C'è uno sconosciuto che dorme nel mio letto. Un ragazzo davvero molto carino, anzi a guardarlo bene sembra più un signore. Forse sarà sulla quarantina. Oddio, magari pure sulla cinquantina. Il problema è che è rivolto a pancia in giù sul letto e ha i capelli che gli coprono la faccia, non riesco a vedere bene. Ma al di là dell'età, questo chi è?
Mi stropiccio gli occhi, ho un'emicrania tremenda, anzi sento proprio la testa che mi gira, sono al luna park. Pochi secondi da sveglio e ho già un casino nel cervello che basta e avanza. Chi diamine è? Cerco in tutti i modi di razionalizzare, di comprendere quello che mi sta accadendo. Un uomo, mai visto prima, sta ronfando nel mio letto, ogni tanto russa un po' più forte e mi ricorda che sta succedendo tutto davvero. Ma aspetta un attimo. Aspetta. Questa non è la mia stanza! Dove sono?
C'è un'enorme finestra al lato di questo letto matrimoniale. Mi gratto la testa. Le lenzuola sono intonse, di un bianco candido che riflette la luce da fuori, che tremendo male agli occhi. Sento la testa pulsare, uno, due, tre quattro colpi alla volta. Mi guardo ancora intorno. Di fronte a noi due, sconosciuti, nudi sullo stesso letto senza nemmeno ricordarci i nostri rispettivi nomi, c'è una tv a 50 pollici, copre tutta la parete. Lo schermo è spento ma anche senza occhiali riesco a percepire la scritta LG che si muove in diagonale. Quante volte ho sperato che si infilasse proprio nell'angolino.
Giro la testa, lui è ancora lì. Non è morto, la cosa mi rincuora, ma non sembra avere alcuna intenzione di tirarsi su. L'occhio mi cade sulle maniglie dell'amore, ma me lo sono scopato veramente? Un cinquantenne grasso? Spero almeno abbia pagato lui, stanotte, non vorrei ritrovarmi con uno scherzetto sulla carta di credito. Immagino di sì, in ogni caso, anche da sbronzo non avrei mai potuto accettare un invito a mie spese.
A fatica sollevo il mio corpo mingherlino dal materasso facendo leva su entrambe le braccia, a malapena mi reggo in piedi e per poco non cado di testa sul comodino. Ho perso il controllo tante volte, forse però ieri sera ho esagerato. Ancora non riesco a capire cosa sia potuto accadere. Un'altra scarica nervosa mi riempie il cranio, vedo le stelle, mi sale la nausea. Corro in bagno, di solito è attaccato alla porta di ingresso, la porta è aperta, la luce è spenta. Tocco a tentoni ogni singolo centimetro della parete fino che, finalmente, un clic mi rincuora. Un fascio di luce mi penetra negli occhi, li richiudo, poi mi inginocchio sul water e rigurgito tutto quello ho in corpo da ieri sera. Mi aspetto che esca della poltiglia ma in realtà non c'è niente, soltanto del liquido verdastro. A litri. Il sapore aspro del gin, ecco di cosa mi sono fatto ieri sera, mi riporta indietro, seppure in modo vago, a qualche ora fa.
Con la bocca ancora sporca di saliva mi rialzo, mi guardo allo specchio del bagno e inizio a sciaquarmi il viso, violentemente. Quell'altro continua a russare, ha alzato il volume, immagino stia ancora in fase REM. Abbasso la tavoletta, mi siedo sul water e mi porto le mani in faccia, come se dovessi cancellare quello che in realtà, piano piano, sta affiorando e che non riesco ad ammettere.
Ho fatto il test, adesso sì che mi ricordo. Mi hanno detto che servono dieci giorni per i risultati. Dieci giorni in attesa, ma stiamo scherzando? Ho obbligato tutti i miei amici ad uscire, Amadine, Philippe, Pierre, sono venuti con me, ci siamo fatti un giro, li ho portati a ballare, non so nemmeno io dove. Quando mi hanno lasciato da solo perché erano stanchi e volevano tutti tornarsene a casa, mi ha approcciato un ragazzo, poi due, poi tre. Con i primi sono finito in bagno, con gli ultimi chi lo sa. Quel che è certo è che il jackpot se l'è portato a casa quello là. Chi sa come si chiama. Di solito Claude, Amine. Forse è arabo. È con l'alcol e soprattutto con il sesso che cerco di scordare il dolore, l'ansia, l'angoscia. Lo psicologo, per quanto se ne dica, non mi è mai servito a nulla, quandi soldi ci avrò buttato?
Dieci giorni. Positivo o negativo, vita o morte. Sono stato piuttosto attento, me che ne vuoi sapere? E lo sa lui, questo qui, questo che non si è ancora degnato di spostarsi di un centrimetro, con chi ha scopato stanotte? Non lo so, non credo, magari è abituato. Quando e se si sveglierà dovrà al massimo trovare una risposta alla stessa domanda che mi sono fatto io prima, quando ho aperto gli occhi. Io di risposte invece ne sto cercando a milioni. Dieci giorni in attesa. E poi?
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Dieci giorni in attesa
General FictionMathis si sveglia dopo una notte di follie, senza ricordarsi assolutamente nulla di quello che è accaduto. Piano piano, riprendendo la lucidità, il ragazzo si ricorda suo malgrado del motivo per cui si trova in questa stanza d'hotel e quello che lo...
