Quella notte il paese era silenzioso: tutti dormivano o, se svegli, erano costretti a rimanere nelle loro case a causa del forte temporale che persisteva dal pomeriggio e che non dava segni di smettere.
Solo in un edificio le luci erano ancora accese: il liceo Guarino Veronese era rimasto attivo dopo l'orario di cena per la novità della "Notte del classico", una notte dedicata interamente a quell'indirizzo e che aveva visto indaffarati soprattutto i dodici ragazzi di quarta, i quali erano stati costretti, alla fine di tutto, a riordinare l'aula magna.
Infatti i ragazzi avevano ottenuto il permesso di fare questa serata solo se avessero accettato di riordinare la sala.
Fatto sta che i giovani finirono di sistemarla quand'era ormai quasi mezzanotte.
«E con questo scatolone abbiamo finito» dichiarò Alberto lisciandosi la maglia dopo aver riposto l'oggetto nel ripostiglio.
«Non direi-Evita poggiò la mano sinistra sulla spalla destra dell'amico e indicò dall'altra parte della sala-manca quello» Alberto imprecò accorgendosi che aveva dimenticato un ultimo scatolone, il più grande di tutti.
Cristiano venne in aiuto all'amico e insieme lo trasportarono nel ripostiglio.
«I teli dobbiamo toglierli?» domandò Giorgia a Giulia, che scosse la testa.
«I prof hanno detto che se ne occuperanno loro domani mattina: dicono che sono troppo pesanti per noi. Gentili pensare a noi quando loro sono a casa» ironizzò.
«Gentile pensare a loro quando anche tu dovresti aiutarci al posto di stare lì impalata col foglio e una matita in mano a sbarrare i lavori che noi abbiamo fatto» la apostrofò Elisa non tanto bonariamente.
«Touché cara mia» la ragazza arrossì colpevole tra le risate dei compagni.
Appoggiò foglio e matita su un tavolo e raggiunse l'amica.
I teli, alti fin quasi al soffitto, erano delle sfumature di blu e azzurro del mare; infatti il tema della "Notte del classico" era la "tempesta" e ogni classe era stata addobbata con teli che ricordano il mare e quadri famosi raffiguranti navi, barche e pesci. L'aula magna non era da meno: quattro teli, rinforzati da degli apparecchi, erano disposti ai lati della sala, mentre al centro avevano riprodotto con la carta sei barchette per giocare a una versione maxi e 3D di battaglia navale. Non c'è bisogno di dire che i ragazzi persero quasi un'ora a giocare dividendosi in coppie; il gioco finì perché Elisa e Chiara credevano che Aurora e Giorgia avessero imbrogliato e, non essendoci nessun arbitro che poteva aver visto le cose chiaramente, la battaglia navale affondò miseramente.
«Abbiamo finito adesso?» domandò Sara poggiando la scopa al muro.
Giulia controllò la lista e con una penna cancellò l'ultimo lavoro dall'elenco delle cose da sistemare: «Abbiamo finito finalmente».
«Possiamo andare quindi?» le chiese Melissa sistemandosi una ciocca di capelli biondo dietro l'orecchio.
«Sì, devo solo prendere le chiavi e...» Giulia si tastò le tasche della giacca alla ricerca del mazzo di chiavi ma non lo trovò.
«Ragazzi, ditemi che avete voi il mazzo di chiavi» ma scossero la testa, Caterina si avvicinò con volto vicino a quello della compagna e la guardò dal basso, essendo poco più bassa di lei, e brandì una scopa contro la ragazza a mo' di spada: «Ce le hai tu vero? Non possiamo uscire da scuola senza prima chiudere l'aula magna!»
«Le avrò dimenticate nella nostra classe, tranquilla: vado a prenderle e torno» e aprì la porta che dava sul corridoio.
In quel momento un fulmine illuminò la sala e le luci, a seguito di un tuono, si spensero.
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SOMNIUM CICERONIS
ParanormalEra una notte buia e tempestosa, quella in cui dodici ragazzi rimasero bloccati all'interno del loro scuola, senza via d'uscita, in compagnia di una presenza non desiderata... Cosa accadrà durante la notte in quel liceo? TUTTI I DIRITTI SONO RISERVA...
