POV SPARKLE
In realtà Marco, oltre a volergli bene magari lo amavo. Si Marco mi piace, ma meglio se nessuno lo sappia, tanto meno Toby. Però chi lo sa, potrei provarci ed assicurarmi che anche a lui io piaccia e quindi nessuno lo ruberebbe e con Toby poi si vede, ma che sto facendo.
Martina: ma Toby? Ancora nulla?
Io: no, ormai sono 3 giorni che, nulla non si fa sentire
Martina: e se magari è come hai detto tu? Che sta studiando?
Io: si ok nessun problema, ma avvisa
Marco: Sparkle...Sparkle scusa, il cellulare, tieni sta squillando
Presi il mio cellulare e lessi il nome sullo schermo "TOBY", mi allontanai da loro per rispondere.
Io: Toby, amore mio
Toby: hm, ciao
Io: come mai in questi 3 giorni non ti sei fatto sentire?
Toby: ehm...
Io: dovevi studiare?
Toby: N...si si
Io: ok, cosa ti porta a chiamarmi?
Toby: Spark devo dirti qualcosa di importante
Io: Toby mi stai spaventando, dimmi
POV YONILA
Come? Ho sentito bene?
Io: Ben
Tutto, ma quelle domande devi evitarle con me.
Ben: che c'è, cos'è che non ti sta bene adesso
Io: sto uscendo con Ezra
Ben: allora è vero
Io: devo andare di sotto
Ben: va che è meglio
Lo guardi poi aprii la porta ed andai in camera mia, magari avevo chiarito con Britthany, ma con Ben era ancora tutto complicato e lo sarebbe stato sempre.
Sister: allora? Com'è andata?
Io: come deve andare Sis, sto con Ezra
Sister: ah
Io: nemmeno tu mi capisci vero?
Sister: nono, se stai bene con lui perché non dovrei accettare le tue scelte
Io: già
POV SPARKLE
Io: allora? Toby, dimmi
Toby: beh, senti Sparkle io...mi sono trasferito a Sydney
Io: e allora? Qual'e il problema
Toby: e il problema è che, ho conosciuto un'altra qui, Sparkle scusami sul serio
Come? Stava dicendo sul serio?
Io: T...Toby ma...
Toby: scusa
Poi staccò, guardai il telefono con le lacrime agli occhi, è vero, magari la pensata di uscire con Marco l'ho fatta ma ho anche pensato di rimanere con Toby, quando invece era lui che....meglio non pensarci se no scoppio a piangere qui in mezzo.
Io: ragazzi, io torno a casa
Camilla: cos'è successo
Io: nulla, devo andare. Ci sentiamo per messaggi, Marco, scrivimi. Ciao
Detto ciò mi incamminai verso casa.
Arrivai a casa, salii e senza nemmeno guardare in faccia mia madre entrai in camera mia, mi lanciai sul letto e incominciai a piangere. Me l'ha detto nel modo più brutto, me l'ha detto nel momento sbagliato anche, ma vabbe la vita è così, guardate Yonila, ha più problemi di me eppure continua ad andare avanti, e io? Perché dovrei fermarmi a questa cosa che mi è successa? Io ci esco con Marco, sono decisa.
:hei come stai? Sei scappata prima, senza nemmeno dirci il motivo di perché sei andata via. Sono Marco
Sorrisi al messaggio e gli risposi frettolosamente
Io: e come vuoi che stia? Il mio ragazzo mi ha appena detto che sta con un'altra
Marco: non rispondo, sul serio, non so che dire
Io: hahah ma nulla, ora sto bene
Marco: lo spero
Io: vado a dormire a domani, Marco
Marco: a domani
POV YONILA
Mi stesi sul letto e inizia a fissare il soffitto, mentre Sister provava il suo ballo per il saggio. Si, Sister va a danza da almeno 2 anni, ci vorrei andare anch'io ma, i miei genitori non vogliono, ma boh. Mente ero persa nei pensieri, un messaggio colse la mia attenzione, lo lessi era Ezra che mi diceva di uscire che mi aspettava fuori. Sorrisi e prendendo il cellulare mi alzai, Sister faceva una giravolta io correvo per aprire la porta quando improvvisamente mi venne addosso e cadde a terra sbattendo la testa sul pizzo del letto.
Io: Sisteeeeeeeer
Urlai portando le mani alla bocca.
Aprii la porta della cameretta.
Io: mamma
Urlai, non rispondeva
Io: mamma
Ripetei più forte, Sister non si alzava, non sapevo cosa fare, avevo seriamente paura.
