- Narnia, Narnia esiste, per davvero, credimi! -
Non avrebbe mai creduto che quelle parole fossero state pronunciate da lei. No, se una qualsiasi persona un giorno gli avesse riferito le sue esatte frasi avrebbe inveito contro di tale idiozia.
Lei, spesso cinica, completamente ragionevole, amante del senso del dovere, caratterizzata dalla postura fiera, i lineamenti gentili e dotata di una mostruosa intelligenza. Normalmente a rincorrere alla cieca l'amata logica in qualcunque azione la si coinvolgesse, incapace di sfidare l'impossibile senza prima ottenere sotto mano tutte le carte scoperte.
Lei, che compiva i salti mortali per adempiere una particolare azione che comportasse altrettanto una particolare attenzione.
E in fondo, Lucy rifletteva, i motivi per cui lei era rinchiusa lì dentro c'erano ed erano anche molteplici.
Il primo, la prova lampante, l'evidente, perché lei non era più lei. La rigida e scattante memoria era persa, l'impulsività erano i suoi moventi, presentava allucinazioni di animali parlanti, di un Leone buono e di una Strega vestita in Bianco con cui discuteva e argomentava la dimenticanza dei suoi fratelli.
Lei non è lei.
E questo lo avevano constatato tutti. E Lucy non poté far altro che scoraggiarsi. Scoraggiarsi di fronte a quella ottusa ossessione, quell'assurda invenzione inculcatale da chissà chi, una certezza del tutto infondata, priva di senso, una fede invisibile senza dimostrazioni; poteva soltanto arrendersi alla conclusione che sua sorella non poteva mai dimostrare margine di miglioramento, mai.
La situazione non pareva adottare pieghe anche solo scioccamente diverse e con probabilità, - le avevano comunicato i medici con totale disinteresse - sarebbe rimasta così com'è sempre stata: spiacevole.
Invariata. Triste. Penosa.
Quella donna somigliante fisicamente a sua sorella, con cui aveva trascorso nientemeno che vent'anni della sua vita, - si rese conto amaramente -, non era più in lei. Non conosceva quella pazza che le parlava senza ascoltarsi, senza il solito atteggiamento pacato di sempre.
E il fatto che fosse una persona priva di razionalità (quando era la caratteristica in cui sua sorella aveva abbondato in tutta la sua esistenza, in cui era sempre stata eccellente), dimostrava quanto affermato prima: aveva perso il senno.
Nemmeno trent'anni e rinchiusa in un manicomio...
Eppure era lei che qualche mese fa si librava in aria quando nominavano la sua fantomatica, ma ora reale Narnia.
Non esiste, è uno stupido gioco per bambini, crescete una volta tanto, lasciate queste assurdità!
Assurda la vita, in effetti: fa capitare cose che non ci saremmo mai minimamente sognati. L'opposto delle nostre aspettative. Ed era successo questo a sua sorella, Susan Pevensie, l'opposto delle aspettative di tutti.
- Narnia! La tua Narnia esiste, esiste per davvero, credimi! - e da quelle frasi, Lucy sa, sente la sua mente gridarlo al vento, da quelle frasi può trasparire soltanto che follia, a rigor di logica.
***
Spazio autrice: E se...
Un misto di What If, flash fic e OOC.
Lucy e Susan, da una parte un personaggio credulone e ingenuo e dall'altra un personaggio razionale e cinico.
Un vera e propria trasformazione di mentalità ed un tipico scambio di ruoli.
Susan, la convinta, quella che si fa trascinare nel mondo e dimentica Narnia e che alla fine trascina Lucy e i suoi fratelli nel suo ostinato a rigor di logica. Questa è la mia prospettiva: ho immaginato che a un certo punto, (dopo aver convinto i fratelli) Susan sognasse Aslan e si rendesse conto di essere nel torto. Quindi cerca di rimediare ai suoi errori ma nel farlo i fratelli la credono impazzita, appunto per il cambio di personalità, perché per rinascere bisogna prima morire. E Susan lascia morire quella parte di sé.
Ma Lucy no, che era quella più ostinata, quella che fin da subito crede in Narnia, oggi non lo fa più, non si fa imbambolare, non vuole convincersi delle sue vecchie fantasie. Si è lasciata spegnere da sua sorella e la delusione è stata una pugnolata, tanto che si convince che sua sorella sia effettivamente impazzita, con un a rigor di logica.
Dal punto di vista di Lucy, l'ultima Pevensie e i motivi mi sembrano più che ovvi: sa di essere nel torto e perché alcune volte la logica può annebbiare la vista delle persone, almeno la logica non giusta. Non quella del Professor Digory (mi manca così tanto :c ///). Anche perché pensateci, Lucy che perde la testa e dimentica quello che lei stessa ha cercato 20 volte nell'armadio.
A presto col punto di vista della seconda Pevensie.
-oki
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Logically
Short Story"Quella donna somigliante fisicamente a sua sorella, con cui aveva trascorso nientemeno che vent'anni della sua vita, - si rese conto amaramente -, non era più in lei." Rating&Generi: verde, drammatico Note: flash fic, what if, ooc Avvertimenti: nes...
