, sbattendo i denti quando l'aria diventa ancora più fredda. Si sfrega le mani sul grembo dei jeans, riscaldandole. Il parabrezza è coperto di brina.

"E se qualcuno di voi inizia a pomiciare qua dentro, mi butto fuori sulla strada." Dice Niall, la sua voce smorzata mentre si allunga una trapunta spessa sul grembo, mettendosi a suo agio. "Inoltre, mi sa che mi sentirò un po' lasciato fuori se lo farete."

"Non ti preoccupare amico. Puoi unirti a me e Harry se succede". Risponde Louis, allacciando la cintura nel sedile del conducente.

"Davvero non so quello che vedo in te", dice Harry.

Il motore parte quando Louis inserisce la chiave nell'accensione, prima di lanciare un'occhiata a Harry, inarcando le sopracciglia. La luce della luna fa sembrare un lato del viso argento. "Ti rendi conto che hai quattro capezzoli."

"Ehi," Harry si acciglia, cercando di non sorridere quando Louis gli sorride.

I ragazzi stanno ridendo sul sedile posteriore, e tutto sembra caldo e leggero e nebbioso. Harry da un'occhiata fuori dal finestrino, dove la casa di Louis si trova in lontananza, solo a metà visibile attraverso gli spazi tra gli alberi, ed è coperta da luci colorate e neve. Si chiede improvvisamente come apparirebbe nel periodo estivo.

"Sul serio, però," Louis inizia un attimo dopo, mentre comincia a guidare, parlando più tranquillamente questa volta, come se le sue parole fossero destinate solo a Harry, "So per certo quello che vedo in te."


La fine del mondo è molto più luminosa di quello che Harry si aspettava.

Mentre Louis li guida giù lungo tratto di strada, Harry tiene gli occhi sul mondo fuori dal finestrino. Il cielo di mezzanotte è del colore del latte fresco, bianco brillante e accecante, si rovescia fuori su tutto. E' strano, perché lui non ha mai visto un cielo così pallido alle due del mattino, ma è anche in un certo modo piacevole allo stesso tempo.

Sembra che il momento sia congelato, intatto.

Non c'è alto né basso, niente lati o soffitti- è come se stessero guidando nel bianco, nel nulla, i pini che inquadrano la strada li passano sfocati.

Come i fantasmi, Harry li può solo vedere solo se ci mette abbastanza impegno.

"Dannazione", spiega Niall improvvisamente, la sua voce che galleggia dal sedile posteriore, dove è infilato in coperte e trapunte, gli occhi azzurri diretti nella nebbia bianca. "Questo è una vera e propria merda stile fine del mondo, non è vero?"

"Sono abbastanza sicuro che sia questo il punto, Niall." Risponde Liam, ma Harry pensa di sentire un sorriso là.

"E' come una torcia elettrica o qualcosa del genere", aggiunge Zayn.

Harry guarda nel riflesso dello specchio della macchina per vedere Zayn seguire lo sguardo di Niall, le sopracciglia scure aggrottate alla vista di quello che c'è dietro il finestrino coperto di ghiaccio. La luce sta rubando il loro viso lentamente, ammorbidendone i bordi, e Harry sorride quando si accorge che Zayn sta tenendo la mano di Liam ma ha anche un braccio intorno alle spalle di Niall, tutti collegati tra loro.

Harry sorride, tornando a guardare fuori dal parabrezza anteriore mentre accelerano ulteriormente sulla strada. Il fango scatta come ramoscelli sotto i pneumatici usurati della macchina mentre Louis guida. Ci sono solo Harry e i suoi quattro ragazzi e il lungo tratto di strada davanti, la strada e la nebbia bianca e il sole che getta ombre di nulla attraverso il parabrezza, pallide ombre che illuminano la sua mano stretta con quella di Louis e l'accogliente pienezza del sedile posteriore. Niall sta ridendo mentre guidano verso l'orizzonte, accelerando sempre più veloce fino a quando la nebbia bianca non è altro che una cosa che li offusca, rimbalzando tra i finestrini delle auto, come una grande scia luminosa.

Dopo un po' di silenzio, Louis porta il dorso della mano di Harry fino alla sua bocca, sentendola e basta, sentendola semplicemente lì.

L'intero corpo di Harry sembra come se stesse bruciando oro.

La luce si sposta e improvvisamente il sole è visibile all'orizzonte, la luce arancione chiaro che si diffonde come un mandarino effervescente sulle strade bianche e sugli alberi resi bianchi dalla neve invernale.

Non è spaventoso: è emozionante, e Harry si rende conto per la prima volta che non ha senso la vita se questa viene sprecata. Non ha senso, se non fai quello che vuoi, quello che ti piace, ciò che ti fa sentire le ossa come se non fossero nient'altro che polvere di stelle e cose che galleggiano.

Tutti i suoi ricordi gli stanno tornando alla mente, momenti che la sua mente ha catturato nel corso degli anni, e i loro dettagli sono tutti granulosi e sbiaditi come fossero stati sbiancati dal sole.

Lui a tre anni, addormentato nel giardino di sua nonna- lui a dodici anni, che sale sull'albero cortile pensando che lo avrebbe portato sulla luna- lui a sedici anni, che incontra i suoi ragazzi per la prima volta, una scintilla che si dispiegava dentro di colui facendolo diventare impavido.

Tutte queste cose sono le cose che si ricorda.

Tutto il resto è irrilevante, intercambiabile, e una risata sgorga in gola quando finalmente vede la chiarezza di tutto questo, la verità di base.

Ama quello che ami, chi ami, e non essere silenzioso a riguardo.

