Sucellus

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Nella mitologia celtica si trova Sucellus, il dio dell’agricoltura, le bevande alcoliche dei Galli, le foreste e la medicina tradizionale celtica, ed è attribuito poteri come un creatore onnipotente nei popoli di Arvernos e Boyos.
Sucellus, il cui nome viene fatto derivare dal prefisso “Su”, ovvero “buono, ottimo” e dal termine latino “percellere”, il cui significato è “sconvolgere, colpire, uccidere”; il cui significato diventa “ il buon picchiatore” o “colui che batte bene”, è una delle divinità galliche più diffuse in tutta Europa.
Sono ben 200 i ritrovamenti di sue rappresentazioni, sempre raffigurato come un uomo robusto, dalla capigliatura riccia e leonina, una folta barba che scende fino al possente petto; impugna un martello dal lungo manico.
Le sue caratteristiche sono palesemente solari, le sue raffigurazioni sono sempre accompagnate da svastiche, ruote solari, croci.
Per alcuni studiosi egli è il Dio supremo dei Galli, il più grande di tutti, mentre per altri egli è il Dio al centro dei culti popolari, buono e onesto.
Sucellus veniva raffigurato con sembianze umane, avvolte da abiti di pelle di lupo. Egli porta nelle mani un martello dal manico lungo, che alcuni studiosi definiscono uno scettro, ed un vaso che si pensava fosse pieno di mosto.
Egli è raffigurato come un grande, forte, barbuto uomo di mezza età. Porta in mano un martello a maniche lunghe o a volte con un barile di birra sospeso in mano, ma per quanto riguarda il martello, si dice che lo usi per colpire il terreno in modo che ogni seme che vi è posto possa germogliare in primavera.Altre versioni sostengono che, egli usa il martello per punire gli uomini con gelate che distruggono intere colture.
Sucellus è legato principalmente all’agricoltura e il buon sviluppo delle colture, anche, ci sono occasioni che si riflettono con sua moglie Nantosuelta e insieme sono associati con la prosperità e il mondo domestico.
Inoltre, Sucellus è attribuito con la formazione di tuoni e tempeste, che è un parallelo con il dio Thor della cultura nordica; entrambe le culture sostengono che il tuono è prodotto dal colpo incessante alla cupola celeste.
Si dice che, cioè, per mantenere il ritmo adeguato del mondo e per essere in grado di ottenere un nuovo equilibrio.
Ecco perché, la paura dei druidi (membri della classe sacerdotale dell’Europa celtica) è di pensare che Sucellus smesso di fare il suo lavoro, che avrebbe generato un crollo del pianeta, dal momento che sarebbe lasciare la terra sterile e il cielo cadrebbe a pezzi sulla terra.
Tra i simboli che accompagnano le raffigurazioni di Sucellus compare anche la Z, simbolo del fulmine notturno; ad esempio la troviamo sulla statua di Visp, posizionato sotto il ginocchio sinistro.
Alcuni studiosi legano Sucellus al fulmine anche attraverso il maglio, sostenendo che il rumore che esso provoca colpendo ricorda il rumore del tuono; senza dimenticare che anche il Dio del tuono germanico.

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