Prologo

42 5 2
                                        

Quando Arabella quella mattina, aprì la finestra della sua camera da letto, un piccolo sbuffo uscì dalle sue labbra rosee.
Era una delle rare giornate di pioggia che potevano capitare nel mese di Dicembre a Los Angeles.
Lei però odiava la pioggia, perché le dava una sensazione di tristezza e malinconia. Vedere quel cielo grigio e cupo, la rendeva incredibilmente sensibile e di cattivo umore. Per non parlare della fastidiosa sensazione di umido che invadeva prima i capelli, rendendoli gonfi e indomabili, e poi si inoltrava fin dentro le ossa facendo provare innumerevoli brividi.

Arabella, cercò di non lasciar condizionare il suo umore dal tempo che c'era fuori, perché quella mattina aveva qualcosa di più importante a cui pensare.
Dopo mesi, aveva finalmente un colloquio di lavoro.
Ma non un lavoro qualunque, come quelli svolti precedentemente, ma il lavoro dei suoi sogni.
Si meravigliava infatti, che sua madre non le avesse già telefonato, come faceva sempre quando sua figlia stava per affrontare qualcosa di importante.

Aprì il suo armadio in legno chiaro e, come ogni volta quando doveva uscire, passó all'incirca tre minuti buoni a fissare i numerosi capi riposti all'interno del guardaroba, per poi esclamare la solita frase: "Non ho niente da mettermi!".
Così, prese velocemente dall'attaccapanni una semplice gonna nera a tubino, che abbinó con una camicia bianca e un paio di stivaletti con il tacco.
Arabella si guardò allo specchio e si sentì molto seria e professionale.
Il suo cellulare squilló, e lei lo prese svogliatamente dal comodino.

«Mi sembrava strano.» disse lei quando sullo schermo del dispositivo comparve il numero di sua mamma.

«Ciao tesoro! Ti ho chiamata per farti gli auguri. Sono sicura che farai una buonissima impressione, e finalmente farai ciò che ti piace davvero!» esclamò contenta.

Se quel colloquio fosse andato bene, finalmente Arabella Carter avrebbe lavorato in una libreria.
Fin da piccola aveva sempre amato leggere, ed era in grado di viaggiare lontano con l'immaginazione.
Le bastava vedere una semplice figura, o leggere un racconto per sentirsi libera e nel suo posto sicuro.

I lavori svolti in precedenza non si erano rivelati esperienze eccitanti.
Arabella Carter era una ragazza molto timida, per questo il lavoro di cameriera era stato una sorta di incubo per lei.
Non le piaceva per niente interagire con le persone perché, secondo lei, gli esseri umani erano sempre pronti a giudicare e a dire cattiverie, per questo si sentiva a disagio.
Era molto meglio lavorare in una libreria dove sì, era necessario accontentare i clienti, ma ci si poteva anche rifugiare tra gli scaffali per qualche secondo, e perdersi tra il profumo dei libri nuovi.
In quel luogo Arabella era sicura di non essere giudicata o esposta alle critiche.

«Grazie mamma, vi farò sapere com'è andata. Salutami papà.»

«Hai fatto colazione? Non si esce di casa a stomaco vuoto. E una doccia? Non vorrai puzzare. E poi ti prego, almeno oggi, truccati un poco. Lo so che sei bellissima anche acqua e sapone, ma con un filo di make up sarai più professionale.» disse lei con tono apprensivo.

Arabella alzò gli occhi al cielo: «Si, non preoccuparti. Ci sentiamo.» chiuse la chiamata in fretta senza aspettare la risposta da parte di sua madre.

Voleva un mondo di bene ai suoi genitori, ma certe volte la trattavano ancora come una bambina e questa cosa la infastidiva parecchio.
Per questo sei mesi fa, aveva deciso di andare ad abitare da sola.
Voleva avere i suoi spazi, e soprattutto voleva dimostrare che sapeva cavarsela benissimo senza l'aiuto di nessuno.

Sbuffó pesantemente versando il latte nella sua tazza da colazione, e inzuppó un biscotto: «Ho ventitré anni, per Dio!» esclamò infastidita ripensando alla telefonata con sua mamma.

Quando terminò la colazione, aveva ancora del tempo per farsi una doccia calda e darsi una sistemata ai capelli.

Salve a tutti!
Sono tornata con una nuova storia ma questa volta non ci sarò io e nemmeno persone che conosco e che sono mie amiche.
Volevo provare a fare una storia totalmente diversa da quelle che ho scritto fino ad ora, infatti vedete che è scritta in terza persona, e tratterà temi diversi.

Miriam❤️🦄

Dangerous roadStories to obsess over. Discover now