L'ARTIGLIO DEL DIAVOLO (HORROR STORY)

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Per quale motivo vi ostinate a dire che sono pazza?

Ciao, mi chiamo Claire, ho sedici anni e vivo in un piccolo villaggio all'estremo della California.

Siamo in pochi abitanti, poco più che cinquecento e le uniche attività commerciali che abbiamo sono la pesca e la coltivazione.

Abbiamo un minuscolo porto in realtà, ma di sbarchi non se ne vedono da sessant'anni, come dicono gli anziani.

I miei genitori lavorano molto, sono due pescatori, e la nostra pescheria era la migliore prima che fallisse a causa mia.

Nel mio villaggio, la pianta più coltivata è l'artiglio del diavolo, un fiore di colore viola intenso dalle grandi proprietà lenitive per le ferite e le contratture.

Mia nonna con quella crea delle pomate che vende a tutto il villaggio e da bambina io adoravo andarla a trovare solo per utilizzare il "mischiatutto", un macchinario che mio nonno ha costruito appositamente per la creazione delle pomate di nonna.

Non molti mesi fa, presa da una rabbia incontrollabile causata da una mia compagna di scuola, andai da mia nonna per cercare un libro di ricette per pomate e intrugli per far cadere i capelli, gliel'avrei fatta pagare io a quella, anche se non l'avrei rivista mai più.

Arrivata, entrai in casa con le chiavi che la nonna stessa mi aveva dato, e corsi subito in mansarda, dove la nonna teneva tutti i suoi libri, mi ricordo ancora come se fosse ieri i titoli di tutti i libri che avevo buttato per terra: pomate lenitive, pomate per pelli di tutti i tipi, pomate per foruncoli, per dolori muscolari...

Tutte, le avevo provate tutte, ma nessun libro era quello che faceva per me, così iniziai ad

avviarmi verso le scale per scendere nella cucina della nonna quando notai un libro

altissimo, con una copertina rosso fuoco e delle scritte in oro ancora perfettamente conservate; come avevo fatto a non accorgermene prima?

Mi avvicinai per prenderlo, ed ora quello emetteva una luce talmente forte che sembrava che ci fosse una torcia dentro.

Lessi il titolo: "Tisane incantate" di Friedricha Gilsmann, mi sembrava di averlo già sentito quel nome da qualche parte, ma, in quel momento non ci feci caso e lo aprii.

All' interno il libro aveva delle pagine molto vecchie, ingiallite e impolverate ma con ancora l'inchiostro perfettamente visibile, come se fosse stato appena stampato.

Non feci in tempo a sfogliare una pagina per cercare l'indice, che subito queste iniziarono a girare da sole ad una velocità incredibile ed io, pensando fosse stato solo del vento, feci continuare il processo, finchè il libro non vibrò e le pagine si fermarono.

La pagina su cui mi trovavo sembrava essere stata cercata appositamente per le mie esigenze, infatti, parlava della ricetta per una tisana vendicativa.

Non erano scritti gli effetti, ma solo che serviva a vendicarsi di un nemico o di un torto subito, servivano solo due ingredienti: acqua calda e artiglio del diavolo, e, una volta dopo averla bevuta, avrei avuto la mia vendetta.

Fu molto facile per me reperire gli ingredienti dato che l'acqua mi bastò prenderla dal lavandino e scaldarla in un pentolino, e l'artiglio del diavolo dovetti solo raccoglierlo dal vaso di mia nonna e tritarlo con il pestello, dopodiché misi l'acqua in una tazza, i pezzi tritati in un filtro, e bevvi la tisana.

Subito sentii la bocca come piena di fiamme, era proprio una sensazione sgradevole, e non appena ebbi deglutito provai un dolore lacerante allo stomaco che mi fece venire mal di testa, e fu lì che lo vidi per la prima volta: alto più di due metri, rosso come il fuoco, con due corna di capra sulla testa, due orecchie da folletto, una specie di corpo da fauno e con una sfera in mano, il diavolo era lì, davanti a me e con una voce melliflua mi invitò a prendere e a guardare la sfera che mi stava porgendo, mentre, con i suoi occhi dorati e ardenti, mi scrutava.

Presi la sfera, la guardai e man mano iniziai ad intravedere delle figure, erano tre persone, due si stavano portando le mani alla bocca, mentre una giaceva a terra, intanto le figure si facevano sempre più nitide ed iniziai a capire, finchè non vidi chiaramente cosa stava succedendo: i genitori di quella mia compagna che mia aveva fatto arrabbiare stavano piangendo disperati mentre lei era distesa a terra, priva di vita, con il terrore stampato sul volto e gli occhi ormai spenti e vacui.

Udii il diavolo ridacchiare, e dopo poco mi disse:"Cara ragazzina, sei contenta? Avrai la tua vendetta, ci puoi giurare, fidati del caro e vecchio Lucy, ed ora vai, prima che torni la nonna!"

Mi svegliai, la fronte imperlata di sudore, tutta tremante e mi rialzai pensando e cercando di autoconvincermi che fosse stato solo un brutto sogno.

Tornata a casa mi stesi sul letto, presi un libro ed iniziai a leggerlo quando mia mamma entrò in camera mia singhiozzando e dicendomi che le aveva telefonato la mamma della mia compagna, erano appena rincasati lei e suo marito e l'avevano trovata morta sul pavimento con un'espressione alquanto impaurita.

Che questo centrasse qualcosa con il mio sogno?

Accantonai il fatto per un po' quando, il mese dopo, il diavolo mi si ripresentò in sogno facendomi vedere nella sfera che ci sarebbe stato un incendio dove sarebbero morte sette persone.

La mattina dopo, nel mio villaggio si mormorava di un incendio avvenuto la notte dove sette persone erano state ritrovate morte.

Quello stesso giorno il braccio iniziò a farmi male e, quando andai a farmi la doccia, vidi che sul mio polso erano spuntate delle iniziali: F L G.

Andai nel panico e subito dopo, mi rivestii ed andai nella chiesetta del villaggio.

Su un marmo c'erano intagliati i nomi di tutti gli eretici e di tutte del streghe del villaggio, tra cui Friedricha Gilsmann, che, come lessi in un registro comunale più tardi, era stata condannata per aver scritto un libro maledetto su come fare patti col diavolo, nel quale si era firmata come Friedricha Lucy Gilsmann.

Iniziai a mettere insieme i pezzi, questa signora Gilsmann era stata condannata per aver scritto un libro maledetto, dove si era firmata col nome di Friedricha Lucy sull'ultima pagna, ed io avevo letto il suo libro e usato uno dei suoi metodi, dopodiché avevo visto e parlato con il diavolo che si era chiamato Lucy, ed avevo visto la morte degli aitanti del mio villaggio poche ore prima che decedessero.

Io, io avevo stretto un patto con il diavolo, io avevo parlato con il diavolo che anni prima si era incarnato in una signora e aveva scritto un libro su come stringere patti e parare con lui, io avevo previsto la morte di alcune persone.

Io potevo vedere la morte delle persone prima ancora che queste appunto morissero.

Ero diventata una strega.

Nei mesi a venire iniziai a sentire delle presenze spiritiche e a vedere dei demoni, io lo dicevo e tutti mi prendevano per pazza, quando predicevo una morte e ciò che affermavo si verificava tutti dicevano che era una coincidenza e che ero matta.

La mia domanda è ancora: dopo tutte queste cosa per quale motivo vi ostinate a dire che sono pazza?

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⏰ Last updated: Dec 19, 2020 ⏰

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