Le memorie schioccano indietro mentre una sensazione di inondazione di calore attraversa il suo corpo- una sensazione di calore, non di bruciore- e poi tutto erutta, diventando di un bianco luminoso e accecante. Hanno aperto i finestrini dell'auto, così Harry deve strizzare gli occhi contro la luce mentre gira la testa di lato, il vento freddo che si inoltra tra i capelli e attraverso i vestiti, pieno di neve. Louis guarda verso di lui, senza nemmeno preoccuparsi di guardare più la strada, e il cuore di Harry si gonfia quando si rende conto che anche Louis sta ridendo. E' come se il sole si stesse riversando da i denti e da i suoi pori mentre il vento attorno a loro si fa più forte, più forte, assordante.

Harry sorride, spostandosi sul suo posto in modo da far passare il braccio attraverso il divario tra il finestrino e il poggiatesta del sedile, offrendo la sua mano a Liam, che la prende con un sorriso caldo. Poi guarda come Liam stringe la mano di Zayn forte, mentre Zayn annuisce e stringe la presa intorno alle spalle di Niall, e poi come Niall porge l'altra mano in avanti a Louis, che la prende mentre il vento e la luce si riversano in macchina, il suo piede su pedale del gas l'unica cosa che li spinge in avanti.

"Ragazzi, è stata una bella vita!" grida Louis sopra il rumore, i suoi occhi azzurri che si increspano mentre sorride ampiamente, girando la faccia verso di Harry.

"E' stata fottutamente incredibile!" urla indietro Niall, i capelli biondi che frustano intorno al suo volto, quasi bianco sotto la luce del sole.

"Non cambierei niente!" grida Zayn.

"Perché niente altro si potrebbe mai paragonare!" urla Liam finalmente.

Le sue parole sono quasi perse per il vento che li circonda, ma Harry le sente forte e chiaro. Si siedono accanto a lui e sembrano vere. Così ride- ride e sorride e brilla, perché è tutto quello che ricorda come fare in questo momento, con il sole piazzato all'orizzonte come un promemoria di ciò che sta arrivando. Non c'è tristezza qui. Non c'è rabbia. Dodici giorni erano tutto quello che ci è voluto.

Mentre si dirigono verso il sole, Harry tiene gli occhi su Louis.

La luce è così intensa e il vento è così forte che riesce a malapena a capire qualcosa, ma la bocca di Louis si muove così Harry cerca di concentrarsi su questo, cerca di vedere quello che dice, e non ci riesce, ma poi è come se la voce di Louis stesse galleggiando sopra il caos, suonando forte e chiara.

Ci vediamo presto.

Harry ride, quasi piangendo, mentre stringe la mano intorno a quella di Louis.

La fine del mondo è piena di calore e amore e luminosità. Si erge come la mattina, inghiottendo il buio, e Harry non ha paura, quando il mondo si scioglie o quando la terra ruggisce mentre brucia, mentre si rompe, mentre scompare. Tutto quello che sente è la luce- così tanta luce che lo riempie, che lo assorbe e che lo fa sentire come se si stesse muovendo attraverso un tunnel che lo sta conducendo su, su, su- un tunnel che fa echeggiare tutto, che fa echeggiare le parole, che fa echeggiare le parole di Louis.

Ci vediamo presto, ci vediamo presto, ci vediamo presto.

Il tempo si curva e si ferma e si allunga, ma Harry è già andato, fluttuando nella luce con la speranza che gli brucia nelle vene come un fulmine. Egli si immagina seduto al centro del sole, con la luce che viene in avanti e il buio che va indietro, il buio che scompare.

Pensa solo a cosa significa.


ANGOLINO:

Eccoci alla fine, finalmente!

Prima di tutto spero vi sia piaciuta come è piaciuta a me, ogni volta che leggo la fine mi lascia una sensazione di vuoto e tristezza non so neanche come spiegarlo.

Altra cosa che volevo dire: *si mette in ginocchio* MI DISPIACE MOLTISSIMO PER IL SUPER GIGANTESCO RITARDO, ma credo di aver avuto delle buone ragioni. Tralasciamo il fatto che ho dovuto studiare per l'esame di stato e che questa estate non sono mai stata a casa, ma diciamolo con sincerità:

I 1D MI HANNO ROTTO LE P***E con tutti sti drammi e cavolate che sparano!

Sul serio ero super stressata, e non è possibile essere coinvolta in questo modo per una cavolo di band e stare male per delle persone che manco conosco, per non parlare della schifosa intervista che ha rilasciato Liam ieri! Lasciamo stare va.

Quindi dopo che la storia della paternità di Louis è saltata fuori ho deciso di mollare il fandom perchè, veramente, mi sembra peggio di una telenovela.

Ma poi vado a Londra e indovinate chi incontro?

Liam e Louis!!!!!

Credo che il mondo mi stia pigliando un po' per il c**o. Sembra che ci sia una specie di forza maligna che mi trascina a forza in questo fandom tossico senza lasciarmi scampo. Povera me.

Ora ho deciso di dedicarmi solo più a leggere ff e a tradurle, cercando di stare più lontano possibile da tumblr. (Ma quel sito mi attira come una calamita, come posso fare???!! AIUTO)

Scusate per il mio rant ma dovevo farlo uscire prima o poi.

Prima di salutarvi volevo invitarvi a passare dal mio profilo e partecipare alla mia votazione riguardo la prossima fanfiction che volete che io traduca, se avete qualche suggerimento non esitate a chiedere e se qualcuno vuole chiacchierare a me farebbe molto piacere :)

Grazie di tutto a tutti quelli che hanno seguito la storia!

A presto, spero xxxx

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