Nel cuore della notte fui svegliato da un uragano.
Spaventato dalla situazione mi chiesi come Emily,sentendo il forte vento, non fosse venuta a dormire con me; aveva un sonno molto leggero ,e al minimo rumore si svegliava.
Mi avrebbe picchiettato dolcemente, come faceva sempre,la spalla destra per vedere se fossi stato sveglio,eppoi ,con la sua voce candida e chiara, mi avrebbe chiesto se perfavore avrebbe potuto dormire con me.
Io avrei allargato le mie possenti braccia,facendole spazio per entrare ,e ci saremmo addormentati, INSIEME.
Cosa che naturalmente non accadde quella notte...
Mi alzai dal letto dirigendomi verso la sua camera per controllare se stesse bene,ma quando apri la porta quasi svenni: Il letto era vuoto!
Corsi giù per le scale e la cercai dappertutto, in bagno, in salotto, anche nel sottoscala, ma niente, Emily Rogers ,la mia bambina,era scomparsa.
Mi presi la testa tra le mani ripetendomi parole insignificanti che avrebbero dovuto calmarmi (in qualche modo) ma come mi aspettavo mi prese Il panico: Come avevano fatto a trovarla, l'avevo nascosta per anni!
L'uragano si stava avvicinando, presi le coperte e il cuscino ,ma quando svoltai l'angolo della cucina per prendere qualcosa da mangiare ,una mano gelida mi sfiorò la caviglia.
Presi coraggio e la guardai: La mia bambina era stesa per terra con 5 coltelli infilzati nel cuore.
Indossava la sua solita e noiosa camicia da notte ricoperta di sangue, dove però si potevano intravedere ancora i cuoricini d'oro pieni di glitter che lei stessa aveva incollato per rendere quel abito come quello di una principessa.
Il volto stanco e sconvolto le dava un'aria sconfitta ,e la sua bocca irrigidita e inclinata stava urlando :Hai vinto ,fai di me quello che vuoi. MI ARRENDO!
Nelle sue mani erano scritte tutte le delusioni e paure che l'avevano prosciugata nel tempo. Così piccole e fragili ma allo stesso tempo forti pronte a vincere in qualunque caso, e di solito, SEMPRE.
I suoi occhi , azzurri e grigi come la tempesta,si erano spenti in un sonno profondo perdendo quella luce chiamata "vita", ma allo stesso tempo erano vivi per me, per lasciarmi solo i momenti più belli e pieni di felicità. Per farmi stare bene.
La guardai un' ultima volta e scesi in cantina con la torcia e le coperte.
Dovete sapere che io non sono un uomo come gli altri...
Io non ho l'anima.
Mi è stata rubata da un gruppo , no da una persona ,mmm non lo so con certezza.
So solo che da quella notte non ho più versato lacrima.
Ho solo continuato a camminare in un deserto senza fine ne un inizio.
Senza fiumi ne sorgenti.
E senza cibo per vivere.
Ho continuato a camminare e camminare ma non mi sono mai stancato.
Sono inciampato sì ,ma non mi sono mai rialzato.
Allora a quel punto ho iniziato a strisciare e strisciare sporcandomi tutti i vestiti e slacciandomi tutte le scarpe.
Ma non mi sono mai fermato.
Con il tempo ho capito il senso di un abbraccio, di un arrivederci e soprattutto di un addio.
Ho capito il senso di un sorriso sotto ad un velo di pianti.
Ho capito che la tua luce sarebbe stata la mia, ma non viceversa.
Ti chiedo scusa bambina mia per averti nascosta da tutti ma soprattutto da te stessa;
Perché tu eri fragile e trasparente come un vetro ma che al minimo intoppo si graffia, si sciupa o addirittura si frantuma in mille pezzi.
E questo non potevo permettermelo.
Adesso ti racconterò una storia, la nostra storia ,che come un fiore bellissimo ha perso tutti i petali, il colore acceso e in fine è appassito lasciando attaccata a se solo un petalo.
Il petalo del ricordo.
CZYTASZ
Persistenza
General FictionNel cuore della notte fui svegliato da un uragano. Spaventato da quella situazione mi chiesi com'era possibile che Emily,sentendo il forte vento,non fosse venuta a dormire con me; aveva un sonno molto leggero, e al minimo rumore si svegliava.Mi avre...
