CAPITOLO 1

38 3 6
                                        

Luke si buttò sul suo freddo letto
Era l'alba ed era appena tornato a casa,insomma non che si possa definire tale. Vive in una soffitta in cui paga l'affitto.
Ha un bagno,una cucina e una camera da letto.Comoda no? 

Delle volte Luke,vorrebbe ripartire da zero.

Se si potesse, non sarebbe così stronzo,così egoista,così tenebroso...si insomma così :Luke.
Perchè Luke,non è tutto questo,ma si è adeguato a quello che la vita gli ha offerto.
Persone false,cattive e senza scrupoli.

Luke,per adeguarsi è diventato come loro.

Bradfordsi è svegliata.

Gli adulti iniziando ad andare a lavoro,i bambinia scuola,molti tornano nelle proprie case dopo una lunga notte.

La città prende vita.Bradford si è svegliata e con lei anche Eliana,che aprendo gli occhi non desidera altro che tornare adormire,nel suo caldo letto.
Osservò la sveglia che segnava le 7:30, caspita era proprio in ritardo.
Scese giù dal letto, cercando la divisa scolastica pulita,non pensò nemmeno difare colazione,no..a quella penserà più tardi.
Fece le scale di scorsa raggiungendo la cucina "Papà sono in unritardo tremendo"

"Si anche io" disse bevendo il caffè e guardando l'orologio "Sali in macchina,prendo la giacca ed andiamo"

Lei annui "Ciao mamma"

"Ciao Tesoro buona.." non terminò la frase che la porta si chiuse"Quella ragazza ha bisogno di uscire!"

"Il tempo di trovare degli amici e lo farà,stai tranquilla!Adesso vado"le diede un bacio  "Non torno a pranzo,ho un cliente per quell'ora!"

Suo padre era un'avvocato.
Il classico uomo vestito giacca e cravatta, alto,giovane e bello.
E lo dicevanon perché fosse suo padre,ma perché era così.E la sua mamma, una splendida infermiera,dagli occhi color smeraldo.
Com'era possibile che da due genitori così belli, lei non si ci sentisse affatto?
Eppure era una ragazza dai tratti delicati,di altezza medi e di un fisico al quanto perfetto come ogni ragazza della sua età.
E i suoi occhi,erano così azzurri da sembrare trasparenti...un po' come lei.

Bradford si è svegliata.
Luke imprecava contro lo specchio, doveva farsi la barba ma come al solito era in ritardo.
E doveva lavorare.
Certo che doveva farlo, come si sarebbe pagato l'affitto di quel piccolo appartamento?
Magari,doveva pensarci la sera prima invece di bere fino a tardi con i suoi amici.
Si guardò di nuovo allo specchio.
Ma dove ce li aveva messi,quei ventitré anni?
Decise di non pensarci,era già in ritardo,lavorava nell'officina del padre del suo amico e non voleva giocarsi la loro fiducia.
Si vestii in fretta e scese giù,con la speranza diessersi portato la moto a casa e non averla lasciata in qualche pub.

"ECCOLA!" disse, sospirando "Iniziamo questa giornata".

Prima di mettersi il casco,sentii squillare il cellulare: "pronto?Noah?"

"Luke,si sono io. Dove sei? Passi dal signor Levis?Ha sfornato dei cornetti buonissimi"

Il signor Levis,l'uomo con la caffetteria più buona di tutta Bradford.

"Non posso Noah,sono già in ritardo.Di' al signor Levis,che vengo all'ora di pranzo".


                                                                           ****************

Tutti si precipitarono ai cancelli,al solito Will, l'inserviente ha l'ordine di chiuderli dopo il suono della campana.

Eliana indossava gli auricolari, nonostante suo padre si era appena fermato per farla scendere, e di conseguenza salutarla.

TUTTA COLPA DEL DESTINOStories to obsess over. Discover now