19 Ottobre 2022
Liberty Hill, Texas
La luna era già alta, sospesa come un faro tra le nuvole.
La sera era tranquilla, solo qualche grillo in lontananza e il vento che passava tra gli alberi.
Da dove mi trovavo riuscivo a vederla bene.
Ayuna era seduta su una panchina ai bordi del campo sportivo, lo sketchbook sulle ginocchia, la testa leggermente china mentre disegnava.
Disegnare per lei non è mai stato un passatempo. È il modo in cui respira quando tutto il resto stringe troppo. Ogni linea tracciata era una carezza che leniva la tensione, un modo per riordinare il caos che sentiva dentro. In quel momento, sotto la luce fredda della luna, sembrava lontana da tutto: dalla pressione, dalle aspettative, da lui.
Io la osservavo. Come sempre.
Non poteva vedermi, ma io ero lì. Lo sono sempre stato. C'era una dolcezza nella sua presenza che non apparteneva a questo mondo. Una luce che non sapeva di avere. Eppure, quella sera, percepivo qualcosa di diverso. Una tensione nel respiro. Una crepa nel suo equilibrio. Lo sentivo perché era mia, in un modo che lei ancora non conosceva.
E poi, arrivò lui. David.
Con quel passo sicuro e quella voce che sembrava sempre sul punto di dare ordini. Lo odiavo. Non perché ero geloso, non solo almeno, ma perché riusciva a spegnere tutto quello che Ayuna era, con un solo sguardo. Era qualcosa di subdolo. Un veleno che si infilava nei gesti quotidiani, nei silenzi, negli sguardi.
«Piantala con questi disegnetti,» disse, con una smorfia di disprezzo. «Non è il momento per queste stupidaggini. Preparati.»
Ayuna si irrigidì. Le dita ancora strette sul quaderno, come se potessero difenderla.
Non disse nulla. Il suo silenzio era la sua unica difesa. Ma lui non si fermò.
Allungò la mano e glielo strappò via.
Lei fece appena in tempo a sussurrare un "No", ma era già troppo tardi.
Il suono stridulo delle pagine strappate lacerò l'aria come un urlo silenzioso. Quel quaderno era tutto. Anni di disegni, rifugi, emozioni, strappati via come carta straccia.
I quel momento sentii il bisogno di urlare, ma non potevo. Non ancora.
Uno dopo l'altro, i suoi disegni vennero accartocciati e gettati nel cestino vicino. Piccoli frammenti della sua anima, sacrificati al suo ego come se non valessero niente. Come se lei non valesse niente.
Vidi Ayuna alzarsi in piedi di scatto. C'era qualcosa nei suoi occhi che cambiò rapidamente. Una luce nuova. La sua iride sembrava tingersi di rosso, profonda come il colore dei suoi capelli.
Non era solo dispiacere. Era umiliazione, frustrazione, dolore. Era tutto ciò che aveva represso in quei mesi, esploso in un solo istante.
E poi successe.
Qualcosa cambiò nell'aria. Era come se il mondo trattenesse il respiro. Un vento sottile cominciò a muovere i suoi capelli, anche se tutto intorno era immobile. La luce lunare sembrava riflettersi su di lei in modo innaturale, quasi a volerla proteggere.
Io sentii la sua energia, cruda, intensa, mai vista prima. La sua rabbia non era più solo un'emozione: era forza. Potere. Una potenza latente che finalmente si stava svegliando.
David, per la prima volta, sembrò spaventato. Fece un passo indietro. « Ayuna... basta. Calmati.»
Ma era troppo tardi. Lei non era più del tutto presente. Era travolta da qualcosa di più grande, qualcosa che non riusciva a controllare.
Poi, solo urla. Quelle di David, e vidi la ragazza che amo perdere totalmente il controllo delle sue azioni.
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SANGUIS LUNAE _I discendenti degli dei_
Fantasía"Quando la luna sorgerà più grande che mai, il destino tremerà alle soglie del caos, tessuto dall'ombra implacabile di Phobos, il dio degli incubi". Testi antichi della famiglia Moon Ayuna, ragazza di umana stirpe cerca di scoprire il filo che la le...