Mamma: che c'è Yonila
Io: S..Sister
Dissi indicandola con le lacrime agli occhi, mamma entrò in camera e subito si accasciò affianco a lei.
Mamma: Oddio Sister
Disse urlando dandole piccoli schiaffi per cercare di svegliarla, ma nulla. La mia mente iniziò ad andare in tilt, i miei momenti più belli con lei iniziarono a passarmi avanti, quelli più brutti anche, sembrava che tutti gli altri impegni si cancellassero man mano uno ad uno, ero come bloccata avevo paura di sapere la verità.
Mamma: dobbiamo portarla urgentemente in ospedale
Disse guardandomi
Mamma: ma tuo padre ora non c'è, è fuori
Io: c'è Ezra giù, ci accompagna lui
Mamma: Ben, vieni qui adesso
Io: Ben ti muovi?
Beh: che c'è...o Cristo che succede qui
Mamma: aiutami a portare tua sorella di sotto, deve andare in ospedale adesso
Corsi giù e mi avvicinai la macchina di Ezra
Io: devi farmi un piacere
Ezra: certo, vieni ne parliamo strada facendo
Io: no no no, dobbiamo accompagnare Sister in ospedale, è caduta e non di sveglia più
Ezra: andiamo
Mi disse serio. Salimmo in macchina e nessuno parlò mentre Ezra correva come non mai, arrivammo all'ospedale e mamma e Ben portarono Sister dentro mentre io scesi più tardi con Ezra. Entrai in ospedale, cercavo mia madre trae persone la trovai ed andai da lei
Io: dov'è
Mamma: è dentro
Io: ok, quando ci fanno sapere qualcosa
Mamma: non lo so ancora
Io: ok
Andavo avanti e indietro non sapevo che fare, avevo paura non sapevo che pensare.
Ezra: allora? Si sa qualcosa?
Io: no, nooooo non si sa ancora niente
Dissi urlando, poi rendendomene conto mi sedetti e portai le mani al viso e scossi la testa, Ezra mi abbracciò.
Ezra: tua madre ha appena parlato con il dottore
Alzai la testa, mi alzai e corsi da mia madre.
Io: cosa ti ha detto
Mamma: che per ora è in prognosi riservata
Mi disse abbassando la testa. Come? Prognosi riservata? Non potevo ancora crederci, una caduta così cretina, ed è tutta colpa mia.
Io: ma è una caduta stupida
Mamma: ha colpito un punto della testa molto delicato
Io: è stata tutta colpa mia
Mamma: no Yonila non pensare così
Io: si invece
Mamma: Yonila
Mi rimproverò
Io: mamma, se non mi fossi alzata dal letto non sarebbe successo
Mamma: basta ok? Non ti incolpare. Torna a casa e riposati
Io: no, devo parlarle
Entrai nella stanza dove era li, attaccata a tutti quei macchinari, e chi l'avrebbe mai immaginato, Sister su un lettino di un ospedale con milioni di macchinari. Mi avvicinai al lettino e le presi la mano
Io: Sis, sono io la tua sorellina minore, Yonila, quella imbranata, cretina, stupida, piena di colpe. Volevo dirti che ti voglio bene, e che adesso devi svegliarti, tu stai scherzando io lo so, ma adesso basta, questo scherzo è durato fin troppo adesso alzati
Le picchiettai la spalla
Io: oh svegliati, Sister smettila
Dissi urlando
Io: ok si è colpa mia l'ho ammesso, mi scusi adesso e ti svegli?
Urlai tantissimo, tanto da far entrare il dottore che mi portò fuori in lacrime.
Infermiere: portatela a casa, è sotto pressione
Volevo rimanere con lei, ma non riuscivo nemmeno più ad oppormi, mi sentivo senza forze e la voglia di parlare andò via come quella di bere e di mangiare. Tornai a casa e mi sedetti sul letto di Sister, ero passibile, fissavo il vuoto, avevo le occhiaie e pensavo solo che fosse stata colpa mia, non piangevo non ridevo, nulla ormai ero andata anch'io, mi bastava un motivo valido per raggiungerla all'ospedale.
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Non credevo fosse possibile!
RandomBene, ciao a tutte sono nuova e questa è la prima storia che scrivo. Non è una fan fiction, si tratta di due persone destinate a stare insieme nonostante gli ostacoli, ma una volta insieme, riuscirà la loro storia ad avere un lieto fine ? La stori...
