in volo

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Lascia cadere la bomba, dicono.

Mica è facile... lasciarla cadere, e poi?

La Bomba è mia e sono importante per questo, lo sarò finché io e la Bomba saremo una cosa sola. Io e lei insieme possiamo andare in giro anche per mesi se solo io lo voglio, e io lo voglio.

Siamo partiti insieme in questa avventura, e loro me l'hanno affidata, insegnata, fatta amare in attesa del Bisogno. Avevano detto che non ci sarebbe mai stato questo bisogno. Io e lei eravamo simili ad un'attrazione del circo, che il mondo avrebbe dovuto solo vedere e temere: la nostra presenza era sufficiente. Ero ormai abituato a questo. Telegiornali, visite ufficiali... anche un film! Noi arrivavamo e tutti si fermavano a guardarci. La Bomba e l'uomo della Bomba erano davanti a voi: lucidi, nuovi, spietati, potenti e terribilmente belli. Avevamo un posto di riguardo all'interno della base segreta. Ogni giorno aveva la sua routine fatta di riti quasi religiosi. La Bomba era osannata, pulita, rifornita, viziata, e io ne ero il sacerdote massimo. Sotto di me lo stuolo dei fedeli seguivano docili i miei comandi. Il benessere della bomba era il mio benessere e quello del mondo che difendeva. C'era e c'è chi ci teme ed odia, come è giusto che sia: stupidi pacifisti, che grazie alla libertà che noi garantiamo, hanno tutto il tempo di fare manifestazioni e cortei contro di noi, inveendo con slogan stupidi ma poetici. La Bomba non ha orecchie, ma non sembrano rendersene conto ... Ad ogni buon conto, ciò che io e la bomba possedevamo, era un invidiabile equilibrio, come una coppia ben affiatata: come non innamorarsi di una cosa così potente e fedele?

Adesso siamo a bordo di un bombardiere strategico, voliamo lontani dalla superficie del mondo. Qualche idiota non ha avuto sufficiente fede nella mia Bomba, e ritiene che le proprie siano più forti e potenti. Ci hanno mandato nel cielo per dimostrare a loro, a tutti, il contrario. Siamo partiti senza pensarci, con l'unico desiderio di compiere la missione per cui siamo nati, ma adesso, mentre vedo il mondo scorrere pigro sotto di noi, è come se mi svegliassi da un sogno. Non voglio lanciare la mia Bomba in quel disordine. Non voglio vederla esplodere, sprecarsi, inutilizzarsi. Anni di studio e preparazione per pochi secondi di luce sono un contratto inaccettabile. La guardo, lucida e tranquilla nella pancia del bombardiere, cullata dal rumore dei reattori, e non voglio separarmi da lei, non lo farò. Do ordini all'equipaggio, mi obbediscono: devono farlo, anche se sono stupiti. Fra non molto protesteranno, e chiederanno comunque ordini alla base, lo so.

Tiro fuori la mia pistola, in attesa che i meccanismi del comando producano frutti sulla volontà dei soldati.

Sono perfettamente tranquillo. Mutuo la mia lucidità dallo splendore della corazza della bomba: in fondo sono inattaccabile come lei.

L'equipaggio giunge puntuale con "Ordini", "per favore", "Signore", "necessità", "guerra" e buona parte del galateo militaresco per farmi desistere. La mia Bomba rimane dove io voglio. Non possono impedirmelo. L'aereo vola sul mondo, lontano dal suo rumore e dai suoi odori, fra nuvole e sole. Non so dove siamo, non mi interessa. L'equipaggio, forzatamente inattivo, medita azioni contro di me: è il momento del pazzo con la pistola: dura poco, alla fine rimangono solo i piloti: sono terrorizzati dalla situazione e dalla tensione.

Il mondo improvviso si tende, urla, impazzisce in un diluvio di ordini e messaggi radio e telegiornali impazziti, i codici si inseguono folli e ripetitivi in un mantra acefalo.

Giunge infine la notizia che gli altri sono stati più deboli di me: non sono stati capaci di tenere a freno le loro bombe, forse più giovani e impazienti della mia. E ora cadono al suolo come frutti maturi pieni di luce. Vediamo bagliori e fumo per diverso tempo, poi nulla, nulla nel cielo, sulla terra, fra le onde radio. Solo il rumore del vento e dei reattori.

I piloti tramortiti e rassegnati fanno l'unica cosa ancora in loro potere, e continuano a pilotare senza meta, senza un mondo su cui atterrare. Il mondo, è solo qui, adesso: è necessario volare per tenerlo ancora in vita.

Corriamo verso il tramonto, senza raggiungerlo mai, sospeso fra luci rosse e pesanti nuvole scure.

Abbiamo vinto, io e Lei, la mia Bomba.

Adesso siamo rimasti soli: lei e io siamo gli Unici, siamo i padroni.

la BombaWhere stories live. Discover now