Un nuovo arrivo in città

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Il punto di vista di Veronica
"Ramiro non provare ad attaccare."
"Scusami tanto cuginetta, ma ora ho allenamento, dove sono Jim e Yam ???" 
"Chi sono Jim e Yam? Ramiro ti chiedo di ascoltarmi un secondo."
"Ciao, ti voglio bene e mi dispiace" dice attaccandomi in faccia senza l'ombra del dispiacere nella voce. Quanto mi fa innervosire, sono anni che non vengo a Buenos Aires e non sono più in grado di orientarmi. Ramiro aveva solo un compito: aiutarmi a trovare il Roller, e nemmeno questo è riuscito a fare. Frustrata inizio a camminare più in fretta richiamando più e più volte il mio maledetto cugino.
Due ragazze, una con i capelli arancioni e una coni capelli biondi e ricci si scontrano contro di me.
"Scusa, mi dispiace" dice la ragazza con i capelli arancioni.
"Tutto quello che sapete dire è mi dispiace, non potete chiudere la bocca una volta tanto?" Esclamo totalmente allo stremo.
"Tranquilla, ti ha solo chiesto scusa." ribatte la bionda. Alzo gli occhi al cielo e, ignorandole, vado avanti. Forse non avrei dovuto trattarle in quel modo, non sono loro la causa del mio malumore, ma che importa. Non le vedrò mai più. Ora la mia attenzione è concentrata su Ramiro. Se ne pentirà, come se ne pentirà mio padre per avermi mandata in questa città. Nella città dove più di ogni altro posto i miei ricordi raffiorano e fanno male più che mai. Ogni pensiero, ogni luogo collegato a questa città è spiacevole o doloroso: non voglio stare qui. Rassegnata tento nuovamente di chiamare Ramiro, ma mi risponde la segreteria. Sono persa. Cerco di tranquillizzarmi e trovare un soluzione, ma non se ne presentano: il cosiddetto Roller è dall'altra parte della città, non ho soldi con me quindi non posso chiamare un taxi e mio padre ha una riunione e, sinceramente, è l'ultima persona che voglio vedere.
Prenderò un taxi e lo farò pagare a Ramiro, il minimo che possa fare.






Il punto di vista di Jim
"Ma quanto era antipatica quella"
"Non me ne parlare, meno male che non la rivedremo mai più"
"ora è meglio correre, siamo in ritardo, non oso immaginare la ramanzina che ci farà Juliana"
"si, hai ragione"

Siamo appena arrivate alla pista e ci stavamo per allenare, ci alleniamo a gruppi: io, yam, Ramiro e Pedro e l'altro gruppo, che dovrebbe essere formato da più persone, Matteo, Luna, Ambar, Simòn, Gaston (si proprio Gaston , è tornato circa un mese fa), però non abbiamo ancora trovato una ragazza che possa pattinate con Gaston. Delfi e Jasmin non possono, e Nina non vuole, secondo me sa di essere ancora innamorata di Gaston, ma non vuole pattinare con lui perchè sarebbe obbligata ad accettarlo. 

abbiamo appena finito l'allenamento.

Veronica's pov

Non appena entro al Roller proprio al tavolo davanti a me c'è Ramiro.
"Vedo che te la passi bene" dico con voce tagliente. Lui si gira e, cercando di sdrammatizzare la situazione dice:
" Cuginetta, com'è bello vederti"
" Stai scherzando? Mi hai attaccato il telefono in faccia, mi hai lasciata sola in questa città che nessuno conosce e ora vieni qui a dire cuginetta com'è bello vederti, e non dire che ti dispiace perchè sprechi solo fiato, detesto le false scuse"
"Non pensi di stare un po' esagerando"
" Esagerando, io? Io qui non ci volevo nemmeno venire."
"Si nota." Sussurra
"Cosa?"
"Niente." Esclama dissimulando.
"In ogni caso c'è un tassista qui fuori che aspetta di essere legato" dico con un sorrisetto prima di girarmi,ma...


Matteo's pov
" Matteo, puoi aiutarci per favore, oggi è pieno di gente. Odio i turni d'estate."
"Ovvio, sono il migliore amico del mondo mondiale, come direbbe , una persona ... "
" Chicogallo non mi copiare le battute" interviene Luna.
"Ok, allora prendi questo ordine, è di Ramiro, sembra che stia discutendo con quella ragazza e non ci tengo proprio ad avvicinarmi."
Sarebbe più corretto dire che la ragazza sta gridando addosso a Ramiro. 
Mi avvicino, ma proprio in quel momento la ragazza si gira e per sbaglio le verso il frullato ai frutti di bosco addosso.  
Da più vicino mi sembra famigliare. Davvero molto famigliare. Quando apre gli occhi e vedo quegli inconfondibili occhi azzurri mi chiedo come io abbia fatto a non accorgermene. È Vero, una mia vecchia amica.
"Tu?" Diciamo insieme dopo esserci guardati per cinque secondi buoni.
"Vi conoscete?" Chiede Luna stupita.
Io e Vero diciamo in contemporanea io "si" e lei "no". Tipico suo, ora farà finta di non conoscermi pur di non rivolgermi la parola.
"Si o no?". Chiede Luna confusa.
"Penso di si" dico io lanciandole uno sguardo molto eloquente.
Vero guarda la sua maglia rovinata e chiude gli occhi invocando pazienza.
"Che roba è?" Chiede cercando di sfregare via il frullato, senza successo.
"Frullato di frutti di bosco."
"Oh, no.  Non andrà più via." Si copre la faccia con le mani. Deduco che sia un'ulteriore cosa andata storta della giornata.
"Almeno profumerà di mirtilli, e il viola ti sta bene." Scherzo guadagnandomi uno sguardo fulminante.
Si gira a guardare Ramiro, che se la sta allegramente ridendo sotto i baffi, ora se la prenderà con lui 
"Eh tu cos'hai da ridere, ti sembra divertente? Vai a pagare il taxi e renditi utile." L'avevo detto.
"Non ridevo di te, ridevo per la situazione." Vero alza gli occhi al cielo reprimendo un sorriso.

Soy Luna 4Where stories live. Discover now