ero felice. ero elettrizzata. a dire il vero avevo pensato a farmi un po' più carina del solito: quel pomeriggio mi avrebbe portato agli allenamenti Lui.
sapevo che mi sarei seduta sul sedile posteriore della sua macchina, e di conseguenza, lui non avrebbe nemmeno potuto vedermi. ma non mi importava.
salita sulla macchina, la prima cosa che percepii fu Black Orchid di Tom Ford, QUEL profumo si fece subito riconoscere, era fortissimo ma riusciva a farmi perdere la testa ogni volta. dovevo rassegnarmi: aveva veramente un profumo assolutamente buono, penso che lo avrei sopportato per altri mille anni, era qualcosa di indescrivibile...
arrivati a scuola scendemmo di macchina e mentre mi dirigevo verso l'entrata; ero attenta al mio portamento perchè sapevo che dietro c'era Lui, anche se una parte di me sapeva che non mi avrebbe degnato nemmeno di uno sguardo.
durante le prove non ci considerammo molto, qualche sguardo, ma niente di più...
presto furono le 18.30
rimanemmo in pochi: io, Lui, e altri a cui non davo troppa importanza.
quando toccò a me fare il monologo mi sentii un brivido salire lungo la schiena perchè sapevo che, anche solo per qualche minuto, Lui mi avrebbe ascoltata e osservata attentamente.
Una volta che tutti provarono il loro pezzo almeno una volta e che quindi erano pronti per andare via, mi chiese in che modo sarei tornata a casa; io gli dissi semplicemente che mi avevano offerto un passaggi e che quindi ero a posto, ma anziché dire "ah ok perfetto" e lasciare correre disse "ma no, lascia che vi porti io", perchè si eravamo in due: io e lei.
il viaggio in macchina fu breve: abito veramente molto vicino alla mia scuola di teatro, in questo caso odiai la poca distanza tra la mia casa e la scuola perché potetti stare solo qualche minuto in quella macchina che veniva guidata in modo spericolato, adoravo quel modo di guidare giuro.
appena scesa di macchina notai che aspettò che entrassi nel portone, a differenza degli altri che di solito dopo avermi scaricato partono subito.
ci volle un po' prima che si aprisse poiché i miei non c'erano e dovetti aprire la porta tramite un'applicazione del cellulare più lenta di una tartaruga... quei momenti in cui aspettavo che quel portone maledetto si aprisse, durarono anni.
sprofondavo soltanto a pensare al fatto che Lui, stava aspettando ME prima di ripartire, semplicemente voleva assicurarsi che fossi entrata in casa.
Si aprí, entrai e salì. adesso dovevo solo aspettare che i miei rientrassero: non avevo le chiavi di casa e così dovetti aspettare nelle gelide scale illuminate da una luce di un colore orrendo.
appena mi sedetti sull'ultimo gradino della rampa, le lacrime iniziarono a rigarmi il viso. solo poco il mio cervello ripensò alle due notizie che poco prima avevo ricevuto: una delle due mi rese davvero elettrizzata mentre l'altra non fece altro che spezzarmi il cuore ancora di più: scoprí che probabilmente Lui, il "mio" Lui, si era innamorato di colui che mesi fa mi aveva fatto perdere la testa e poi rompere il cuore.
Non sapevo che dire.
eravamo solo io, la luce, e le mie lacrime.
a dire il vero fu un momento confortante perchè sapevo che nessuno avrebbe potuto interrompere la mia crisi. perchè quando questo accade in casa e non sono sola, ho sempre paura che da un momento all'altro possa entrare qualcuno e a dire il vero odio che gli altri mi vedano piangere,
okay si, per "altri" intendo i miei genitori perchè in realtà piangere davanti ai miei amici non mi da assolutamente problemi, mi soddisfa, non so per quale assurdo motivo.
scrissi subito un messaggio a lei, che era ancora in macchina con Lui. la stavo odiando perchè sapevo che lei poteva ancora apprezzare il profumo che amo e la voce di Lui che canticchia le canzoni che passano alla radio mentre aspetta di arrivare a destinazione. io ero nella mia triste rampa di scale a piangere il giorno prima del concorso.
in qualche modo lei sapeva sempre cosa dirmi, non so come ma lo sapeva e basta, per questo in realtà la adoravo.
le scrissi perchè sapevo che sarebbe riuscita anche di poco a farmi ragionare.
lo so, lo so che non devo piangere anche perchè alla fine a che serve?! cioè intendo non ha senso, sono lacrime sprecate, non puoi cambiare cose permanenti.
me lo ripete di continuo. ma non riesco a non farlo... in quale altro modo posso sfogarmi altrimenti?!
spero solo di riuscire ad affrontare la giornata in pace e col sorriso, spero di non rovinare tutto anche domani.
ehy! grazie per aver letto questo mio primo capitolo! non avevo mai provato a scrivere, e devo dire che in realtà mi piace e mi rilassa. appena avrò ispirazione scriverò una seconda parte. spero vi sia piaciuto il mio stile e la piccola storia❤️
alla prossima✨
- Lei
