The Green Light

By elena_pads

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L.A. California. Bethany Morgan Γ¨ una ragazza in gamba che studia legge per prendere in mano, in un futuro... More

TRAILER
2- Chapter Two
3- Chapter Three
4- Chapter Four
5- Chapter Five
6- Chapter Six
7- Chapter Seven
8- Chapter Eight
9- Chapter Nine
10- Chapter Ten
11- Chapter Eleven
12- Chapter Twelve
13- Chapter Thirteen
14- Chapter Fourteen
15- Chapter Fifteen
16- Chapter Sixteen
17- Chapter Seventeen
18- Chapter Eighteen
19- Chapter Nineteen
20- Chapter Twenty
21- Chapter Twenty-one
22- Chapter Twenty-two
23- Chapter Twerty-three
24- Chapter Twenty-four
25- Chapter Twenty-five
26- Chapter Twenty-six
27- Capther Twenty-seven
28-Chapter Twenty-eight
29- Chapter Twenty-nine
30- Chapter Thirty
Epilogue
Una valle di lacrime, altro che ringraziamenti.

1- Chapter One

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By elena_pads

Quella mattina di metà dicembre il sole splendeva, illuminando la stanza dove dormiva Bethany Morgan. La ragazza si rigirò nel letto morbido per continuare a riposare, di modo che il sole non la svegliasse del tutto. I suoi capelli biondi come il miele le coprirono il viso, mentre la coperta pesante le scoprì una parte del ventre, mostrando la pelle nuda.

Una dolce melodia frantumò il suo sogno di dormire in santa pace, questo la fece infuriare più del dovuto, tanto ché in meno di qualche secondo si ritrovò a bussare violentemente alla porta del bagno. Come si permetteva di alzare il volume di quel frastuono che definiva musica? Pensò imbestialita.

Una chioma di capelli castani le si parò davanti <<Cosa vuoi?>> chiese infastidita Annabelle, la coinquilina di Bethany.

<<Volevo dormire Belle! Non è possibile che quasi tutte le domeniche tu voglia fare il bagno con la musica>> si lamentò Beth. La sua ira si era notevolmente ridotta alla vista della migliore amica. I boccoli castani appena asciutti le illuminavano il viso tondo e gli occhi nocciola, che la guardavano pentita.

<<Scusa, la terrò più bassa>> si scusò quindi Belle, mentre Bethany tornava sotto le morbide coperte. <<Comunque sono le undici e mezza Beth, è ora di alzarsi>> la stuzzicò la castana. La bionda mugolò qualcosa di incomprensibile con gli occhi chiusi. Era domenica e non aveva nessunissima intenzione di uscire dalla loro camera, non prima dell'ora di pranzo almeno.

Bethany ed Annabelle erano compagne di stanza dall'inizio della loro avventura al Pomona College in California. Da allora erano diventate inseparabili, seppur sostenessero due stili di vita diversi, in pochi anni erano diventate amiche per la pelle, conoscendosi meglio di se stesse. Annabelle era una ragazza solare, mattiniera e piena di ottimismo. Vestiva colori sgargianti e amava la sua vita.

Bethany Morgan era leggermente diversa, oltre che all'aspetto fisico, caratterizzato da lunghi, mossi, capelli biondi e grandi occhi azzurri, lei era una persona riservata e poco socievole. Vestiva di colori opachi e non apprezzava molto la strada che stava prendendo la sua vita. Come Belle veniva da una famigli particolarmente ricca, Mr. Morgan infatti era a capo della maggior parte di concessionarie della California e desiderava che la figlia diventasse avvocato, ai fini di dirigere le questioni burocratiche della "Morgan Company". Bethany non odiava studiare legge, solo che non era la sua vera passione. Amava follemente leggere, ed avrebbe voluto leggere per tutta la sua vita, lavorare per una casa editrice e poter pubblicare romanzi di persone ancore sconosciute. Ma il suo destino aveva in serbo per lei un'altra meta, quindi si limitava a studiare e prendere il massimo dei voti, per mantenere il nome della famiglia.

