Prologo

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Rieccomii! Dopo una lunga attesa sono tornata con il sequel della fanfiction ''Lo stronzo e la ribelle''. Come sempre se volete chiedermi qualcosa o avete dei consigli sarò ben felice di rispondervi e prendervi in considerazione. Spero che la storia vi piaccia, e beh...Buona lettura!  ❤

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Il rumore delle onde che si incontrano con le pareti del sottomarino in una leggera danza, il profumo della salsedine e il buio assoluto. E' questo ciò che al momento mi circonda.        Ad un tratto, la mia vista cattura, dopo interminabili minuti, uno spiraglio di luce che segna l'alba di un nuovo giorno. Ma non uno qualsiasi.
Oggi, esattamente sei anni fa, al sorgere del sole, io e mia sorella ci siamo separate per sempre. Non ero mai stata così sentimentale, ma da quando lei non c'è più accanto a me, non sono più stata la stessa. Un pezzo di me, è rimasto laggiù, con lei. Ma se manca un parte per essere completi, irrimediabilmente si cade in frantumi. O almeno, è così che dovrebbe accadere.               
E' successo anche a me, dopotutto. Mi sono spezzata dentro, per colpa di quella parte mancante. Ma c'è stato qualcuno, c'è stato lui, che ha saputo prendermi pezzo per pezzo, anche a costo di tagliarsi, per rimettermi insieme.
Senza tante ragioni, senza domande, senza ''ma''.  Lui c'era sempre. Senza che io glielo chiedessi mai. Lui c'era e basta. E' stata la mia ancora di salvezza in un mare burrascoso, un bicchiere d'acqua in mezzo al deserto.  Lui, Law, l'unico che io abbia mai amato, è stato tutto questo per me.   
E' solo grazie a lui se adesso, non sono chiusa in cabina, isolata dal mondo, immersa nei miei pensieri, intrappolata nei miei ricordi. Gli devo tutto.                                                             
Nonostante abbia odiato profondamente mentire ai suoi compagni, non poteva certo dire loro di essere stato catapultato in un altro mondo e di avermi incontrata lì. Così, ha spiegato a tutti di avermi trovata a Dressrosa dopo tanti anni (dato che mi ha spacciata per una sua vecchia conoscenza), proclamandomi non solo la sua ragazza, ma anche un nuovo membro della ciurma. I ragazzi, appena l'hanno saputo, hanno fatto i salti di gioia e mi hanno accolta a braccia aperte fra di loro. Ovviamente, facendo ora parte dell'equipaggio, mi hanno dato la classica tuta grigia, che io ho adattato in una versione più femminile. I lunghi e larghi pantaloni che la caratterizzano normalmente, gli ho trasformati in dei comodi e corti pantaloncini, e della felpa ne ho diminuito la grandezza per renderla un po' più attillata e l'ho anche accorciata, mentre ai piedi mi sono comprata degli stivaletti neri. Nonostante questo, però, è stato difficile inserirmi in un ambiente nuovo, e sopratutto, senza la presenza di mia sorella. Fin da quando eravamo piccole, ovunque andassi c'era sempre Giada con me. Ma stavolta...lei non c'era.
Ed è proprio qui, sul ponte della Polar Tang, in questo giorno, che mi permetto di tornare con la mente nel passato, per ricordarla, per sentire di nuovo la sua presenza e la sua voce che mi assilla con tutte quelle dannate domande.
Parrà strano, ma mi manca anche questo di lei.
Ci sono momenti in cui mi pento di non esserle stata accanto negli anni come lei ha cercato di fare con me. Il mio carattere non sarebbe cambiato, di questo ne sono certa, ma avrei potuto supportarla di più. Ma avevo paura del ritorno di Astarte, che è comunque avvenuto. Perciò è stato tutto inutile, ed è solo colpa mia. Mi hanno dato la colpa di tante cose nel corso degli anni, ma questa è l'unica che sento sia davvero quella da rinfacciarmi a vita.                                    <<Sapevo di trovarti qui>> una voce mi risveglia dai miei pensieri, impedendomi di cadere di nuovo nei profondi sensi di colpa. E chi poteva essere se non il mio salvatore?
Accenno un sorriso a quell'affermazione.
<<Sono diventata così prevedibile?>>domando, ritornando ad osservare il sole sorto soltanto per metà.
<<Direi di si>> ribatte, guadagnandosi una mia gomitata, che lo fa sghignazzare.                                     
<<Sbagliato. La risposta giusta era: ''no, nient'affatto, e mai lo sarai''>>.
<<E perché avrei dovuto mentirti? Sono solo stato sincero, sai quanto io odi i bugiardi>>mi circonda la vita, facendomi posare la schiena sul suo petto.                                                             
<<Mhm mhm>> annuisco godendomi il calore del suo corpo. Dopo quelle parole, nessuno dei due fiata. Sa che questo per me, è il momento dove posso ricordare i momenti passati con Giada nel mio ex mondo, me lo ha consigliato lui di farlo, e sa anche molto bene, quanto questi attimi debbano essere ricchi di silenzio, così che non possa distrarmi.
Non basterebbe una vita per dire a Law tutti i ''grazie'' che gli devo, ma in queste cose non sono brava, lui lo sa. Ma in fin dei conti, sono i gesti che contano maggiormente, ed è in ciò che faccio che, se si sa leggere bene, puoi comprendere le parole: grazie, ti amo.

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