CAPITOLO 1-- l'incontro

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È una fresca mattinata di fine Agosto qui a Follonica, una di quelle in cui la sabbia è ancora fredda ma l'aria sta iniziando a scaldarsi, il sole sta sorgendo e tinge il cielo di un arancione un po' rosato con delle nuvole così soffici da sembrare di cotone, sono seduta sulla sabbia e appoggio la schiena su un tronco portato lì dalla corrente.

Tra un po' arriveranno gli addetti degli stabilimenti a sistemare gli ombrelloni, così mi alzo e mi incammino verso casa, appena entrata vado in camera di mamma e vedo che sta ancora  dormendo, quindi vado in salotto e accendo la TV, trasmettono un programma sui reali inglesi e mentre lo sto guardando, mi arriva un messaggio da Instagram, è Alex, la mia migliore amica, è una foto di lei in costume da bagno che si sta per buttare dalla piattaforma di una piscina , gli mando una faccina sorridente.

Spero che quest'anno sia diverso dal precedente e che staremo lontane dai guai a scuola, ma soprattutto di non ripetere quello che è successo: Avevamo creato il panico insieme ad un'altro ragazzo della nostra classe dicendo che nel corridoio ci fosse una nutria, che da come sanno tutti, mordono anche le persone, ma a rovinare tutto è stata Claudia che vedendoci ridere è andata a raccontare tutto al professore di chimica. La nostra punizione è stata quella di andare di classe in classe a chiedere scusa a ognuno e da quel giorno siamo ricordati come il TRIO DELLA NUTRIA.

Il resto dei giorni scorre normalmente, con giornate passate al mare e al bar a giocare a biliardino contro gli amici del bar, l'ultimo giorno io e mamma andiamo a vedere una gara di tuffi, il mio sport preferito, anche se non avrei mai il coraggio di tuffarmi da quelle altezze, a metà gara mi viene fame, così vado al bar del palazzetto per prendere dei snack, appena entrata un ragazzo attira la mia attenzione,

un tipo alto con delle grosse spalle, quelle di chi fa nuoto da molto, la carnagione tipica di chi si è abbronzato poco, le guance appena rosate, né paffute né magre, la bocca carnosa al punto giusto, gli occhi di blu scuro come il mare più profondo e i capelli di un biondo color miele chiaro,

Avanzo verso il bancone del bar timidamente, ma sento che qualcuno mi sta osservando e con ma coda dell'occhio noto, che lo stesso ragazzo mi stava guardando, così mi giro di botto imbarazzata, vado nel panico e l'unica cosa che mi viene in mente di fare è di scappare verso gli spalti mentre lui continua a fissarmi con aria stupita e affascinata.

La sensazione di imbarazzo mi accompagna durante tutta la gara, con le guance rosse come come un peperoncino, ad un certo punto sento di nuovo la sensazione di essere fissata e noto che era di nuovo il ragazzo del bar, qualche fila sopra di me, insieme al suo gruppo di amici, tra cui il gruppo di nuoto della mia scuola alcuni li conosco pure.

Il giorno seguente io e mia madre carichiamo le valige in macchina e ripartiamo verso casa. Durante il viaggio mi ricordo di non aver finito i compiti delle vacanze e immagino già la scena del Prof. Cova che mi sbrocca ma che si sbollisce subito. Faccio presente a mia madre del problema e con uno sguardo di ghiaccio si gira verso di me e mi fulmina, credo mi convenga finirli se non voglio che mi sequestri di nuovo il telefono...

SPAZIO AUTRICE:

CIAO A TUTTI, QUESTA É LA PRIMA STORIA CHE SCRIVO, AMMETTO CHE QUESTA PARTE É UN PO' NOIOSA, MA FIDATEVI QUANDO VI DICO CHE IL MEGLIO DEVE ANCORA INIZIARE


BACI,

raven_1524

ps ringrazio @carlottapalestra per i consigli sul perfezionamento del testo. tvb bae💕

Il ragazzo della piscinaWhere stories live. Discover now