<<Beth hai capito?>> domandò Annabelle uscendo dal bagno e facendo spargere per la stanza un meraviglioso profumo di menta, il bagnoschiuma della ragazza.

<<Cosa?>> chiese Beth, facendo uscire la testa dalla coperta.

<<Richard e quel ragazzo che ti viene dietro saranno qui a breve, devi vestirti..>> ripeté la castana iniziando ad abbottonare un cardigan bordeaux.

<<Si chiama Simon e non mi viene dietro, sta solo cercando di ambientarsi è nuovo poverino>> lo difesi io.

<<Pensala come ti pare, ma sai che ho ragione>> la riprese inarcando le sopracciglia.

Bethany uscii dal groviglio caldo di coperte e si diresse in bagno, ignorando completamente Annabelle. Era vero, se ne era accorta anche lei che Simon le dedicava troppe attenzioni, ma lei non poteva farci nulla, se non trattarlo come un amico.

Conosceva Richard dalla prima lezione di Statistica della sua vita e da allora erano diventati buoni amici, poi lei lo ha presentato ad Annabelle e fra i due era nata una scintilla. Stavano insieme dal primo anno.

Simon invece era nuovo, un dolcissimo ragazzo a cui Beth andò, per sbaglio, a sbattere contro a settembre. Si scoprì che era nuovo, e frequentava l'ultimo anno, veniva da New York ed aveva passato tutti i test per essere alla pari con gli altri. Diventò presto amico di Richard e da qualche mese i quattro passavano le domeniche insieme, oltre che andare alle feste. Una volta le aveva fatto trovare il caffè pronto, ed il giorno successivo le aveva offerto la sua giacca in modo che non soffrisse il freddo, dato che lei l'aveva scordata.

Si lavò il viso prima di passare un velo di mascara sulle ciglia, aveva già gli occhi abbastanza grandi, non le piaceva l'idea di ingrandirli più del necessario.

Bethany aveva la fortuna di essere molto bella, se non fosse per quella macchia verde smeraldo che faceva stonare l'armonia del suo occhio destro. Annabelle le aveva ripetuto che era un difetto molto affascinante, ma non voleva darci molto peso, quello che interessava al genere maschile non era di certo il colore degli occhi, almeno non ai ragazzi del college.

Si vestì in fretta, indossando dei jeans neri ed un maglione verde, molto largo. Si spruzzò del profumo e si pettinò i capelli biondi, raccogliendoli in una coda alta. Mentre recuperava alcuni libri dalla borsa qualcuno bussò alla porta, Annabelle aprì ed entrarono i due ragazzi.

Richard salutò calorosamente entrambe, lasciando però un rumoroso bacio sulle labbra di Belle, mentre Simon tentava di raggiungere Beth per salutarla.

Richard era un ragazzo comune, dai capelli castano scuro con gli occhi verdi, aveva un innato senso dell'umorismo però, e Beth lo adorava per quello. In quanto a Simon non si poteva dire lo stesso, era timido e molto sbadato, suscitava parecchia pena alla bionda. A suo favore aveva la bellezza, castano chiaro con gli occhi azzurri, ma a Beth non bastava.

I quattro uscirono in giardino dove, subito dopo aver preso un caffè si sedettero a ripassare alcuni concetti di materie che avevano in comune.

Dopo un'ora Bethany si ritrovò a spiegare a Simon un passaggio che si era perso, mentre Richard spiegava ad Annabelle..non era sicura che stessero ripassando in realtà.

<<Hai capito?>> chiese Beth a Simon il quale si passò una mano fra i capelli annuendo, senza toglierle gli occhi di dosso.

<<Ovviamente, tu sei una splendida insegnante...grazie>> disse lui tentando di avvicinarsi.

<<Di nulla, hai altro da chiedere?>> domandò lei ingenuamente, mentre il ragazzo le si stava palesemente avvicinando.

<<In realtà sì>> constatò lui sorridendole debolmente e fermandosi a pochi centimetri da lei, facendo scontrare, però, le loro cosce. <<Ti va di cenare con me oggi?>> le chiese tranquillamente.

Tutti i buoni propositi di Bethany di restargli amica andarono in frantumi, o meglio, lei voleva che il loro rapporto non si spingesse oltre a quello che avevano in quel momento, e non le andava di certo di spezzargli il cuore.

