"É biondo quasi bianco in realtà. Ma non come un anziano. Poi i suoi occhi sono così belli. Non riesco a capire se sono azzurri o grigi. È leggermente più alto di Al. Sembra proprio un principe delle favole." Lily guardó in alto con lo sguardo sognate. Il soffitto della sua cameretta era stato riempito di stelle adesive che risplendevano al buio. Al centro un lambadario di carta come quelli che si vedono a Chinatown.
Laura scoppiò a ridere." Sei proprio cotta Lils."
Lily scese dal letto raggiungendo la scrivania sulla quale erano sparsi pastelli di tutti i colori. Iniziò a rovistare in uno dei cassetti tirando fuori una fotografia. Con un balzo si buttò di nuovo sul letto.
"È lui. Quello vicino ad Albus." disse all'amica porgedole la fotografia. Era del Natale appena passato. C'erano James, Lily, Albus e accanto a lui un ragazzino con uno sguardo annoiato.
"Qui è quando l'ho conosciuto. Ha passato qualche giorno da noi per le feste."
Laura guardò divertita lo sguardo di Lily nella foto. Stava guardando di nascosto quel ragazzino platinato con un ampio sorriso in volto e le gote arrossate.
"Non mi hai ancora detto come si chiama." le chiese restituendole la foto.
"Scorpius." rispose con un sorrisetto. "È un serpeverde come Albus. Sai se dovessi finire anch'io in serpeverde lo vedrei tutti i giorni in sala comune."
Laura la zittì immediatamente. "No perché così dovrei essere anch'io una serpeverde. Abbiamo sempre sperato di finire nella stessa casa. Non mi va di diventare una serpe." sbuffò.
Lily andò a rimettere nel cassetto la foto. Guardò verso un'angolino della sua camera.
Il baule era pronto. Aveva messo i vestiti, il suo shampoo preferito alla lavanda, tutti quei pesanti libri che aveva appena comprato a Diagon Alley e la sua bacchetta. Bussarono alla porta.
"Tesoro, Neville è arrivato a prendere Laura." Il grande Harry Potter fece capolino dalla porta. I capelli scompigliati come sempre, gli occhi verdi nascosti da un paio di grosse lenti e quella famosa cicatrice che appena si intravedeva al centro della fronte. "Scendiamo subito Papà."
Laura prese il suo zainetto glitterato e s'infilò la giacca.
Subito dopo entrambe le bambine scesero di sotto. All'ingresso in attesa di Laura c'era un ometto dal viso simpatico. "Vi siete divertite oggi?" chiese alla figlia.
"Si abbiamo disegnato tutto il pomeriggio. A casa ti faccio vedere i miei disegni."
"Non vedo l'ora." Neville le diede un buffetto sul naso.
"Allora ci vediamo domani Harry. È giunto anche il loro momento." sorrise.
Harry si mise una mano nei capelli. "Non farmici pensare. Non so come farò senza la mia principessa in giro per casa a fare danni."
Lily fece una linguaccia al padre. "A domani Laura."
Si congedó dall'amica per poi salire a sistemare la sua stanza.
Casa sua era a dir poco enorme. Molte stanza le avevano chiuse e venivano usate solo in casi eccezionali. Aveva lunghi corridoi e scale che andavono in ogni dove.
Camera sua e quella dei suoi fratelli si trovavano al secondo piano, quindi bisognava fare un po' di scale per raggiungerle.
Si mise a ritirare i pastelli e a raccogliere tutti i disegni che aveva fatto quel pomeriggio. In uno aveva raffigurato sé stessa mano nella mano con Scorpius. I suoi capelli rosso fuoco toccavano terra come la principessa Raperonzolo e Scorpius indossava una corona impreziosita da piccole gemme di plastica che Lily aveva applicato con precisione con della colla babbana.
Si ricordava ancora la prima volta che lo vide. Era un ragazzino così freddo. Non era riuscita a parlarci più di tanto. Si era limitata a guardarlo da lontano. Era così posato in qualsiasi cosa facesse. Aveva un'eleganza magnetica. Sembrava proprio un principe.
"Il mio principe."
Non poteva crederci che finalmente presto lo avrebbe rivisto. Il cuore le martelava in petto mentre si metteva il pigiama. Se si sentiva così solo a pensare a lui, cosa avrebbe fatto quando se lo sarebbe ritrovato faccia a faccia. S'infilò nel letto e con i pensieri del domani si addormentò.
YOU ARE READING
First Love
Romance"Andiamo Potter. Hai sempre avuto una cotta per me. Ti ricordo che ti sei anche dichiarata." Era vicino. Troppo vicino. "Ero solo una stupida bambina, innamorata di una persona che non esiste."
