.

4 0 0
                                        

Ogni volta che lei, che una casa non l’aveva mai avuta, guardava lui, si sentiva a casa e ogni volta che lui, che la pace non l’aveva mai provata, guardava lei, si sentiva in pace.

Avevano vent’anni, il fiore della vita appena sbocciato, i sogni giganti, le idee confuse, la morte un’idea lontana che intravedevano appena, il dolore che li aveva segnati e scompariva quando si tenevano per mano.

Lui era cresciuto con le cuffie nelle orecchie per coprire le urla dei suoi, con i lividi addosso e con tanta fantasia per inventarsi sempre scuse nuove quando le maestre gli chiedevano spiegazioni, lei in giro per il mondo, cambiando una casa dopo l’altra, scambiata come un pacco tra la madre depressa e il padre che si era risposato con quella che era la sua amante.

Si erano conosciuti d’estate al mare, era nato tutto come una storiella estiva, nessuno dei due voleva prenderla troppo sul serio, eppure lui non riusciva a staccare lo sguardo dai suoi occhi blu, e appena si separavano, a lei mancava da morire.

Avevano continuato a sentirsi, tornati a casa, e a nessuno dei due era passato per la testa di cercare un’altra persona, anche solo di guardarne un’altra, erano gli ultimi ragazzi rimasti sulla terra, e nient’altro aveva importanza, e vivano di questo amore come se non avessero bisogno d’altro, come se anche l’aria che respiravano fosse d’intralcio.

Sopra al letto di lui c’era una foto di loro due, e nel diario di lei poesie su di lui.

Non ne avevano parlato a nessuno, non perchè si vergognassero, non perché dovesse rimanere un segreto, ma perché sentivano che nessuno li avrebbe potuti capire, che i loro cuori battevano allo stesso ritmo, e quelli degli altri a un miliardo di di ritmi diversi.

Lui si chiamava Tommaso, che a lei come nome non era mai piaciuto e ora le sembrava il più bello  di tutti, e lei si chiamava Stella, rendendo il cuore di Tommaso ancora più pazzo mentre si perdeva a guardare il cielo di notte fuori dalla finestra.

I genitori di Stella avevano notato che c’era qualcosa di diverso nella figlia, che a vent’anni sembrava tornata una quindicenne alle prime cotte, ma lei con loro non si era mai confidata, e ora era più lontana che mai, lontana anni luce, persa completamente in quello che era l’amore travolgente della sua vita.

Tommaso viveva da solo, i suoi li vedeva raramente, aveva provato a tirare fuori sua madre da quell’inferno e c’era riuscito, ora viveva dai suoi nonni e suo padre da solo in quella casa che aveva rovinato con le sue mani.

Sua madre persa nel dolore e nella consapevolezza di aver buttato via la sua vita, suo padre perso nel rimpianto e nella rabbia, nel fallimento che era sempre stato, nessuno dei due si era accorto che quel bambino era cresciuto, e si era innamorato, e non viveva più con le cuffie nelle orecchie perchè non aveva più niente da cui scappare.

Si videro di nuovo l’anno dopo allo stesso posto, si corsero incontro, si abbracciarono, si baciarono, quella piazza sembrava il posto piu bello del mondo, era freddo ma si sentivano al caldo, qualcuno passava, li guardava e sorrideva, e loro nemmeno se ne accorgevano.

L’anno dopo andarono a vivere insieme, Tommaso aveva qualche soldo da parte, Stella i soldi che suo padre le dava come risarcimento per aver rovinato la famiglia.

Presero una casetta, la arredarono come piaceva a lei, dipingendo i muri del colore preferito di lui, e presero un cane perchè Stella li aveva sempre amati e un gattino che lui aveva trovato sul ciglio della strada.

Lui trovò un lavoro pagato abbastanza bene, lei finì l’università.

Nel giorno del suo compleanno lui le chiese di sposarlo, e lei pianse come non aveva mai pianto, e il giorno del matrimonio si presentò all’altare con il vestito più bello che aveva trovato, e lui la guardava completamente innamorato, e l’avrebbe guardata così anche se si fosse presentata con il vestito più brutto della terra, perché era Stella, e non aveva occhi che per lei.

Arrivò un bambino, voluto con tutta l’anima, e se mai avessero pensato di non poter amare più di quanto avevano amato fino a quel momento, quando presero tra le braccia Leonardo, si accorsero di non essersi mai sbagliati tanto.

E dopo Leonardo ebbero altri due bambini, Luca e Matteo, e anche se Stella aveva sempre voluto una bambina, non poteva desiderare una vita più bella di quella, dei bambini che non fossero quelli che aveva, un amore diverso da quello che provava ogni giorno.

Crebbero insieme, l’uno affianco all’altra, impararono ad essere genitori, a risolvere le liti e i problemi, crearono una casa che non era solo di mura, una pace e un amore che non erano solo apparenti.

Dopo anni lui la guardava sempre nello stesso modo, con lo stesso amore che era solo maturato, e lei ancora si perdeva nei suoi occhi ogni tanto, e si perdevano entrambi ancora di più a guardare quei tre bambini, il loro mondo intero, che giocavano insieme.

Se da ogni sogno ci si sveglia, loro non lo seppero mai, perché continuarono a sognare fino all’ultimo dei loro giorni, e morirono insieme, com’era giusto che fosse, e morirono in quella casa, da anziani, con il sorriso sul viso, perchè si erano sempre fatti bastare ciò che avevano, perché l'amore basta all'amore.

L'amore basta all'amore Stories to obsess over. Discover now