<<Mi dispiace avevo promesso a Belle che l'avrei accompagnata al cinema>> provò a dire la bionda. Simon abbassò lo sguardo deluso, ma lo rialzò subito al commento della castana <<Tranquilla Beth ci possiamo andare un'altra volta>> urlò.

Bethany avrebbe tanto voluto sotterrarla o fare in modo che la sua bocca non avesse mai riprodotto nessun suono, ma era troppo tardi, era costretta ad accettare.

<<Mi sembra che tu sia libera..>> riprovò con un ghigno in volto Simon, mentre allungava una mano sulla coscia di Beth, la quale rabbrividì a quel contatto, del tutto inappropriato. <<Sembra di sì>> rispose debolmente, tentando di allontanarsi.

<<Scusa Simon ho delle chiamate urgenti che devo fare, mio padre vuole che gli dia dei consigli..>> esordì Bethany alzandosi da terra. Questa volta era vero, doveva veramente chiamare suo padre.

<<Tuo padre?>> chiese Simon non riuscendo a capire.

<<Sì, mi chiede spesso consiglio su faccende noiose riguardanti la sua compagnia, nulla che non possa affrontare>> spiegò Beth recuperando le sue cose.

<<Suo padre è a capo della "Morgan Company">> intervenì Richard, vedendo Simon ancora perplesso, il quale ricevuta la nuova notizia iniziò a sorridere visibilmente.

<<Così è tutto più semplice!>> esclamò il ragazzo.

Beth lo guardò torvo, non capendo a che cosa si riferisse << Nulla, ti passo a prendere per le 19.30>> disse prima di alzarsi e lasciare il gruppo, non senza averli prima salutati.

I tre amici rimasti si guardarono confusi, era proprio strano quel ragazzo.

Alle otto di quella sera Bethany si trovò immersa in una discussione che riguardava le ossessioni delle persone e non ricordava nemmeno il motivo. Simon l'aveva portata in un ristorante poco distante dal campus, dove avevano ordinato e iniziato a mangiare tranquillamente.

<< Le persone possono essere soggetto di ossessioni Beth>> dichiarò Simon.

<<Quello è stolking>> rispose lei.

<<Dipende dai punti di vista>>

<<Ma quali punti di vista? Una persona con delle ossessioni è disturbata, vive costantemente un proprio disagio interiore>> ribadì Beth sorseggiando un po' d'acqua.

<< Disagio interiore? No no...meglio definirlo un diverso stile di vita>> continuò testardo Simon, cominciando a far leggermente spaventare Beth.

<<Ma se è clinicamente riconosciuta come disturbo ossessivo-compulsivo...come puoi definire un'ossessione uno stile di vita?>> riprovò la bionda.

Simon rise <<Sei informata sull'argomento>> constatò allungando la mano verso quella della ragazza, la quale non poté ritrarla in tempo e fu costretta a lasciarla sotto custodia del belloccio. <<Mio fratello è uno psicologo>> spiegò Beth, momentaneamente in ansia. Non le piaceva parlare di certi argomenti e sicuramente Simon non la stava facendo sentire a suo agio. Il ragazzo annuì mollandole la mano e portandosela al mento << Io lo chiamerei, semplicemente, un altro modo di vedere il mondo, che c'è di male se un uomo ama una donna al punto da volerla sempre con sé?>> chiese retoricamente il ragazzo osservando Beth. <<In che senso?>> domandò lei.

<< Non intendo per forza in senso fisico, voglio dire, la donna in questione è in mio possesso e voglio sapere tutto di lei, nei minimi dettagli, perché ne sento il bisogno capisci?>>

<<Non puoi sostenere che questo sia un comportamento da persone poco sane di mente>> scherzò Beth, Simon le sorrise poco convinto.

<<Vedremo..>> sussurrò poi impercettibilmente, la ragazza lo aveva sentito e stava persino per chiedergli il motivo della sua risposta, ma il cameriere li interruppe, portando il conto.

