Il Governo

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20 Giugno - 5:42 pm

«Hai studiato per l'interrogazione di storia?»
BOOM.
«Figliolo, ricordati il pranzo prima di uscire!»
BOOM.
«Cosa vuol dire che vuoi rompere?!»
BOOM.
«Stia tranquillo, è solo una piccola puntura... durerà un secondo.»
BOOM.
Il mondo esplose in un lampo bianco.
Un ragazzo spalancò gli occhi e risucchiò aria come se stesse riemergendo da un oceano nero.
Il pavimento freddo e grigiastro gli graffiava la schiena mentre tossiva, cercando di capire dove fosse.
Le voci nella sua testa non si fermavano, rimbalzavano come schegge impazzite.
Nessun contesto, nessuna logica. Solo caos.
Provò ad alzarsi.
Un dolore improvviso gli trapassò l'addome, piegandolo a metà. Si guardò sotto la maglietta strappata.
Nessuna ferita.
Zero sangue.
Zero spiegazioni.
Con un respiro tremante si tirò verso il muro e si appoggiò, costringendo i suoi occhi confusi a mettere a fuoco l'ambiente.
E riconobbe il posto.
Il retro del supermercato dove passava le giornate con gli amici, ridendo, scappando dai compiti, parlando del nulla.
Un posto qualsiasi.
Un posto sicuro.
O almeno... lo era.
Adesso, davanti a lui, la sua cittadina sembrava la scena di un disastro naturale:
auto distrutte, altre rovesciate, pali della luce piegati, l'asfalto spaccato come se avesse tremato la terra.
Silenzio.
Un silenzio inquietante, sporco di assenza.
Che diavolo è successo?
Perché non ricordo niente?
Dove sono tutti?
Il rombo di un motore lo risvegliò dal torpore.
Si mosse d'istinto, strisciando dietro una colonna del parcheggio.
La macchina si fermò.
Due uomini scesero con lenti movimenti da addestramento: uniforme grigio-militare, armi al fianco, sguardo morto.
Erano dei soldati.
E lui non aveva bisogno che parlassero per capirlo.
- Stiamo perdendo tempo qui - sbuffò il primo. - Non troveremo nessun ragazzino in questo buco di posto.
- Basta lamentarti, Travis - rispose l'altro, più nervoso. - Questi parassiti spuntano come funghi.
L'altro giorno ne ho visto uno. Era di sicuro diretto all'Istituto.
- Mah... tanto la scelta è solo tra morire qui... o morire là dentro.
Risero.
Una risata secca, senza calore, come il rumore di una corda che si spezza.
Il ragazzo non restò ad ascoltare il resto.
Scattò via da quel parcheggio senza guardarsi indietro.
Direzione: casa.
L'unico rifugio che conoscesse.

20 Giugno - 5:42 pm

Gli occhi persi fuori dal finestrino: i cartelli stradali che scorrevano gli avevano appena rivelato che erano passati 53 km.
Il suo polso gli disse il resto:
1 ora. 21 minuti. 47 secondi.
Dietro le manette.
Come un criminale.
Ricordati perché lo stai facendo.
Cinque ragazzi in totale, sparsi tra i sedili posteriori.
Tutti con lo stesso sguardo: paura mascherata da finta calma.
E davanti, l'autista: un militare che non aveva né il tempo né la voglia di fingere umanità.
La destinazione la conoscevano tutti.
Non serviva pronunciarla.
Era quel posto.
Il posto che chiunque avrebbe evitato se potesse scegliere.
Tra tutte le persone sul bus, una in particolare lo colpì.
Una ragazza, sola, seduta in diagonale rispetto a lui.
Capelli castano chiaro, lisci, lunghi.
Occhi grigio scuro, intensi come un temporale.
Pelle chiara.
Espressione... serena.
In mezzo a tutto quel terrore, lei sembrava calma.
Sei bellissima.
E stupida.
O coraggiosa.
Molto coraggiosa... oppure molto stupida.
- Ok, spazzature viventi - gracchiò l'autista nel megafono - siete arrivati alla vostra nuova casa.
Dimenticatevi tutto: la vostra vecchia vita, le vostre famiglie... e voi stessi.
Ora appartenete al Governo.
Muovete i vostri culi giù dal MIO autobus!
Furono spinti in fila lungo un corridoio oscuro e angusto.
Alla fine, la porta si aprì su una sala immensa.
Le luci si accesero.
Al centro, un unico, enorme poster: la colonnello Lemos.
La donna che era la faccia del Governo.
Capelli corti castano chiaro.
Occhi azzurri di ghiaccio.
Sorriso perfetto... e finto.
Poi la sua voce riempì la stanza.
- Salve a tutti. Vi stavamo aspettando, giovani.
Sono la colonnello Lemos, ed è un onore accogliervi nella nostra grande famiglia.
Il nostro Paese ha bisogno di voi.
Qui formeremo un'élite pronta a distruggere il nemico.
Insieme costruiremo un mondo perfetto.
Benvenuti... al Governo.
Le luci rimasero accese.
Ma il mondo di tutti loro... si era appena spento.

20 Giugno - 5:42 pm

La ragazza schivò il calcio come un'ombra e rotolò sull'asfalto della palestra, rialzandosi con uno scatto fluido.
Un pugno preciso colpì il fianco del suo avversario.
Lui ringhiò, afferrandole il polso per tirarla a sé.
Tentò una testata.
Lei barcollò, stordita, e lui sfruttò l'apertura:
due colpi al volto, violenti e ravvicinati.
Al terzo, però, lei bloccò il braccio con le sue.
Portò la gamba in alto e gli sferrò un calcio secco allo stomaco.
Lui indietreggiò.
Lei avanzò.
Un colpo e un passo indietro.
Un colpo e un passo indietro.
Una danza di sopravvivenza.
Finché lui la intrappolò:
mano al polso, braccio sollevato.
Gambe che si infrangevano sul suo fianco sinistro.
Ogni colpo, un dolore più intenso.
Non arrenderti. Non ancora.
Lei lo colpì al volto.
Una volta.
Due volte.
La terza gli fece mollare la presa.
Ne approfittò: una manata alla gola, un respiro, e poi un pugno dritto al volto che lo buttò a terra.
E lei cadde sopra di lui.
Lui perse i sensi.
BIIIIIP.
Fine combattimento.
Lei raggiunse barcollando la fontana, bevendo come se fosse acqua dopo giorni nel deserto.
- Sei stata grande - disse Mirea, arrivando alle sue spalle - ma avrei scommesso contro di te, sinceramente.
La ragazza la fulminò con lo sguardo.
- Non ti capisco. Hai vinto, dovresti essere felice.
- Non m'interessa vincere, Mirea.
Odio questi combattimenti del cavolo.
Non fanno altro che dividerci.
- Oh, eccoci... di nuovo.
- Non gli basta separarci in base ai poteri? Nex, Phys, Dualis...
Devono pure classificarci in gradi: uno, due, tre... decisi da chi? E come?
- Non dovresti lamentarti: sei una delle poche che conosco con un terzo grado mentale.
La ragazza abbassò lo sguardo.
Respirò a fondo.
E capì una verità semplice, tagliente:
Questo posto non era casa.
Non sarebbe mai stata casa.
E quello era solo l'inizio.

TR3Cerita yang bikin terobses. Temukan sekarang