Ormai l'hai accettato, e ti va bene così. L'arte si nasconde agli occhi di tutti, ma non ai tuoi. Non hai timore di vedere le tue paure dipinte.
Ma tremi se pensi che qualcuno possa conoscerti inconsciamente così bene da dipingere
ciò che brami, ma...
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Era una mattina come le altre per i fratelli Winchester.
Nel Wisconsis, Midwest, gli abitanti avevano iniziato ad avvertire da unbel po' di tempo degli strani rumori all'interno della Chiesa situata poco più lontana dal fiume. E se una parte della popolazione era scettica riguardo alle varie deduzioni formulate, tu e Sam sapevate che ciò che provocava paura e angoscia era certamente una presenza non umana. Dopo aver guidato svariate ore, gioisci quando i tuoi occhi iniziano avedere la grande struttura di fronte a te. A primo acchito sembra abbandonata a se stessa, come se avesse superato le grandi guerre per mera fortuna. Un'altra persona al tuo posto avrebbe reagito diversamente, forse con curiosità, o forse con stupore. Ma tu eri abituato a questo mondo.
Per questo sbuffi annoiato. Ci sono poche cose al mondo che ti meravigliano, ma questo rudere non è una di queste.
Una volta spento il motore, scendi dalla tua amata impala. L'impatto dell'aria ghiacciata ti desta per un attimo. No che non fossi abituato a tutto questo, ma avresti preferito di gran lunga stare nel bunker a bere una birra fredda in un posto caldo. Ma ormai avevi fatto i conti con la realtà dei fatti da anni. "Non c'è cosa più teatrale di un demone all'interno di una Chiesa." La tua voce era intrisa di sarcasmo e stizza, che diamine, era scontato anche per un film horror di serie B! Sam sorrise divertito scuotendo la testa. Vi avvicinate sempre di più verso la Chiesa, che presentava un enorme portone di legno di rovere. Sembrava imporsi con maestosità, nonostante la stranezza del materiale. Sam iniziò a studiarla con interesse e concentrazione. Non hai tempo da perdere, quindi con menefreghismo, inizi a sbattere il pugno sul legno. "C'è nessuno?" Urli senza premurarti che quello fosse un posto sacro. E per tutta risposta ricevi una gomitata da Sam che ti fulmina con gli occhi, ma ehi! Non vedi l'ora di sbrigarti e risolvere questo caso. Angeli, demoni, fantasmi. Ne hai le palle piene. Non fai in tempo a rispondere che l'enorme portone si apre. Ad aprirvi è un signore di mezz'età. Non molto più alto di te, i suoi occhi sono piccoli e ravvicinati. Fatichi anche a individuarne il colore, ma non ti importa molto. Vi guarda con sollievo. "S-salve, oh! Finalmente siete arrivati. Vi ringrazio tantissimo, i vandali stanno spaventando un intera cittadina!" Entrambi uscite il tesserino, e ancor prima di parlare il suo sguardo si fa cupo per un attimo "Non credevo che una cosa del genere avesse bisogno di agenti dell'FBI..." "Abbiamo ricevuto altri casi simili, a sud c'è stato addirittura un omicidio. Dobbiamo controllare la zona per evitare che si ripeta." Rispondi meccanicamente e anche leggermente annoiato. Solo Sam se ne accorge, ma preferisci non girarti a guardarlo. A volte pensi che più che essere un fratello minore Sam sembri una mamma chioccia. Sempre preoccupato per quello che fai o per come rispondi. E se da una parte ti infastidisce, dall'altra ti diverte. Soprattutto quando si agita per un nonnulla.
Sei un po' sadico, ma questo Sammy lo sa.
Il prete si sposta per farvi entrare, nonostante la sua palese agitazione alla notizia. Camminate al suo fianco per un breve tragitto e ne approfitti per guardarti intorno. Devi ammettere che sei completamente d'accordo sul detto "non si giudica un libro dalla copertina" perché quello che vedi ti fa quasi rabbrividire. La Chiesa è immensa, con due navate ai lati e una centrale che ti fa sentire piccolo, come se una struttura del genere ti stesse sfidando. Fai un cenno a Sam, preferisci curiosare un po' in giro.. il lavoro noioso lo lasci al tuo fratellino. Cammini piano, con nonchalance. Lo guardi di sottecchi, e appena lo vedi allontanarsi col parroco in un'altra ala della Chiesa, cominci a studiarla. Anni fa avresti usato il registratore per appuntare i fenomeni E.V.P. Ma adesso avete a che fare con dei demoni che non si fanno scrupoli a mostrarsi sotto la luce del sole, o comunque sotto mentite spoglie. Il tuo sguardo viene attratto da una piccola rientranza nella navata sulla tua destra, ti avvicini con sospetto e noti un grandissimo altare di marmo levigato decorato da due grandi colonne che lo sorreggono. Ma non è questa la cosa che ti meraviglia, ma lo fa il dipinto al centro. Alzi lo sguardo, e vieni attratto da un enorme figura di un angelo con delle grandissime ali bianche. Probabilmente l'arcangelo Michele, pensi. Ricoperto da una grande armatura scintillante. -Come cazzo fa a brillare così se il dipinto avrà più 500 anni?!- Lo sai bene che gli angeli, gli arcangeli non sono come hai sempre immaginato. Ma bensì sono degli spocchiosi ed egoisti uccelli piumati. Hai avuto a che fare con molti di loro da poter avvalorare tale tesi. Ma a parte questa leggera irritazione a riguardo, non ti sai spiegare perché i tuoi occhi non smettono di fissare quel dipinto. Hai sempre affrontato ognuno di loro con sdegno e furia, ma adesso, non sai spiegarti perché tu ti senta così piccolo. Oseresti dire che ne hai quasi timore. Ma sei troppo orgoglioso per ammetterlo. Fai un passo in avanti e allunghi il braccio sfiorando con le dita la base di quel dipinto. Ti lecchi il labbro inferiore inumidendolo, e senza pensare sussurri il nome di Castiel. Non sai nemmeno perché tu l'abbia fatto. Il leggero rumore delle sue ali ti permettono di distogliere per un attimo lo sguardo.