Sulle Figure Irregolari

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Nelle pagine precedenti ho dato per scontato - forse avrei dovuto specificarlo all'inizio facendone un ben distinto e fondamentale assioma - che ogni essere umano della Flatlandia è una Figura Regolare, ossia è di costruzione regolare. Voglio dire con questo che non basta che una Donna sia una linea, deve essere una linea retta; Artigiani e Soldati devono avere due lati uguali; i Commercianti devono avere tre lati uguali; gli Avvocati (clas se a cui io umilmente appartengo) quattro lati uguali, e, in genere, in ogni Poligono tutti i lati devono essere uguali. Le dimensioni dei lati dipendono naturalmente dall'età dell'individuo. Una Femmina appena nata misurerà un paio di centimetri di lunghezza, mentre una Donna di una certa statura potrà arrivare ai trenta centimetri. Quanto ai Maschi di ogni classe, si può dire approssimativamente che la lunghezza totale dei lati di un adulto, se si fa la somma, è di sessantacinque centimetri o poco più. Ma ora non parlo della misura dei nostri lati. Parlo della loro uguaglianza; e non c'è bisogno di riflettere troppo per capire che tutta la vita sociale della Flatlandia riposa sul fatto fondamentale che la Natura vuole che tutte le Figure abbiano i lati uguali. Se avessimo i lati disuguali, anche i nostri angoli potrebbero essere disuguali. Non basterebbe più tastare o valutare a vista un solo angolo per determinare la forma di un individuo; bisognerebbe misurare tutti gli angoli, uno per uno, procedendo a tastarli. Ma la vita sarebbe troppo corta per un simile fastidioso brancolamento. Perirebbe immediatamente ogni Scienza e Arte di Riconoscimento a Vista; e il «tastare», nella misura in cui è un'arte, non sopravviverebbe per molto tempo; ogni contatto umano diverrebbe pericoloso o impossibile; sarebbe la fine di ogni fiducia, di ogni previsione; nei più elementari rapporti sociali nessuno si sentirebbe più sicuro; in una parola, la civiltà ricadrebbe nella barbarie. Corro troppo? Mi seguono i miei Lettori in queste ovvie conclusioni? Senza dubbio un momento di riflessione, e un solo esempio tratto dalla vita di ogni giorno, basteranno a convincere tutti che il nostro intiero sistema sociale è fondato sulla Regolarità, ovvero sull'Uguaglianza degli angoli. Dunque, poniamo che incontriate due o tre Commercianti per istrada, e che li riconosciate subito per tali dopo uno sguardo ai loro angoli e ai loro lati che si fanno via via più sfumati; e che quindi li invitiate a pranzo a casa vostra. Oggi come oggi, questo potete farlo in perfetta sicurezza, perché tutti conoscono, con un'approssimazione di due o tre centimetri, l'area occupata da un Triangolo adulto: ma supponete che il vostro Commerciante si trascini, dietro al suo vertice regolare e rispettabile, un Parallelogramma con una diagonale di ventotto o trenta centimetri: come vi regolereste con un simile mostro incastrato nella porta di casa vostra? Ma offendo l'intelligenza dei miei Lettori continuando così a spiegare cose che saranno più che evidenti a chiunque goda i vantaggi di abitare in Spacelandia. È ovvio che in circostanze tanto funeste misurare un angolo solo non basterebbe più: si passerebbe la vita a tastare o a ispezionare il perimetro dei propri conoscenti. Già ora le difficoltà per evitare una collisione in una folla sono tali da mettere alla prova la sagacia perfino di un Quadrato istruito; ma se nessuno potesse fidarsi della Regolarità di una sola Figura che incontra, non ci sarebbe più altro che caos e confusione, e il minimo allarme causerebbe seri danni, o - se per caso fossero presenti Donne o Soldati - magari anche una considerevole perdita di vite umane. Perciò l'Opportunità collabora con la Natura nell'imprimere il sigillo della sua approvazione sulla Regolarità di conformazione: né la Legge è rimasta indietro nel secondare i loro sforzi. «Irregolarità di Figura» ha da noi lo stesso significato, o anche peggiore, che ha da voi una combinazione di stortura