Simon l'accompagnò al suo dormitorio fermandosi poco distante dall'ingresso dell'edificio. Le prese la mano e la fece avvicinare. Beth si irrigidì, cercando di fargli capire che quella vicinanza non le piaceva per nulla, ma a lui non sembrò importare, anzi fece scontrare le loro labbra in un bacio a stampo.

Era tutto così sbagliato, pensò lei allarmata.

Si sottrasse subito, fingendo di sorridere. <<Simon io..>> iniziò a dire.

<<Non dire nulla, mi farò vivo io>> le disse interrompendola, facendole l'occhiolino. Poi fece scivolare la sua mano sul braccio della ragazza, facendola rabbrividire ancor di più.

Bethany entrò nella sua camera di corsa, fu felice di trovarla vuota. Respirò pesantemente, non riuscendo a capire cosa fosse appena successo. Si passò una mano fra i capelli e si levò con forza le scarpe, per poi scivolare con la schiena sulla porta della camera.

Perché tutto doveva essere così complicato?

Gli avrebbe parlato, lo avrebbe respinto e si sarebbe risolto tutto.


La mattina successiva la bionda andò come suo solito alla prima lezione della settimana. Due ore sulle normative basilare che deva attuare un'azienda di tipo consumistica e a quali conseguenze va in contro se manca dal seguirle.

Bethany prendeva appunti attenta, evidenziando in giallo le parole importanti e sottolineando con la penna rossa i termini specifici. Era vero che non era proprio la sua passione, ma ormai era arrivata alla fine e voleva uscire con il botto. Verso la fine delle due ore di lezione, notò come la sua concentrazione si affievolisse, distratta da altro. Non capì il perché, ma si sentiva osservata, come se qualcuno non spettasse di guardarla.

Fece vagare gli occhi fra i banchi degli studenti avanti a lei, vedendo quanto tutti fossero attenti, voltò leggermente la testa, per non farsi vedere dal professore, vide parecchi ragazzi annoiati che facevano finta di prestare attenzione, ma nulla di strano.

Tornò al suo quaderno e riprese a prendere appunti, ma più il professore andava avanti a spiegare, più la sua mano non scriveva. C'era qualcosa di sbagliato.

Guardò fuori dalla finestra e vide molti universitari passeggiare per il campus indisturbati, guardò meglio, cercando di riconoscere qualche viso familiare. Ed eccolo lì, vicino ad un albero, poco distante dalla sua classe, c'era Simon che la guardava. Nel momento in cui lei posò lo sguardo su di lui, Simon fece finta di scrivere un messaggio, ma era così palese che la stesse spiando.

Per quale motivo?

Suonò la campana che segnava la fine dell'ora e la giovane si sbrigò ad uscire dalla classe, dirigendosi quanto più lontano possibile da quel ragazzo. Si ritrovò con il fiato corto nella parte del campus dove c'erano dei bar, si guardò attorno, felice che ci fosse più tudenti del previsto. Provò a regolare il battito cardiaco, ma una mano le afferrò il braccio ed involontariamente un urlo uscì dalla sua bocca.

<<Che diamine ti prende Beth?>> chiese Annabelle affiancandola.

<<Scusa>> sussurrò la bionda portandosi una mano al petto e chiudendo gli occhi.

<<Stai bene?>> domandò la castana. Beth annuii sorridendole facendo cambiare l'espressione sul volto dell'amica, che da preoccupata divenne spensierato.

<<Che lezione hai adesso?>> chiese.

<<Statistica>> rispose ancora con il cuore in subbuglio per lo spavento.

<<Oh sei una cime in quella, ti offro un caffè>> disse l'amica conducendola al bar più vicino.

<<No Belle, devo andare a lezione>> protestò l'altra tentando di fermarla.

<<Ah non ti era chiaro che la salterai?>> chiese ridendo.

**

•Buongiorno fiorellini•

Eccoci con il primo capitolo della tanto attesa "nuova storia". Come inizio ho voluto dare un quadro generale della vita di Bethany, ma chi è curioso di scoprire cosa le accadrà nel prossimo capitolo?

-------> Spero vi piaccia, se sì lasciate una stellina e anche un commento se vi va.

Un bacio,

EllY∆

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