morale e di criminalità, ed è trattata di conseguenza. È vero che non mancano alcuni propagatori di paradossi, i quali sostengono che non si deve postulare una connessione fra l'Irregolarità geometrica e quella morale. «L'Irregolare» dicono «è sin dalla nascita guardato con sospetto dai suoi stessi genitori, è deriso dai fratelli e dalle sorelle, è trascurato dai domestici, schernito e tenuto in disparte dalla società, oltre che escluso da ogni posto di responsabilità e di fiducia, e da ogni attività produttiva. Ogni sua mossa è rigidamente sorvegliata dalla polizia fin quando diventa maggiorenne e si sottopone a un'ispezione; e allora, o lo si elimina, se si scopre che supera il margine stabilito di deviazione, oppure lo si seppellisce vivo in un ufficio governativo come impiegato di settima classe; gli si proibisce di contrarre nozze; lo si obbliga a lavorare come uno schiavo a un'occupazione priva d'interesse e con uno stipendio miserabile; lo si costringe a stare a pensione presso l'ufficio, e a passare anche le vacanze sotto stretta sorveglianza. Come si fa a stupirsi se la natura umana, anche la migliore e la più pura, si amareggia e si corrompe in tali condizioni!». Argomentazioni più che ragionevoli; ma non riescono a convincermi, come non hanno convinto i nostri Statisti più saggi, che i nostri antenati abbiano errato stabilendo come assioma politico che la tolleranza dell'Irregolarità è incompatibile con la sicurezza dello Stato. Non ci sono dubbi che la vita di un Irregolare sia una vita grama; ma che sia così lo richiedono gli interessi della maggioranza. Che ne sarebbe delle arti della vita se si permettesse a un uomo con un davanti triangolare e un didietro poligonale di esistere e di propagare una discendenza ancor più Irregolare? Si dovranno forse alterare tutte le case, le porte e le chiese di Flatlandia per far luogo a tali mostri? Si dovrà chiedere ai nostri bigliettai di misurare il perimetro di tutti, uno per uno, prima di consentirne l'accesso in un teatro o in una sala di conferenze? Si dovrà esentare un Irregolare dal Servizio Militare? E se no, come si farà a impedirgli di seminare la rovina tra le file dei suoi commilitoni? Ancora, quali irresistibili tentazioni di imposture fraudolente debbono fatalmente assediare una creatura simile! Che gli ci vorrebbe a entrare in un negozio presentando il suo davanti poligonale e ordinare a un Commerciante fiducioso merci in quantità illimitata! Lasciamo pure che gli avvocati di una Filantropia a torto così chiamata insistano quanto vogliono per l'abrogazione delle Leggi Penali sugli Irregolari; quanto a me, non ho mai conosciuto un Irregolare che non fosse anche quello che Natura voleva che fosse: un ipocrita, un misantropo, e, per quanto ne avesse la possibilità, un perpetratore di ogni genere di misfatti. Non che io sia pronto a sottoscrivere (oggi come oggi) le misure estreme adottate in alcuni Stati, dove un neonato il cui angolo presenti una deviazione dalla normalità di appena mezzo grado viene sommariamente eliminato all'atto della nascita. Abbiamo esempi di uomini tra i più nobili e capaci, uomini a volte di autentico genio, che si sono trovati a lottare, nei primi anni, contro deviazioni perfino di quarantacinque minuti primi, e anche più: e la perdita delle loro vite preziose sarebbe stata un danno irreparabile per lo Stato. L'arte poi della medicina vanta alcune delle sue conquiste più fulgide nelle compressioni, estensioni, trapanature, collegamenti, e altre operazioni chirurgiche o dietetiche grazie alle quali l'Irregolarità è stata curata in parte o del tutto. Auspicando pertanto una Via Media, non vorrei stabilire una linea di demarcazione netta e assoluta; ma proporrei piuttosto che se, al momento in cui di solito il contorno si sta incominciando ad assestare, il responso della Commissione Medica dice che la guarigione è poco probabile, il rampollo Irregolare sia tolto di mezzo, pietosamente e in modo indolore.

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